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Reviews - Muddle Quiet
:: Muddle Quiet - Muddle Quiet - (Autoprodotto – 2008)
Tratto da Wikipedia “Ossimoro”: è una figura retorica che consiste nell\'accostamento di due termini in forte antitesi tra loro. Si tratta di una combinazione scelta deliberatamente o comunque significativa, tale da creare un originale contrasto, ottenendo spesso sorprendenti effetti stilistici.
In questa definizione è racchiuso l’emblema dei Muddle Quiet. Frenesia calma, accoppiamento di due parole dal senso apparentemente contrastante, ma che possono dar vita ad una forte unione.
Il Quintetto barese propone un Crossover (altro ossimoro) che non conosce limiti d’ispirazione. Attingere da ogni fonte sembra il loro motto. La band dopo vari avvicendamenti sembra aver trovato la sua stabilità con Nicola Scardicchio alla voce, Francesco Ulini e Valerio Dario alle chitarre, Andrea Perrone al basso e Tommaso Tedone alla batteria.
La Demo che propongono prende il loro stesso nome e si presenta con un’immagine semplice ma d’impatto caratterizzata da una buona accuratezza e gran lavoro grafico: un angelo che tenta di cavarsi via le ali. Sul retro Oltre la tracklist c’è una loro foto in piena contemplazione. All’interno, di seguito ai ringraziamenti, troviamo un’immagine simpatica che toccherà il cuore di qualsiasi musicista: i propri strumenti. Il CD si presenta come un vinile, idea che ricorda molto “Available for Propaganda” dei Linea77.
Quando il disco inizia a girare, John Belushi e Dan Aykroyd fanno capolino e tirando su gli occhiali oscurati, danno il via alla musica con un colpo di fucile. Il primo pezzo “Locusta” parte più aggressivo di un Running back con la conchiglia aderente e ricorda molto il sound dei Coal Chamber; riffoni duri e crudi, ruggiti strazzianti e scariche violente. Il pezzo successivo “Fear of the Fly” suona sempre molto incazzato e proprio quando non sembra discostarsi dal precedente, ecco il cambio, un intermezzo industrial che sfiora lo psichedelico. Accendini accessi per la malinconica “Afrodite”, una toccante ballad cantata in italiano, unica traccia di questa demo, forse per meglio arrivare al cuore della loro dea dell’amore. Rapida e fulminante si presenta invece “Dust”, brano più curato e più ricercato della demo, che viene chiusa dall’outro conclusivo con un ritorno dei Blues Brothers.
In sintesi auguro molta fortuna a questa band, faccio i complimenti a basso e alle due chitarre e tiro l’orecchio al cantante e alla batteria per le piccole imprecisioni e per gli arrangiamenti che non mi convincono tanto.
Jetraxim

Contact
www.myspace.com/muddlequiet
muddle_quiet@hotmail.it
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