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Reviews - Manoluc
:: Manoluc - Asa Nisi Masa - (Autoprodotto - 2021)
Chitarre taglienti, basso pulsante e una sezione ritmica carica di groove, tutto unito ad un clima freddo e morboso. Questi sono gli ingredienti di questo “Asa Nisi Masa”, secondo capitolo per gli italiani Manoluc. La band si era già affacciata sul mercato col precedente “Carcosa”, ben cinque anni fa, e oggi ritorna più solida e convinta dei propri mezzi, sebbene quell’album di esordio avesse riscosso pareri tutt’altro che negativi. Ma è lampante il fatto che la band con questo nuovo album voglia compiere un deciso passo in avanti, perché – anche solo analizzando la tecnica esecutiva – questo nuovo capitolo mette in evidenza l’evoluzione dei Manoluc in questi ultimi anni. 
Evoluzione anche stilistica volendo, perché il gruppo oggi suona una sorta di death metal tecnico che va ad accodarsi idealmente a un’altra realtà fondamentale del nostro panorama, ovvero i Sadist, e le analogie con quella band a mio avviso sono riscontrabili anche nei Manoluc, perché parliamo non tanto di somiglianza tout-court, ma di un modo di intendere il death metal in un una certa particolare fattura, che ha a che fare con il groove e la pesantezza piuttosto che con la velocità. Tutto questo è espresso praticamente su tutte le tracce dell’album, in quanto non vi è una sola canzone che possa essere definita veloce o liquidata frettolosamente come “brutale”. Lo stile dei nostri è subdolo, fatto di molte sfaccettature e si insinua pian piano sottopelle, ascolto dopo ascolto. Brani come “Rapace”, “Solstizio” e “Heliopolis 2029” segnano con grande qualità il “lato A” del platter, ma proseguendo l’ascolto non vi è alcuna caduta di tono; anzi, con altri brani come “Il bosco senza sentieri” e “Il letto di procuste” i Manoluc mettono, se ce ne fosse ancora bisogno, le cose in chiaro, con un gran lavoro del chitarrista Alessandro Attori, mattatore anche nel brano “Madre dell’oscurità”. Buonissima comunque la prova di tutta la band, con menzione dovuta alla sezione ritmica pulsante e viva formata dal bassista Giulio Cucchiaro e dal preciso e fantasioso batterista Nicola Revelant. I testi sono in italiano e si poggiano su un concept che tratta delle difficoltà e gli inganni che incontra l’anima nella sua evoluzione.
Una prova interessantissima insomma, che mette in mostra grandi potenzialità da parte dei Manoluc. La sensazione è che molte siano già state sviluppate in questo “Asa Nisi Masa”, ma che il meglio debba ancora arrivare. Aspettiamo con molta curiosità sviluppi futuri!
Voto: 7/10
Joker

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www.facebook.com/manolucband
manoluc.bandcamp.com
soundcloud.com/manoluc
www.metal-archives.com/bands/Manoluc
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