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Reviews - Omen
:: Omen - Hammer Damage - (Pure Steel Records - 2016)
Ritorna (dopo 13 anni da “Eternal Black Dawn”) con un nuovo disco una delle band leggendarie dello U.S. Metal, gli Omen, con l’auspicio di recuperare il trono del metallo puro (!?). Beh, direi che sin dall’omonimo brano (prima traccia), si comprendono le intenzioni del quartetto americano (ascoltare per credere), tra cori e atmosfere epiche… comunque, “Hammer Damage” è mixato da Kenny Powell e il mastering è affidato a Michael Kusch al QuSound Studio. Ascoltando il disco, sono due gli elementi che si evidenziano in tutte le nove tracce e in poco meno di 44 minuti (come i dischi di una volta!) e sono: la voce stridula di Kevin Goocher (anche Phantom X), che non sempre è di (mio) gradimento e la chitarra rovente di Kenny Powell (e questa sì che è di gradimento)! Ebbene, il sound di “Hammer Damage” è il tipico sound anni ’80, con la voce corposa e ruvida e le chitarre che scaricano note roventi, con testi di ispirazione epica. “Eulogy for a Warrior” è una specie di ballad, forse un po’ prolissa tanto da non riuscire ad essere coinvolgente, nonostante le melodie avvolgenti. Il disco si alterna tra brani interessanti ed altri un po’ ripetitivi e poco trascinanti (come il brano appena citato); anche se i riff rocciosi e i mid tempo sono accattivanti, anche se il pathos dei temi e delle atmosfere epiche (come tradizione) è gradevole… l’album non decolla, non c’è un brano che lasci traccia (anche la copertina non è il massimo)! Forse è un ritorno un po’ forzato e/o un po’ troppo anticipato, tanto che potremmo definire “Hammer…” un disco a metà, un album che può spiazzare, confondere e perché no, deludere i vecchi fans! Secondo il sottoscritto c’è da lavorare (anche se può sembrare stupido scrivere queste parole per delle leggende dello U.S. Metal), magari con tanti concerti (anche per ricaricarsi al meglio) – e chissà, magari a recuperare anche il trono, come gli antichi fasti, per cercare un po’ di continuità (vedi gli ottimi Manilla Road). Quindi, per il sottoscritto, “Hammer…” merita un sei politico – più per la Storia che per altro – ma spero che questo disco cresca ascolto dopo ascolto (almeno per voi)!
Voto: 6/10
Giovanni Clemente

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