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Reviews - Marchesi Scamorza
:: Marchesi Scamorza - Gemini - (PMS Studio V2 Net Label - 2018)
La prog band di Ferrara è tornata! “Gemini” è un susseguirsi di atmosfere ed episodi di alienante vita di un uomo che lotta con le sue molteplici personalità; l’artwork e il video del primo singolo (“Crepe sulla Testa”) sono stati realizzati da Julia Mahrer, studentessa al Royal College of Art di Londra: la strana forma presente sulla copertina rappresenta una specie di alter ego che si impossessa della personalità del protagonista del concept. Dal 2009 ad oggi, i Marchesi ne hanno fatta di strada… e nell’ultimo disco, al prog italiano degli esordi, si mescolano influenze sia moderne (quasi alternative, in alcuni episodi) e sia di ispirazione kingcrimsoniana (diciamo il lato più psichedelico) – anche se la struttura può ricordare “The Wall” dei Pink Floyd (e non solo la struttura… direi anche qualche brano). Anche per il nuovo lavoro i Marchesi hanno registrato in analogico presso i Prosdocimi Recording Studio con il produttore Mike 3rd: buona la produzione, ottimi anche i suoni e le atmosfere (importanti per un concept del genere)… e credetemi, questo nuovo album è davvero bello! “Gemini” è stato presentato in anteprima su HamelinProg con il videoclip di “Crepe sulla Testa”, mentre la presentazione live è avvenuta il 24 giugno alla seconda edizione del Prog Italian Festival a Ca’ de Mandorli (Bologna). Se con “La Sposa del Tempo” e “Hypnophonia” il quintetto ferrarese aveva esplorato il meglio del prog italiano (ottenendo buon risultati – e buoni voti anche su Raw & Wild), con “Gemini” le influenze “italiane” sono comunque presenti, per carità; ma le contaminazioni kingcrimsoniane e pinkfloydiane sono più accentuate – bellissimo il lavoro del tastierista Enrico Cazzola; nuove influenze, che aiutano a progredire e ad evolversi, evitando l’effetto “monotonia”. Non un track by track… ma eccovi i titoli:

1. Prendi Rispondi Pesa Vuota (6:02)
2. Abatjour (1:50)
3. Ho Sentito il Vuoto (4:56)
4. Specchio (4:15)
5. Ricordi (2:28)
6. Diario (8:47)
7. Crepe Sulla Testa (3:09)
8. Oltre Lo Specchio (6:29)
9. Urla Ricorda Pensa (3:00)
10. Notte Senza Fine (2:57)
11. All’ombra Della Lotta (7:37)
12. Silenzioso Addio (3:37)

Lasciatevi trasportare dalle atmosfere e dalle melodie, che nascondono intrecci di psichedelia e racconti di personalità multiple; ragazzi, il disco merita tantissimo, è un disco davvero bello… (lo posso dire?) il mio preferito dei Marchesi Scamorza. E voi, cosa state aspettando?
Voto: 9/10
Giovanni Clemente

