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Reviews - Metallica
:: Metallica - And justice for all - (Elektra - 1988)
Con And Justice For All, successore dell\'immenso Master of Puppets, i Four Horsemen (quelli veri) dimostrano al mondo metal cosa vuol dire suonare Thrash in maniera originale ed innovativa, andando fuori dai tipici canoni del thrash bay area e cercando nuove soluzioni a volte del tutto rivoluzionarie. Non basta tutto questo per dire ciò che in realtà And justice è. I quattro di Frisco ci regalano ben 9 pezzi al cardiopalma, uno più veloce, tecnico e d\'impatto
dell\'altro. Blackened, degna opener di tutto l\'And Justice tour, inizia in modo quasi calmo, forse per prendere per il culo l\'ascoltatore, ignaro di ciò che gli capiterà di lì a poco, per poi sfociare in tutta la sua rabbia. Immensa track thrash. And Justice for all: midtempo cadenzato, ottimi riff di chitarra, belli gli assoli, Jaymz che canta in modo stranissimo, e quella cazzo di batteria di
Ulrich che personalizza ancora di più un suono già di per sè perfetto. Eye of the beholder, è un brano abbastanza difficile da assimilare, ma una volta recepito si trasforma in una track di puro metal alla Metallica. Subito dopo uno dei più grandi capolavori della scena metal sino ad oggi: ONE. Tre sole lettere per identificare un brano che tutto l\'universo deve conoscere, inizio arpeggiato (ricorda abbastanza Fade to black), caratterizzato da continue esplosioni
guerresche, che dà un\'impressione di una ballad... nulla di più sbagliato: il pezzo dopo il coro si trasforma in una mitragliatrice continua, mettendo in risalto l\'ottima performance di un Ulrich davvero al max della forma. Un Kirk Hammett che tira fuori quelle palle che ormai chissà dove stanno con assoli che rimbombano ancora oggi dal 1988 ad oggi, un James che ruggisce dietro al microfono e un Newsted che, neo arrivato e con la responsabilità di essere il successore di uno dei più grandi bassisti mai esistiti, il mai troppo compianto Cliff Burton (RIP), riesce a ritagliarsi quegli spazi vitali, fondamentali per la riuscita del pezzo, anche se il suo basso per tutta la durata del disco ha un volume inferiore alle chitarre, forse fin troppo. The shortest straw: pezzo accattivante, che conquista solo dopo molti ascolti, a causa della complessità
del songwriting, così come Frayed ends of sanity, anch\'esso molto tHrascinante, grazie alla voce ruggente di un James Hetfield davvero sugli scudi. La voce di Baffo d\'oro non compare nella quasi strumentale e lunghissima To Live is To Die, pezzo scritto in parte anche dall\'ormai defunto Cliff Burton, che dopo oltre 9 minuti sfocia nella bestiale e devastante, martoriante, tutto ciò che è pesante, DYERS EVE, uno dei pezzi più veloci e scassaculi che i Metallica abbiano mai fatto uscire dalle loro teste. Dear mother dear father, what is this hell you
have put me through? Believer Deceiver Day in Day out Live My Life Through You Pushed onto Me What\'s Wrong or Right Hidden from this Thing That They Call Life!!! Immensa. And Justice For All, una svolta, una colonna portante del Metal anni 80 e non solo, ancora oggi ricordato, acquistato, scaricato ma soprattutto osannato e mai imitato.

