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Reviews - Novembre
:: Novembre - Materia - (Peaceville - Andromeda Distribuzioni - 2006)
Materia” è il primo album dei Novembre per la Peaceville e credo che sia un giusto approdo per la band capitanata dai fratelli Orlando. Credo, infatti, che la Peaceville sia un’etichetta più capace di “sentire” il mood espressivo dei Novembre, molto di più, senza dubbio, della Century Media. “Materia” è un album davvero bello…un album prodotto da un gruppo oramai capace di esprimere le proprie enormi potenzialità senza alcun timore referenziale. Si sente lontano un miglio che i Novembre hanno meditato a lungo questo album. Un album lasciato “invecchiare” ad arte al fine di poterlo assaporare appieno. E’ un album onirico nel senso che ti permette di veleggiare nei meandri della fantasia… E’ un album etereo in quanto non vuole gridare… E’ un album tenue poiché non intende apparire esagerato. Diciamo che rappresenta i Novembre alla perfezione, un gruppo provvisto di armonie elettriche e decadenti molto belle e fascinose… L’Italia ha un grande gruppo, e il suo nome è Novembre… Possono sembrare avulsi dai miseri trend quotidiani della scena metal, ma va bene così…

EMANUELE GENTILE

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:: Novembre - Materia - (Peaceville - Andromeda Distribuzioni - 2006)
Ci sono voluti cinque lunghi anni prima che questo “Materia”, dopo due anni di intensi lavori, prima nei loro Outer Studios di Roma e poi nei Finnvox Studios di Helsinki, vedesse la luce.
In molti, compreso il sottoscritto, hanno atteso l’uscita di questo nuovo lavoro che è stato preceduto quattro anni prima da “Dreams D’Azur”, l’ottima ri-registrazione del debutto “Wish I Could Dream It Again…”.
Che dire… ennesimo capolavoro che sicuramente non si distacca dalle passate dirompenti e tormentate sonorità impregnate di mutevoli e forti stati d’animo, sentimento, aggressività e melodici riff elettrici e acustici.
In queste undici tracce il terzetto “siculo romano” esprime al meglio tutti gli aspetti del loro marchio di fabbrica con strutture ansiose e decadenti, melodie depressive e pensierose non deludendo mai.
I brani che più spiccano sono “Materia”, “Geppetto”, “Verne”, “Nothijngrad”, “Aquamarine” e “Reason”, anche se quest’ultima tendo un po’ ad annoiare. Questi cinque brani riprendo le sonorità sognanti, melanconiche e personali di “Arte Novecento”. I brani accompagnano in un crescendo di emozioni l’evoluzione del personaggio presente in copertina, un bambino in piedi in spiaggia, volto ad osservare il mare dove in lontananza si nota evidentemente la nascita di una città tecnologica, futuristica, cyborg.
Per quanto mi riguarda uno dei lavori migliori di questa band, che contribuisce a rendere sempre più grande una band che è tra le migliori nel panorama italiano e non.

BF

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:: Novembre - The Blue - (Peaceville Records/Halidon – 2007)
Torna (a mio parere) la più originale band italiana con un nuovo album studio a distanza di un solo anno dalla pubblicazione del precedente “Materia”.
In questo “The Blue” ritroviamo dodici brani che mischiano un po’ tutte le atmosfere che possiamo ritrovare nei precedenti album di questa band creando così il loro album “capolavoro assoluto” dove la loro parte più romantica (o gothic, se così è possibile definirla) che hanno abbondantemente presentato nel loro “Materia” e la parte più death di questa band che ha presentato negli altri album della band che non ho citato.
Ottimi tutti i brani che non annoiano assolutamente, tra cui spiccano: “Triesteitaliana” (secondo il mio parere è il brano migliore di questo “The Blue”), “Bluecracy”, “Iridescence”, “Sound Odyssey”, “Cantus Christi” e “Zenith”.
Però i Novembre sono una delle band che si possono ascoltare solo in un determinato momento, quando l’umore se la sente di farlo, è possibile catalogare i Novembre come: “band impegnativa”.
Questa è una delle band che tutti in Italia dovrebbero ascoltare, soprattutto gli amanti degli Opeth, che molti di essi, sapendo che i Novembre sono una band italiana la tralasciano, sbagliando di molto perché credo che i Novembre siano una delle migliori band in circolazione (e non parlo soltanto a livello nazionale!).

Voto: 9.5

Pax (Antonluigi Pecchia)
:: Novembre - URSA - (Peaceville - 2016)
Quanti di voi s’aspettavano il ritorno dei Novembre? Pochi, immagino. Ok, vero che la band romana (d’adozione) non s’è mai sciolta ufficialmente, però il lungo silenzio successivo alla pubblicazione di The Blues aveva prodotto non poche paure tra noi fan. Invece eccoli qua, ancora una vota con quel suono unico e riconoscibilissimo già dopo i primi secondi di “Australis”. Da lì in poi è tutto un crescendo di emozioni in chiaroscuro. Perché nel possente muro di tristezza messo su da Orlando, c’è sempre un filo di speranza, che permette di sopravvivere all’apatia della vita. Da un punto di vista musicale la formula dei Novembre è sempre cambiata dall’esordio in poi pur rimanendo sempre fedele a se stessa, poche e impercettibili mutazioni che hanno portato la band a un’evoluzione. Però questa volta mi sembra che ci sia stato un passo indietro, forse anche in più d’uno, perché URSA (titolo di ispirazione orwelliana) ci riporta ai tempi di Novembrine Waltz (merito anche dei colori della splendida copertina di Travis Smith, che in parte ricordano quelli di NW), che per me resta il picco della carriera della band. Carmelo, ormai orfano di suo fratello Giuseppe, in questa avventura s’è fatto aiutare dal solito Massimiliano Pagliuso alla chitarra, dal bassista Fabio Fraschini – già presente ai tempi dell’incredibile Materia – e dal batterista David Folchitto, dai più conosciuto per la sua appartenenza agli Stormlord. E così ne esce fuori un disco fluido, emozionante, che riesce a coniugare al meglio doom, death, prog e post rock. In un certo qual modo i Novembre rappresentano una summa del fantastico catalogo della Peaceville, ci potete trovare le atmosfere cupe dei primi Paradise Lost, la decadenza prog degli Opeth dell’età di mezzo, la poesia struggente dei My Dying Bride e una certa attitudine rock degli ultimi Anathema. Il tutto restando unici e credibili. Probabilmente i Lacuna Coil sono la band italiana più nota all’estero, ma i Novembre restano la nostra carta migliore, perché riescono a coniugare il gusto (nel senso più ampio del termine) italiano con l’efficienza dei Paesi d’Oltralpe (una sorta di Ferrari della musica, giusto per rimanere nel campo delle eccellenze). URSA non è un disco inciso tanto per, gli anni di gestazione sono stati sfruttati al massimo per non mettere sul mercato l’ennesimo lavoro usa e getta, Fatene vostra una copia, e se siete tra i fortunati che hanno pre-ordinato direttamente il cd dal sito della Peaceville entro il primo Aprile, riceverete anche una copia di Annoluce, un’esclusiva release di tre tracce!
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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