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Reviews - Omnium gatherum
:: Omnium gatherum - New World Shadows - (Lifeforce Records - 2011)
Originari della fredda e intimista Finlandia, gli Omnium Gatherum sono una death metal band con melodie ariose, presunta originalità e un circoscritto senso del folk, avviluppati da un morboso umore dalle tinte oscure, l\'Ombra del Nuovo Mondo raccontata nel quinto album della band.

Formatisi nel 1996, gli Omnium Gatherum hanno pubblicato quattro album e un EP per etichette note del panorama, Nuclear Blast su tutte. Grazie ai due album precedenti – “Stuck Here on Snake\'s Way” (2007) e “The Redshift” (2008), questi tristoni sono rientrati nella Top 30 degli album finlandesi. Questo ha permesso loro di poter agganciare tour europei di band quali Dark Tranquillity, Swallow The Sun, Entombed e Insomnium. In fin dei conti, la proposta della band non si allontana di molto da quella delle band sopracitate.

“New Worlds Shadows” non è un disco da poter ascoltare in ogni momento. Basti pensare che Everfields, brano d\'apertura, dura appena 9 min… Dopo i mid-tempos atmosferici della track d\'apertura, i finnici decidono di velocizzare con Ego, che ricorda vagamente gli Amon Amarth più recenti, sebbene con scarsa propensione alla belligeranza. La track che dà il nome all\'album si caratterizza per un intro ritmico di basso e batteria su cui è la tastiera a dipingere il mood che incastra il lavoro di chitarre (notevoli gli arrangiamenti a due voci sul ritornello). La successiva Soul Journey si caratterizza per un bridge melodico molto ben costruito, in cui si distingue il basso e le melodie di chitarra e tastiera.

Da qui, il disco prende una strada inaspettata. Nova Flame attacca con un taglio più moderno, quasi InFlameggiante, se non fosse per la tastiera che adesso qui appare leggermente fuorviante. An Infinite Mind invece ricorda le ultime cosacce dei Dark Tranquillity alla Him, con quell\'inutile parlato che non raggiunge mai alcun risultato. Gli arrangiamenti qui sono più moderni e fastidiosi, lontani anni luce dalla tristezza tipica della Scandinavia. Un riempitivo veramente fuorviante, a tratti fastidioso.

A metterci una pezza è l\'intensa strumentale Watcher Of The Skies, pregna di umore depressivo e di amare emozioni. Tralasciando l\'ancora moderna e \"ballereccia\" The Distance, l\'album si conclude con un altro brano da 9 min, tale Deep Cold, lentone su cui fanno capolino le chitarre acustiche e un epico cantato pulito.

Un album di death finlandese in sostanza, con tastiere e tanta amarezza. Una critica potrebbe essere avanzata alla ridondanza del cantato, spesso troppo secco e singhiozzato in contrasto con la varietà dello strumentale. In conclusione, questo è un album da ascoltare con il (mal)umore adatto, quando fuori non c\'è il sole per intenderci.
Voto: 6/10Originari della fredda e intimista Finlandia, gli Omnium Gatherum sono una death metal band con melodie ariose, presunta originalità e un circoscritto senso del folk, avviluppati da un morboso umore dalle tinte oscure, l\'Ombra del Nuovo Mondo raccontata nel quinto album della band.

Formatisi nel 1996, gli Omnium Gatherum hanno pubblicato quattro album e un EP per etichette note del panorama, Nuclear Blast su tutte. Grazie ai due album precedenti – “Stuck Here on Snake\'s Way” (2007) e “The Redshift” (2008), questi tristoni sono rientrati nella Top 30 degli album finlandesi. Questo ha permesso loro di poter agganciare tour europei di band quali Dark Tranquillity, Swallow The Sun, Entombed e Insomnium. In fin dei conti, la proposta della band non si allontana di molto da quella delle band sopracitate.

“New Worlds Shadows” non è un disco da poter ascoltare in ogni momento. Basti pensare che Everfields, brano d\'apertura, dura appena 9 min… Dopo i mid-tempos atmosferici della track d\'apertura, i finnici decidono di velocizzare con Ego, che ricorda vagamente gli Amon Amarth più recenti, sebbene con scarsa propensione alla belligeranza. La track che dà il nome all\'album si caratterizza per un intro ritmico di basso e batteria su cui è la tastiera a dipingere il mood che incastra il lavoro di chitarre (notevoli gli arrangiamenti a due voci sul ritornello). La successiva Soul Journey si caratterizza per un bridge melodico molto ben costruito, in cui si distingue il basso e le melodie di chitarra e tastiera.

Da qui, il disco prende una strada inaspettata. Nova Flame attacca con un taglio più moderno, quasi InFlameggiante, se non fosse per la tastiera che adesso qui appare leggermente fuorviante. An Infinite Mind invece ricorda le ultime cosacce dei Dark Tranquillity alla Him, con quell\'inutile parlato che non raggiunge mai alcun risultato. Gli arrangiamenti qui sono più moderni e fastidiosi, lontani anni luce dalla tristezza tipica della Scandinavia. Un riempitivo veramente fuorviante, a tratti fastidioso.

