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Reviews - Nile
:: Nile - Black seeds of vengeance - (Relapse Records)
Ritornano i Nile con un terzo e favoloso lavoro di pura velocità e tecnica combinata con tanta aggressività e suprema fantasia nella loro ormai cattiveria improntata su di una favolosa cultura egiziana dove essi appunto fanno risorgere questa civiltà scoprendo i suoi lati più oscuri e cattivi. Non mancano di conseguenza stacchi melodici e psicopatici, voci insistenti e catacombali e parti grind al limite dell’esasperazione. Un capolavoro a mio avviso, ma non solo nella bravura delle composizioni o nella tecnica di come è suonato, ma soprattutto per la folle e malata capacità che questa band ha nel saper trasmettere ad un ascoltatore le loro manie egiziane e le loro composizioni esasperate che mandano i nostri cervelli in tilt perché avvolti da quelle melodie e da aggressività che fan si che “Black seeds of vengeance” sia un lavoro che ci trasporti in un altro mondo dove oscurità e cattiveria vi regnino!!! Un lavoro che poche band possono essere in grado di pensare, ma che in ogni caso ha saputo ben entrare nelle collezioni di migliaia di fun!!!SUPPORT THE VOICES OF THE CATACOMBAL SOULS!!!

N

CONTACT:
Nile Management: Gunter Ford for WORLD management:
P.O. BOX 3095, Sea Bright, NJ 07760
:: Nile - In their darken shrines - (Relapse Records)
Nuovo album per una delle più originali band della scena estrema mondiale. I NILE sfornano questo nuovo \"IN THEIR DARKENED SHRINES\" che a mio parere non si scosta molto dal precedente \"BLACK SEEDS OF VENGEANCE\" con ciò però non voglio dire che questo album debba essere considerato un clone.Eliminando le lunghe introduzioni che caratterizzavano \"BLACK SEEDS OF VENGEANCE\" e che ne rendevano molto pesante l\'ascolto,questo nuovo lavoro dà l\'impressione di essere rinchiusi in una tomba senza alcun spiraglio che dia la possibilità di respirare.Questo è a mio parere l\'unico modo per far capire ai lettori l\'atmosfera claustrofobica che viene a crearsi in alcuni brani come \"KHEFTIU ASAR BUTCHIU\" o \"WHISPER IN THE EAR OF THE DEAD\".Altra caratteristica di \"IN THEIR DARKENED SHRINES\" è la potenza e la ferocia che meglio si materializza in alcune traccie come \"THE BLASSED DEAD\" o \"WIND OF HOURS\"… Inutile dilungarsi ad osannare la tecnica quasi sovraumana di questi ragazzi :sarebbe alquanto scontato…Da anni si è consolidato il binomio NILE/VIOLENZA e questo \"IN THEIR DARKENED SHRINES\" sarà un ambito pasto per tutti gli ascoltatori di musica estrema : da avere a tutti i costi !!!

FETALSKINNER
:: Nile - In their darknes shrines - (Relapse - 2002)
Nuovo album per una delle più originali band della scena estrema mondiale. I NILE sfornano questo nuovo \"IN THEIR DARKENED SHRINES\" che a mio parere non si scosta molto dal precedente \"BLACK SEEDS OF VENGEANCE\" con ciò però non voglio dire che questo album debba essere considerato un clone.Eliminando le lunghe introduzioni che caratterizzavano \"BLACK SEEDS OF VENGEANCE\" e che ne rendevano molto pesante l\'ascolto,questo nuovo lavoro dà l\'impressione di essere rinchiusi in una tomba senza alcun spiraglio che dia la possibilità di respirare.Questo è a mio parere l\'unico modo per far capire ai lettori l\'atmosfera claustrofobica che viene a crearsi in alcuni brani come \"KHEFTIU ASAR BUTCHIU\" o \"WHISPER IN THE EAR OF THE DEAD\".Altra caratteristica di \"IN THEIR DARKENED SHRINES\" è la potenza e la ferocia che meglio si materializza in alcune traccie come \"THE BLASSED DEAD\" o \"WIND OF HOURS\"… Inutile dilungarsi ad osannare la tecnica quasi sovraumana di questi ragazzi :sarebbe alquanto scontato…Da anni si è consolidato il binomio NILE/VIOLENZA e questo \"IN THEIR DARKENED SHRINES\" sarà un ambito pasto per tutti gli ascoltatori di musica estrema : da avere a tutti i costi !!!

