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Reviews - Oceans
:: Oceans - The Sun And The Cold - (Nuclear Blast - 2020)
Esordio musicale per questi giovanotti austriaci/tedeschi con un album moderno, colto, e dove la macedonia metal si fa prorompente. La copertina è affascinante (anche se poco si confà al loro stile sonoro) e il contenuto risulta interessante nella fucina del moderno metal. I componenti sono preparati ma senza una specifica personalità. Vi è di tutto in questo sole freddo: il caratteristico growl metal core, le clean vocals di scandinava memoria, il tremolo chitarristico stile black, le fucilate thrash, la doppia cassa (speriamo sia vera) e tanto altro materiale che farà la goduria dei giovani kids. Si parte con la title track, potente e rabbiosa, una sorta di post death con una produzione talmente cristallina da diventare trasparente. La successiva “We are the Storm” è scritta per far classifica nella sua trasformazione catchy, immaginando ai loro concerti che delirio potrebbe esserci. Qualche filler è d’obbligo in un album iper prodotto, ovviamente molto bene sia chiaro; tali sono “Dark” che gira e rigira su se stessa e “Paralyzed” con la sua cadenza simil Nu Metal. E poi c’è “Take The Crown”, con i suoi arpeggi puliti si trasforma in un aggressivo metal core; mid tempos vari con tendenze alla In Flames per “Shadows” e “Legions Arise”, quest’ultima forse più aggressiva del previsto. Nei loro “Oceani” musicali il sole ed il freddo fanno capolino con le due tracks dal titolo “Polaris” e “Truth Served Force Fed”. Le chitarre iniziano ad essere più nervose, quasi non aspettassero altro che finire questo loro primo viaggio sciogliendosi nelle ultime due tracce catapultate direttamente negli anni Novanta. Quel tocco goth/Radiohead alla Anathema di “Water Rising” e la speranzosa “Hope”, di sicuro impatto futuro per la new generation così depressa e malinconica.
In buona sostanza, un album interessante nel concetto modernistico del termine; tuttavia, a mio modesto parere gli Oceans risultano un tantino freddi, stantii, senza quel pathos che potrebbe contraddistinguerli dalla massa. Ovviamente sono all’esordio e si può perdonare loro qualcosa, giusto? O forse no… vista la possibilità produttiva delle case discografiche e vista la strumentazione sempre più all’avanguardia, con la possibilità di scrivere canzoni non per forza originali, ma almeno calde ed emozionanti. A voi l’ardua sentenza.
Voto: 6/10
Daniele Mugnai

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