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Reviews - Mind Key
:: Mind Key - Pulse For A Graveheart - (Frontiers - 2009)
Secondo lavoro in studio per i capitolini Mind Key che con \"Pulse For A Graveheart\" fanno ritorno sul mercato discografico a circa cinque anni di distanza dall\'album d\'esordio \"Journey of a Rough Diamond\". Musicalmente, i Mind Key sono ancorati ad un virtuoso progressive metal capace di unire in modo ponderato la melodia e l\'intensità con la potenza e l\'energia, dimostrando diversi punti in comune con i Symphony di Michel Romeo, ma anche con i nostrani Eldritch e con gli immancabili Dream Theater. \"Pulse For A Graveheart\" per farla breve, è un disco eccellente, ben prodotto ed egregiamente suonato, con l\'ulteriore capacità di porre in evidenza la personalità, il talendo e le doti tecniche della band. Passando al disco, si parte con \"Sunset Highway\", un pezzo che si presenta subito come molto complesso, rimarcando maggiormente la componente energica a cospetto di quella virtuosa e progressiva, ricordando in più di un frangente i connazionali Eldritch, oltre alle palesi influenze basilari, \"The Seventh Seal\" a seguire, spazia su uno stile ponderatamente diverso, ponendo in luce l\'ottimo contributo delle tastiere, sempre presenti e puntuali, risultando un pezzo molto intenso dalle atmosfere straordinariamente ispirate, \"Citizen of Greed\" giova della presenza in veste di guest di Derek Sherinian, si adagia su sonorità idiliache e su melodie raffinate, esaltando l\'aspetto poetico della musica dei Mind Key, caratteristica ben presente anche in \"Crusted Memories\", song dai connotati a volte influenzati da un sound prettamente americano e sempre molto efficace oltre che di enorme qualità. \"Dead Fame Hunter\" è in assoluto uno dei momenti più alti del disco, tecnicamente privo di pecche, strutturato ed articolato in modo eccelso e rinvigorito da un arrangiamento curato anche nel più piccolo dei particolari, \"Ventotene (The Island)\" è un altro momento dotato di una forte componente emozionale, uno strumentale maliconico dove l\'assoluta protagonista è una chitarra acustica, mentre in \"Graveheart\", la band estremizza al massimo il proprio sound destreggiandosi su sonorità ruvide e robuste e su ritmi pungenti e penetranti. \"Eye Of A Stranger\" è il pezzo che forse più rappresenta lo stile dei Mind Key nella sua completezza, denotando una forte strizzata d\'occhio al classico sound dei Dream Theater, differentemente \"Now Until Forever\" è un brano spiazzante che stilisticamante si discosta dai precendenti episodi presenti nel disco, dove vengono esplorati territori nuovi e sonorità diverse. La conclusiva \"A New Generation\" infine, reacchiude l\'essenza della band e riassume le peculiarità di un disco che gli amanti del settore non devono assolutamente lasciarsi sfuggire.
Voto 8/10
Maurizio Mazzarella

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www.mindkey.it
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