A metterci una pezza è l\'intensa strumentale Watcher Of The Skies, pregna di umore depressivo e di amare emozioni. Tralasciando l\'ancora moderna e \"ballereccia\" The Distance, l\'album si conclude con un altro brano da 9 min, tale Deep Cold, lentone su cui fanno capolino le chitarre acustiche e un epico cantato pulito.

Un album di death finlandese in sostanza, con tastiere e tanta amarezza. Una critica potrebbe essere avanzata alla ridondanza del cantato, spesso troppo secco e singhiozzato in contrasto con la varietà dello strumentale. In conclusione, questo è un album da ascoltare con il (mal)umore adatto, quando fuori non c\'è il sole per intenderci.
Originari della fredda e intimista Finlandia, gli Omnium Gatherum sono una death metal band con melodie ariose, presunta originalità e un circoscritto senso del folk, avviluppati da un morboso umore dalle tinte oscure, l\'Ombra del Nuovo Mondo raccontata nel quinto album della band.

Formatisi nel 1996, gli Omnium Gatherum hanno pubblicato quattro album e un EP per etichette note del panorama, Nuclear Blast su tutte. Grazie ai due album precedenti – “Stuck Here on Snake\'s Way” (2007) e “The Redshift” (2008), questi tristoni sono rientrati nella Top 30 degli album finlandesi. Questo ha permesso loro di poter agganciare tour europei di band quali Dark Tranquillity, Swallow The Sun, Entombed e Insomnium. In fin dei conti, la proposta della band non si allontana di molto da quella delle band sopracitate.

“New Worlds Shadows” non è un disco da poter ascoltare in ogni momento. Basti pensare che Everfields, brano d\'apertura, dura appena 9 min… Dopo i mid-tempos atmosferici della track d\'apertura, i finnici decidono di velocizzare con Ego, che ricorda vagamente gli Amon Amarth più recenti, sebbene con scarsa propensione alla belligeranza. La track che dà il nome all\'album si caratterizza per un intro ritmico di basso e batteria su cui è la tastiera a dipingere il mood che incastra il lavoro di chitarre (notevoli gli arrangiamenti a due voci sul ritornello). La successiva Soul Journey si caratterizza per un bridge melodico molto ben costruito, in cui si distingue il basso e le melodie di chitarra e tastiera.

Da qui, il disco prende una strada inaspettata. Nova Flame attacca con un taglio più moderno, quasi InFlameggiante, se non fosse per la tastiera che adesso qui appare leggermente fuorviante. An Infinite Mind invece ricorda le ultime cosacce dei Dark Tranquillity alla Him, con quell\'inutile parlato che non raggiunge mai alcun risultato. Gli arrangiamenti qui sono più moderni e fastidiosi, lontani anni luce dalla tristezza tipica della Scandinavia. Un riempitivo veramente fuorviante, a tratti fastidioso.

A metterci una pezza è l\'intensa strumentale Watcher Of The Skies, pregna di umore depressivo e di amare emozioni. Tralasciando l\'ancora moderna e \"ballereccia\" The Distance, l\'album si conclude con un altro brano da 9 min, tale Deep Cold, lentone su cui fanno capolino le chitarre acustiche e un epico cantato pulito.

Un album di death finlandese in sostanza, con tastiere e tanta amarezza. Una critica potrebbe essere avanzata alla ridondanza del cantato, spesso troppo secco e singhiozzato in contrasto con la varietà dello strumentale. In conclusione, questo è un album da ascoltare con il (mal)umore adatto, quando fuori non c\'è il sole per intenderci.
Voto: 6/10
Francesco Marchionna

Contact
www.omniumgatherum.org/
:: Omnium gatherum - Rectifying human rejection - (Life Fluid Productions - 2001)
Tredici brani di puro, intenso e tecnico death grind per questa potentissima band che fuori dai vecchi schemi, originale e sorprendente allo stesso tempo, compone brani davvero iper tecnici con composizioni da brivido sia per la loro professionalità che per malata straordinarietà con cui elaborano i riffs(merito di un grandioso chitarrista) e per come l\'uso della voce in maniera davvero complessa passa dal growl al cantato schizofrenico scream con una facilità al quanto sorprendente. Prodotti dalla Life Fluid distro & prod. di cui gia ne ho fatto una recensione ad una sua compilation, questi quattro australiani sono per eccellenza un miscuglio di voce violenta allo stato puro, chitarre bizzarre e un basso e batteria brutali e indemoniati da lasciarci a bocca aperta. Quando li ho ascoltati per la prima volta non ho esitato a riascoltare il loro cd….ero incredulo di come tanta tecnica e pazzia potesse fondersi in un death grind così professionale!!!!!OMNIUM GATHERUM, extreme and intense technical death grind!!

N

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www.arcom.com.au/-omnigath
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