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Reviews - Mendeed
:: Mendeed - From Shadows Came Darkness - (Rising Records – 2008)
Spesso si formano band underground di culto che però nel corso della loro carriera non riscontrano la notorietà che meritano, uno di questi esempi sono gli scozzesi Mendeed che hanno anche avuto la fortuna di andare in tour con band di grosso calibro come Anthrax, Fear Factory e Napalm Death. Oggi vi porterò alla scoperta di “From Shadows Came Darkness”, il primo album della band, uscito nel 2004, ben cinque anni fa, ma cosa c’è di male? Assolutamente nulla credo, soprattutto se questo in quel periodo passò inosservato ed ora grazie allo scioglimento della band è stato ristampato. La musicalità della band (per chi non la conoscesse) vede mischiare il metal moderno (derivante dall’hardcore) con elementi del metal vecchio stampo (death, power, thrash e black metal) riuscendo a creare un genere prettamente personale e lontano dalla monotonia del semplice metalcore. È impossibile durante l’ascolto di questo disco provare a non scatenarsi, brani come “Act Of Sorrow”, “Ignite The Flames” e “Perpetual Sin” riusciranno a scovare l’animale che è in voi e lo faranno uscire allo scoperto. In parole povere si tratta di buon un prodotto che potrà essere apprezzato da una grossa fetta di pubblico, il mio consiglio è di provare a dargli un ascolto!
Voto: 7/10
Pax (Antonluigi Pecchia)

Contact
www.myspace.com/mendeed
:: Mendeed - The Dead Live By Love - (Metal Mind - 2015)
Sembra strano che dal nord Europa, sempre tendenzialmente associato ai timbri più classici del metal, arrivi una band metalcore nel periodo stesso in cui questo genere si andava delineando. I Mendeed, quintetto scozzese dalla carriera breve ma sicuramente non priva di soddisfazioni, sono stati forse tra i primi gruppi europei agli inizi degli anni 2000 a riconoscersi in quella che allora era la nuova tendenza “-core”. Si sente chiaramente che il loro è un genere ancora acerbo, date le infinite influenze che derivano dalle frange più puriste del metal, specialmente dal power. Infatti i brani della compagine scozzese sono spesso veloci e molto melodici nelle armonie, nonché molto tecnici. L’album “The Dead Live By Love”, secondo in studio per la band, prodotto originariamente dalla Nuclear Blast nel Settembre 2006 e ristampato nell’ormai scorso 2015 dalla Metal Mind, è esattamente l’espressione sonora delle mie parole precedenti: melodico, veloce, virtuoso e molto power metal. Se non fosse infatti per i versi cantati in scream e per alcuni riffs di fattezza “moderna” disseminati per il disco, questo potrebbe essere tranquillamente considerato un lavoro di una band power. La qualità degli arrangiamenti è davvero alta, perché risultano melodici ma allo stesso tempo taglienti ed aggressivi. Protagoniste sono sicuramente le chitarre di Steven Nixon e Steph Gildea, che non si risparmiano mai virtuosismi e chicche tecniche che arricchiscono di molto l’organico dei brani. Per quanto riguarda gli arrangiamenti vocali non si può fare a meno di notare che il frontman dei Mendeed, Dave Proctor, abbia una gran voce nelle sezioni clean, ma che (almeno per quanto riguarda i miei gusti) nelle tecniche di screaming pecchi un po’. Il massimo valore della band viene espresso però solo in un paio di brani, che meritano davvero di essere ricordati e che sono “Gravedigger” , il brano che intitola il disco “The Dead Live By Love”, e “Fuel The Fire”. Inutile parlare del livello di produzione, che rispetta gli altissimi livelli della Nuclear Blast. L’aspetto grafico è curato però davvero male: il disco non si presenta benissimo, con una cover poco espressiva e abbastanza anonima per un album che invece racchiude un bel carattere.
Voto: 6,5/10
Antonio Paolillo

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www.myspace.com/mendeed
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