Traclist
01. The Blessed Dead
02. Execration Text
03. Sarcophagus
04. Kheftiu Asar Butchiu
05. Unas, Slayer of the Gods
06. Churning the Maelstrom
07. I Whisper in the Ear of the Dead
08. Wind of Hours
09. Hall of Saurian Entombement
10. In Their Darkened Shrines - II Invocation to Seditious Heresy
11. In Their Darkened Shrines - III Destruction Of The Temple Of The Enemies Of Ra
12. In Their Darkened Shrines - IV Ruins

FETALSKINNER
:: Nile - Those Whom The Gods Detest - (Nuclear Blast – 2009)
Karl Sanders e i suoi Nile tornano con un album dedicato a “tutti quelli che ascoltano metal poiché sono coloro che gli déi odiano. Il nuovo album è un rifiuto a qualsiasi dio, ogni dio. Non uno in particolare, ma tutti loro \\\". E con questi presupposti che i Nile sfornano l’ennesimo capolavoro della propria carriera , il sesto dal lontano 1993. La formula è immutata: death metal tecnico e feroce con inserti di musica egiziana-medio orientale. Ancora una volta troviamo dietro la consolle Neil Kernon che riesce al meglio a rendere palpabile le atmosfere plumbee e malefiche del suono degli americani. Oggi nessuno è come loro. Ma quello che sorprende non è tanto la qualità del singolo album, quanto il costante mantenimento di standard compostivi elevati. I Nile non si sono spenti dopo un paio di album, tanto meno ne hanno azzeccato uno per sparire dopo un anno. Qui ci troviamo innanzi a una band che riesce a perpetuare se stessa con risultati incredibili. Hanno preso il sound dei Morbid Angel e l’hanno “luccicato” rendendolo quasi meglio (il quasi è d’obbligo, i Morbid Angel sono il Death Metal). Tutto è sofferenza e oscurità in Those Whom The Gods Detest, tutto è paura. I Nile straripano e lasciano il proprio limo sulla desolata e arida scena death contemporanea. Andate in massa ad acquistare questo album, e non abbiate paura degli dèi, Karl Sanders e i suoi vegliano su tutti noi.
Voto: 8,5/10
g.f.cassatella

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www.nile-catacombs.net
:: Nile - What Should Not Be Unearthed - (Nuclear Blast - 2015)
Finalmente, dopo tre anni d’attesa, si rifà viva questa Death Metal band che, ormai da 22 anni, ci devasta le orecchie con la sua brutalità. I Nile si conquistano un posto di rispetto tra le ottime uscite Nuclear Blast di questo 2015 con questo loro “What Should Not Be Unearthed”, album che fa attorcigliare le budella con la sua brutalità viscerale. Espressione di un Death Metal davvero molto tecnico (come tra l’altro la band statunitense ci ha sempre abituato), questo disco mi risulta più grezzo ed immediato rispetto ai precedenti, che erano generalmente più costruiti anche solo in tema di sonorità. Sembra infatti che i Nile abbiano subito una sorta di depersonalizzazione dato che ciò che li caratterizzava e che non li rendeva una delle tante band death metal, ovvero le sonorità e i temi sull’antico Egitto, è andato quasi del tutto perso. Bisogna aspettare infatti il quarto brano (“In The Name Of Amun”) per avere un breve ricordo di cosa era il terzetto americano fino allo scorso “At The Gates Of Sethu” uscito nel 2012, e se ne avranno pochissimi altri durante tutto il disco. C’è da dire però che questa volta i Nile hanno avuto molta più cura nella scelta dei suoni, il mix generale spacca davvero. Aggressivo, tagliente, sporco e brutale: al sound di “What Should Not Be Unearthed” non manca davvero niente. Delle dieci tracce però che compongono quest’ultimo lavoro della compagnia di Karl Sanders, che a quanto pare non rispetta lo standard di qualità della band in tema di composizione, vanno tenuti in mente solo alcuni brani quali “In The Name Of Amun”, “Age Of Famine” e l’intermezzo strumentale “Ushabti Reanimator” , che guarda caso sono i brani che più ricordano i vecchi Nile. Gli altri sono brani di buona fattura ma che potrebbero far parte della discografia di una qualsiasi death band. Anche la cover del disco risulta essere abbastanza anonima. Tirando le somme “What Should Not Be Unearthed” è un disco che suona molto bene e che contiene brani di buon livello, sicuramente con sonorità che molto piaceranno agli amanti del Death Metal classico e puro, ma c’è una sola ed unica domanda che mi sorge spontanea: dove sono i Nile in tutto questo? Vi lascio con il beneficio del dubbio.
Voto: 6/10
Antonio Paolillo

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