IN
:: Metallica - Death Magnetic - (Elektra Records – 2008)
Tornano con il loro nuovo album gli dei del Metal: i Metallica. Death Magnetic sta già spopolando in tutto il mondo:dopo Argentina, Repubblica Ceca, Belgio, Canada, Finlandia, Francia, Danimarca, Germania, Olanda, Norvegia, Polonia, Svezia, Inghilterra e USA, è arrivato in vetta alla classifica (udite e udite) anche in Italia scalzando dalla cima Giusy Ferreri che dominava da diversi mesi. E’ il segno che i Metallica spopolano ancora ovunque ed in qualsiasi caso. Questo è il quinto album consecutivo ad entrare nelle classifiche, e sinceramente rispetto almeno a “St. Anger” un miglioramento c’è stato. Infatti questo è un buon lavoro, basato soprattutto su pezzi molto forti e pestati. E’ ormai scontato elogiare artisti del calibro di Hammet ed Ulrich, che danno ad ogni pezzo quel timbro classico delle canzoni dei Metallica. Ciò che mi ha stupito in maniera negativa invece è la voce di James Hetfield, che mi pare un po’ logora dal tempo,infatti non trovo quella voce potente ma allo stesso tempo pulita ed armoniosa dei bei vecchi tempi, ma invece trovo una voce molto più strozzata e ruvida, che non adoro particolarmente. Non ho avuto la possibilità di seguirli nel loro ultimo live di Bologna, e non posso dirvi se la voce sia “peggiorata” anche dal vivo, e sinceramente spero proprio che non sia una questione di voce che se ne va col tempo o qualche bislacco motivo, voglio pensare che è stata solo una scelta di interpretazione di questo album da parte dell’immenso Hetfield. In poche parole, non si può non ascoltarlo,può piacere o no, ma loro sono pur sempre i Metallica.
Una annotazione…GODETEVI “UNFORGIVEN III”
Voto:6.5/10
Christian