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:: Marchesi Scamorza - Hypnophonia - (Ma.Ra.Cash Records - 2015)
Sin dalle prime note di “1384” possiamo tranquillamente parlare di ‘prog mediterraneo’ per le atmosfere pompose che i Marchesi Scamorza hanno saputo creare… nonostante il riferimento storico alla peste (nera)! Ebbene, ritorna tra le nostre ‘pagine’ la band ferrarese, già apprezzata con il disco di esordio “La Sposa del Tempo”, uscito nel 2012; squadra che vince, non si cambia! Infatti, anche per questo disco le registrazioni sono state effettuate presso il Prosdocimi Studio di Mike3rd. La seconda traccia è “Il Cammino delle Luci Erranti”, prima concept-suite del disco, un brano che cambia direzione rispetto alla traccia iniziale; infatti, troviamo qui le sonorità più cupe e dark care ai Goblin (in primis) ma anche al Balletto di Bronzo, etc. – ed è la tastiera di Enrico Cazzola a primeggiare e ad eseguire un lavoro egregio (davvero ottima), alternandosi con le chitarre ardenti. È la volta di “Campo di Marte”, brano dal sound ‘settantiano’, soprattutto per le chitarre, con notevoli cambi di ritmo e di atmosfere; passiamo a “L’Uomo col Fiore in Bocca”, brano ispirato dall’omonimo compimento teatrale di Pirandello – bellissimi anche qui i cambi di tempo e i ‘duelli’ tra le chitarre e le tastiere. A chiudere “Hypnophonia” abbiamo “La Via del Sognatore” (seconda concept-suite) divisa in tre parti: “La Notte”, “Il Sogno” e “Il Risveglio”. Brano conclusivo, come abbiamo detto, che unisce sapientemente melodia, atmosfere e tecnica (c’è davvero tanta tecnica in questo disco), mescolando tutte le influenze progressive dei ragazzi ferraresi, tanto che non è difficile accostare questo brano a “Il Giardino del Mago” del Banco del Mutuo Soccorso, data l’affinità tra atmosfere sognanti e trascinanti! Come è già capitato con il precedente disco, “Hypnophonia” è un lavoro che va ascoltato più e più volte – e crescerà ascolto dopo ascolto – ma non possiamo nemmeno negare l’ottimo accostamento, anche a livello culturale (infatti come intermezzo, la band ha scritto un brano per il progetto collettivo Decameron di Boccaccio) con la musica e la storia del Progressive Rock italiano – soprattutto in questo disco i Marchesi fanno omaggio alla nostra blasonata tradizione. Però, però… come per il primo disco, unico anello debole – naturalmente, pensiero personale – è la voce! Anche se, devo essere sincero, sono diminuiti i momenti deboli, dove la voce non regge il confronto con i musicisti. Sarà perché siamo abituati a personalità come Demetrio Stratos, Aldo Tagliapietra, Francesco Di Giacomo, etc… e comunque sia questo piccolo difetto non boccia il disco, tranquilli! Continuerò a seguirli e a sperare in ulteriore mutazione e crescita stilistica, difatti il miglioramento compositivo tra i due dischi è evidente (anche se ho comunque apprezzato “La Sposa del Tempo”) e ha portato ottimi frutti, come testimoniato dalle ottime recensioni che sta ottenendo il disco. Quindi consiglio di aggiungere “Hypnophonia” nella vostra collezione dei dischi progressive, anche per la bella copertina – ponte tra lo stile delle copertine dei Muse e quella dei Pink Floyd – che farà la sua bella figura… a presto ragazzi!
Voto: 8,5/10
Giovanni Clemente

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www.marchesiscamorza.it
:: Marchesi Scamorza - La Sposa del Tempo - (Jaywork - 2012)
I Marchesi Scamorza sono una band di Progressive Rock. Nascono a Ferrara nel 2009 come cover band, e dopo il cambio di tastierista (nel 2010) il gruppo scrive canzoni proprie e pubblica un EP (“Sentieri di Carta”) nel 2011. Tra giugno e luglio 2012, la band partecipa a due concorsi, classificandosi al primo (S. Patrizio Rock – Ravenna) e al secondo posto (Rock in Progress – Ferrara) per l’originalità e la qualità dei brani (i pezzi sono in lingua madre). Finalmente, dopo diverse esperienze dal vivo, nel settembre 2012 esce “La Sposa del Tempo”, il primo full length (autoprodotto) distribuito dalla label Jaywork. Vi confesso prima un aneddoto… quando ho ricevuto questo album, non sapevo nulla del coinvolgimento di un collega di Raw & Wild all’interno della band, quindi con la mia solita imparzialità premo il tasto Play e vado avanti! L’album parte con “Intro”, che sembra menzionare il signor Kevin Moore (ex tastierista dei Dream Theater); diciamo che l’impostazione di questa introduzione mi ha ricondotto ai suoi Chroma Key. Dalla seconda traccia (“Sentieri di Carta”) in poi, è il Progressive (e non solo di derivazione italiana…) a dominare il sound, e non importa se in qualche canzone il già sentito si percepisce, sfiorando anche il Pop italiano!!! Egregio il lavoro del tastierista Enrico (Cazzola), un po’ meno (secondo i miei standard – quindi è un mio giudizio personale) quello del cantante Enrico (Bernardini), il cui cantato è forse più vicino al Pop-Rock (ripeto, secondo me!). In conclusione: amanti del Progressive Italiano (e non solo), potete acquistare tranquillamente “La Sposa del Tempo”, un altro tassello per la scena Progressive nostrana… e in Italia il Progressive lo sappiamo “fare” da sempre!!!
Voto: 7/10
Giovanni Clemente

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