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Reviews - Misantropus
:: Misantropus - LP (2012) - (Doomymood - 2013)
Tornano gli alfieri del green metal, quei Misantropus che in tre lustri hanno rilasciato alcune piccole perle di doom italico. Ad occuparsi della pubblicazione di questo nuovo lavoro, LP (2012), ci pensa ancora la Doomymod, ormai un punto di riferimento per gli amanti del genere più lento che ci sia. La band di par suo continua quel percorso personale fatto di doom (sempre meno) e stoner (sempre più) condito da tematiche ecologiste. Non a caso al centro di questo nuovo disco c’è la figura di Noè, colui che ha permesso al mondo di “ripartire”. Ed è proprio questo il concept di LP (2012), la capacità che ha una civiltà di autopreservarsi nel momento in cui s’avvicina alla decadenza. Proprio al barbuto patriarca è dedicata la canzone posta all’inizio, “Noeh”, che parte con un incedere di stampo Paul Chain per sfociare in un più classico stoner rock. Più o meno queste saranno le coordinate stilistiche del cd, anche se nella finale “Filantropus (Sun)” torna a fare capolino il doom. I brani, sette, sono solo strumentali e, come facile immaginare, si reggono su down tempo. Dal punto di vista concettuale l’album si poggia su forti contenuti simbolici, dall’arca di legno – “Woodarc” – che unisce al proprio interno la perfezione del legno e l’Arco Stellare simbolo delle nostre origini, al patto che l’uomo ha stretto con le creature che lo circondano – “Green (The Animalspact”. Le tematiche eccentriche, almeno in ambito metal, sono all’insegna di un discreto ottimismo, tant’è che il cd si conclude con “Filantropus (Sun)”, il sole che ridona la vita. Aspetto da non sottovalutare per una band che ha come monicker Misantropus, e che potrebbe anche stare a significare una nuova visione dell’esistenza da parte del trio nostrano. Un disco atipico e coraggioso, che sicuramente farà la gioia dei 500 fortunati che riusciranno ad accaparrarsi una delle copie del cd in edizione limitata. I più pazienti, invece, potranno aspettare la pubblicazione della versione in vinile (250 copie).
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

Contact:
www.doomymood.net
www.myspace.com/misantropusband
:: Misantropus - LP-EP 2003 - (Doomymood – 2011)
Nati nel 1998 per volontà dei fratelli Sanniti, i Misantropus nel 2000 hanno autoprodotto un vinile (700 copie) tra i più ricercati fra i collezionisti doom. Bisogna anche dire che il prodotto in questione è un album dalle mille vite. Già nel 2007 è stato ristampato in due diverse edizioni, una Cdr in 200 copie (Cold Current), l’altra Cd autoprodotto in 500 copie. Entrambe le stampe contenevano anche il primo demo-tape (150 copie) del 1998. Per la prima volta oggi viene, invece, proposto dalla Doomymood in un cd (500 copie) Lp che sarebbe dovuto uscire nel 2003, ma rimasto sinora in edito, se si escludono i brani inclusi, in un’inedita versione cantata, in un EP pubblicato in quell’anno. L’album in questione ha rappresentato per la band la conclusione di un lungo cammino che li ha portati dal doom di scuola italiana (P. Chain, Requiem, The Black) a qualcosa di personale, che essi stessi definiscono Green Dark Metal. Questa etichetta racchiude la nuova filosofia della band, non più ancorata quelli che sono gli stilemi del genere, ma vicina a tematiche ecologiste. Per quanto concerne l’aspetto prettamente musicale, l’album è un raro esempio, quasi unico, di doom strumentale made in Italy. La ristampa propone, non solo, i cinque brani (“Life”, “Man”, “Woman”, “Animalspact” e “Transformation”) che originariamente sarebbero dovuti finire su quel lavoro, ma anche “Life” e “Transformation”, così come furono inseriti nell’EP del 2003, cioè arricchiti dalle phonetic vocals di Francesca Luce. Il doom dei nostri è tradizionale, grasso, avvolgente e non concede spazi a tentazioni commerciali, così come è giusto che sia. Certo non è un disco per tutti, e non tutto è perfetto, però è uno di quei lavori che un collezionista dovrebbe avere nella propria discoteca.
Voto: 7/10
g.f.cassatella

Contact
www.doomymood.net
www.myspace.com/misantropusband
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