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www.metallica.com
:: Metallica - For Whom the bell tolls (Live in Austin, Texas on February 3, 1989) - (Autoprodotto)
Prima che i metallica da “Load” in poi, diventassero vergognosa spazzatura (opinione personale liberamente contestabile), senza rispetto per i fan che hanno creduto e credono in loro….erano una grandiosissima band che ha segnato la storia del rock, e momenti indimenticabili, per noi, in quegli anni, sbarbati metallari della prima ora.
Questo doppio cd, è un live bootleg, dei tempi d’incanto che furono.
Quando il nome Metallica, troneggiava e incuteva rispetto e timore assieme a quello di altre band di uguale spessore come Iron Maiden, Slayer e Megadeath. Avevo quindici anni quando comprai questo cd.
Assieme alle prime borchie che sfoggiavo con orgoglio….e risentendolo ora, in questo momento, provo le stesse dense sensazioni e adrenalina. Sarebbe stato bello esserci.
In Texas, ad ascoltare i cavalli di battaglia…..di un gruppo, allora veramente incredibile,
nel momento migliore i per Metallica e per il Metal.
Si incomincia con’un’introduzione di Blackned. Veloce, spigliata rabbiosa.
Suono ben definito e gli strumenti che si sentono nel dettaglio.
Segue subito…….”For Whom the Bell Tolls”… Urlo di battaglia.
In questo album è il pezzo colonna del live. Pomposa, con delle chitarre roboanti, il solo che sembra tagliare tutto il mondo intero a fette. Una batteria minimale ma incisiva imperversa come una locomotiva impazzita. James Hetfield sfoggia una grinta, una decisione e una leadership particolare. I pezzi di questi cd, sono quelli famosi “Sanatarium”, “One”, “Master of Puppets”.
La particolarità di questo album è che sono leggermente rivisitati. Pare però….che le piccole variazioni che si sentono, siano frutto…, di quello che Hetfield e compagni, sentono sul palco.
Il che rende la cosa più interessante. Ci sono alcuni minuti di dialogo con il pubblico.
Una serie di “Fuck!!” detti con una determinazione quasi ammirevole e qualche rutto, che conferma una certa visione della vita mai smentita…..quanto meno del tutto personale.(ovviamente è una battuta). Di certo non sono dei damerini, e neanche dei virtuosi strumentisti.
Ma il bello di questo doppio cd(Si fatica un po’ a trovarlo in circolazione ma ne vale la pena sbattersi a cercarlo), non sono le scale cromatiche, i cinque quarti o gli sbarlucichii Hollywoodiani. Il bello sta proprio nella loro grinta, nella comunicazione d’impatto che tanto li caratterizzava anche con il pubblico.E in una loro sincerità musicale oramai persa.
La pulizia del suono, e un certo gusto del tutto particolare Metallico tanto quanto i Metallica.
Visto che era così particolare e personale da non poterli scindere. Erano necessariamente e inevitabilmente una cosa sola. Suonare come i Metallica, voleva dire, suonare con uno stile.
Lo si nota particolarmente bene nei live, dove si notava subito che suonavano quello che avevano dentro, che erano veri.Concerti come questo, ha fatto scuola a tutti quelli che poi come me, hanno preso in mano uno strumento.
Impatto sonoro enorme, suono minimale, assoli brevi, decisi…non lenti ma anche non troppo assillanti. Voce graffiante.
Le chitarre “mitragliatrici” hanno comunque…una certa velenosa aggressività ruggente che però non va mai a discapito della melodia. Il gruppo è composto da James Hetfield-chitarra e voce, Kirk Hammet-chitarra, Jason Newsted-basso, Lars Ulrich-batteria.
Il suono come dicevo prima è distinto e benchè i pezzi siano omogenei, non manca una certa personalità ed un certo cuore nel far proprio il momento live e i brani che suonano.
Non mancano dei momenti chiave.
Come il breve ed intenso assolo di basso di Jason Newsted apprezzato tantissimo dai fan.
Qualche rivisitazione in chiave più “Cattiva” di gruppi come gli Iron Maiden, Pink Floyd..negli intervalli tra una canzone e l’altra.
Particolari non trascurabili per esempio sono gli stacchi.
L’assolo molto particolare e melodico di basso…..si introduce in maniera perfetta nell’arpeggio di chitarra di “Monster of Puppets”. Per quanto riguarda la batteria, il massimo turbine di letterale follia credo sia in “Battery”.Ovviamente. Non che gli altri vadano troppo sul leggero, ma chi imperversa e troneggia troneggiando a destra e sinistra qui è Ulrich. Eccoci in improvvisazioni gia dette di pezzi altrui e di una singolare “La bamba”. Ecco.
In questo particolare momento…secondo me, si stavano divertendo come dei ragazzini alle prime armi.Almeno questo è quello che io personalmente percepisco.
Potrei andare avanti pagine e pagine, ma sarebbe inutile. Sappiamo tutti chi sono i Metallica.
Lo sanno anche i non metallari, e non è una coincidenza a mio avviso che si dicesse all’epoca “A me la musica metallica non piace” o cose di questo tipo. Per i non addetti il nome Metallica era così netto e indelebile…, unire l’intero movimento metal, in tutti i suoi aspetti, a questo gruppo che indubbiamente ha dato un’enorme contributo a renderlo vivo ed interessante.
Per i metallari dei portavoce di rivoluzioni filosofiche e di affermazione.
Un bootleg da cercare, avere, assaporare, consumare e capire e amare sino alle viscere.
Perché la musica di fondo bisogna capirla, sentirla e viverla nel cervello, nel cuore e nello stomaco.
E i Metallica di quegli anni…..erano li per insegnarcelo.

Andrea di Carpegna
:: Metallica - Kill ‘em all - (Megaforce Records – 1983)
Correva l’anno 1983 quando una band di nome “Metallica” “diede alla luce” questo album, album che cambiò totalmente la storia della musica metal fondando un nuovo sottogenere, che rispetto all’heavy metal era molto più pesante, ladies and gentlemens questo album è il thrash metal!
Formato da 10 ottimi brani che spruzzano energia e rabbia da tutti pori e che di, ognuna, presa singolarmente può essere tranquillamente definita un “singolo”.
La band non ha alcun bisogno di presentazioni, è una band che bene o male tutti conoscono(il bene è riferito a chi conosce i Metallica, male invece per chi conosce i nuovi Metallica).
Un disco che per la mia votazione ho dovuto dar conto anche all’importanza storica è quindi non mi pento affatto di dargli un 10 e lode.
Disco che tutti gli amanti del metal(o almeno per gli amanti del thrash metal) devono avere assolutamente per essere chiamati tale!

