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Reviews - Neverdream
:: Neverdream - Said - (Twilight Zone Records - 2010)
Nuovo lavoro per questa progband capitolina, accompagnati dal produttore Achim Kohler(Amon Amarth e Nevermore). I Neverdream ci propongono un\'ora di prog-metal che farà tranquillamente piacere a tutti gli amanti di questo genere, in primis ai patiti dei Pain Of Salvation, vista la particolarità delle composizioni in chiave molto dark e a tratti industrial, peculiarità che ha contraddistinto la band prog svedese; come di rito in tutte le band prog che si rispettino, si sente la chiara ispirazione ai Dream Theater. In questo \"Said\", viaggio culturale nel continente africano, troviamo sette tracce di fatturato elegante ed originale grazie anche al mix che viene proposto. Certo una nota dolente c\'è, la durata delle canzoni, anche se è inutile dire che chi fa prog ha inevitabilmente questo difetto o pregio, fate voi. Vada per uno o due tracce, ma tutt\'e sette è un po\' troppo! Persino band come i Theater o i Salvation fanno brani mordi e fuggi, perché proponendo un intero album con pezzi quasi infiniti si rischia di diventare pesanti, noiosi e di rovinare tutto il lavoro. Forse sarò troppo canonico, ma la voce filtrata alla Reznor, carina sì ma onnipresente non va! Credo che in sede live subire tutto ciò non sia il massimo. Comunque nonostante tutte queste critiche penso che questo \"Said\" possa tranquillamente competere con i colossi del genere. Certo è molto più indicato per gli amanti e maniaci del progressive più estremo, ma comunque un paio di brani potrebbero essere ascoltati anche dal metallaro medio. Concludo dicendo che i Neverdream sono una band veramente molto preparata e tecnicamente eccelsa, ma a parer mio sono le cose semplici a durare nel tempo.

P.S. L’etichetta Twilight Zone Records, di recente ci ha comunicato che il cd qui sopra recensito, sarà nei negozi il 10 di Settembre e no la data comunicata in precedenza!

Voto : 7/10
Antonio Abate

Contact
www.myspace.com/neverdreamband
www.myspace.com/twilightzonerecords
:: Neverdream - Souls 26-04-1986 - Achim Koehler & Neverdream – 2008)
Tornano i romani Neverdream, dopo il concept album del 2006, “Chemical Faith”, un allucinante viaggio psicologico nella mente di Christiane F. e dei ragazzi dello zoo di Berlino. Il nuovo album Souls 26-04-1986 si presenta altrettanto ambizioso sia per l\'idea alla base del concept che sostiene l\'intera architettura, il disastro nucleare di Chernobyl, sia per la presenza dietro le quinte di sua santità Achim Koehler , che vanta collaborazioni con gruppi dello spessore di Primal Fear, Sodom e Nevermore. Beh, questo foschissimo Souls è semplicemente un capolavoro. Una cascata di suoni ed emozioni che si ricorrono e si alternano, creando un tagliente pathos avvolto da un\'oscura angoscia che proietta nelle mente dell\'ascoltatore vivide immagini: lande desolate e devastate, orfanotrofi decadenti e lugubri, impiccati che ondeggiano tra le ombre. Definire i Neverdream un gruppo prog metal è a mio avviso riduttivo, vista la duttilità sonora e le capacità tecniche che riescono a sfoderare in questo album di ottima fattura. Sulla struttura, sicuramente spiccatamente progressive, si intrecciano sonorità gotiche e decadenti (vagamente alla Moonspell), mescolate alla malinconica pazzia dei Nevermore ed alla pura rabbia del thrash americano. Il songwriting è maturo, complesso, fortemente introspettivo e ricercato.
L\'impatto sonoro di Souls è davvero emozionante, le chitarre cupe e ruvide (molto nevermoriane) duettano sin dall\'inizio con un\'angosciante bright piano nevrotico ed ipnotico al tempo stesso mentre la struttura ritmica è incalzante e ben orchestrata. Ottima interpretazione quella di Giorgio Massimi alla voce, che riesce ad impersonare con estrema credibilità il pianto e la disperazione delle vittime che, nel corso degli 8 capitoli di questo album, si affacciano dalla coltre di macerie e morte che il sestetto romano riesce a dipingere con un estro, davvero, al di fuori dal comune. Ma non finisce qui, perchè in questo souls non manca la classica ciliegina sulla torta, nella fattispecie il Sax di Fabrizio Dottori, che di tanto in tanto si inserisce nell\'intreccio delle canzoni, riuscendo ad accrescere quella sensazione di struggente malinconia che sembra essere il filo conduttore dell\'intero album.
Parlare delle singole track che compongono la fatica del gruppo romano, non avrebbe senso, perchè queste sono 8 colonne che sostengono con egual forza l\'immenso affresco personificante il dramma umano, la disperazione, il dolore e la rabbiosa resa verso l\'inesorabile destino che i Neverdream sono riusciti ad esprimere, creando un prodotto senza eguali. Questo album che ho tra le mani, è veramente una pietra preziosa, un gioiello dell\'underground nostrano che ( e di questo sono certo) porterà il gruppo romano agli onori della cronaca internazionale.
Promossi a pieni voti!
Voto: 10/10
R. Doronzo

Contact
www.neverdream.de
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