Curiosità: il brano n° 4 “The four horseman” non è altro che “Mechanix” (brano scritto da Dave Mustaine e da James Hetfield che successivamente, dopo aver cacciato Mustaine dai Metallica, la accrediteranno a lui che la inserirà nel primo album della sua band “Killing is my business…and the business is good” dei Megadeth) soltanto con il tempo un po’ più lento e aggiungendo una parte melodica nell’intermezzo e, naturalmente cambiando totalmente il testo del brano.

La tracklist di “Kill ‘em all”:

1) Hit the lights
2) The four horseman
3) Motorbreath
4) Jump in the fire
5) (Anesthesia) - Pulling Teeth
6) Whilplash
7) Phantom Lord
8) No Remorse
9) Seek & Destroy
10) Metal Militia

Voto: 10

Pax (Antonluigi Pecchia)
:: Metallica - ST anger - (Vertigo - 2003)
Quando Frantic inizia, vi giuro si ha davvero l\'impressione che i \'tallica siano tornati quelli di un tempo... ma ahimè è solo un impressione, appunto. St Anger è una totale presa per il culo. Sì, non riesco a trovare le parole piu\' adatte per descrivere l\'ennesimo passo falso degli ex four horsemen. Indubbiamente non ci sono le ballads alla \"Mama said\" o le ultra rimacinate idee alla \"Fuel\"; St Anger è un disco veloce, e in linea di massima apprezzabile, sì, se non ci fosse su il monicker Metallica. Sembrano più una band esordiente che dei mostri sacri.
Frantic e St Anger sono dei bei pezzi, questo è innegabile, così come è molto interessante Dirty window, ma anche in questi episodi si sente la mancanza di idee ed una preoccupante ripetitività. Molto bello il coro di St Anger (forse un po\' noioso alla fine, ma fa nulla), spaccaossa la sezione ritmica di Dirty Window, ma dove sono gli assoli? I cambi di tempo? Le parti che ti costringono all\'headbanging piu\' furioso (quanto mi mancano...) ? Dove cazzo stanno? Ad esempio, prendete Invisible Kid: la song inizia bene, poi Jaymz inizia a lamentarsi e letteralmente sfascia tutto. My World, idem. Stessa cosa per Shoot me again. La sensazione è che i Metallica abbiano provato ad imitare sé stessi senza esserne capaci. A volte si sentono fastidiosissimi richiami al nu... proprio non mi vanno giu\', e al crossover, e questo la dice lunga sull\'attuale situazione dei quattro guys. Così come si sentono scopiazzature agli ultimi lavori dei Sepultura (vedi Shoot me again, parte iniziale), o richiami agli Alice in chains (Sweet Amber). Perchè tutto questo? Perchè non hanno piu\' nulla da dire.
Non ci sono assoli, mancano le idee, non basta suonare con distorsione pesante e pestare alla batteria: ci vogliono le palle, quelle sono essenziali, e mi sa che i Metallica le hanno perse per strada. E pensare che qualcuno ha osato paragonare le composizioni di St Anger con Damage Inc. o Dyers eve... scusate, ma vado ad ascoltare Blackened. St Anger?.... e io che l\'ho pure comprato originale... mah. Gli unici pezzi degni di nota sono Frantic e la titletrack, lo ripeto: di sicuro i migliori in mezzo a tante altre songs mediocri o addirittura inutili, gli unici due pezzi che piu\' si avvicinano ai Metallica che noi tutti conosciamo, quelli che vorremmo riavere.
P.S.: ma Lars Ulrich suona la batteria o un set di pentole e scatoloni? A volte il \"PENG\" del rullante (chiuso) è insopportabile.

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