Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Malice
:: Malice - Crazy in the night (mini lp) - (Metal blade - 1989)
Quattro canzoni con il solito impatto vigoroso, ma che però perdono di potenza per la non perfetta registrazione, ed i Malice perdono anche quell\'incredibile profondità spaziale che caratterizzò i primi lavori.

B.F.
:: Malice - In the beginning - (Atlantic - 1985)
Dopo le apparizioni sulla compilation \"Metal Massacre I\" con due brani, Captive
of Life\" e \"Kick You Down\", avvenuta nell\'82, la band fu messa sotto contratto dall\'
Atlantic. Questo primo LP rimane ancora oggi un titanico pezzo vinilico, sospinto in
un contesto eroico-spaziale grazie a perle come\"Air Attack\", \"Stellar Master\", e \"Godz
of Thunder\".
Una cavalcata ciclopica all\'insegna del True Metal, sotto l\'influsso di un suono
dichiataramente Judas Priest.

B.F.
:: Malice - License to kill - (Atlantic - 1987)
Più raffinato come produzione rispetto al predecessore, fu comunqueun
platterche aveva licenza di uccidere: scoprite la chitarra mannaia di
\"Sinister Double\", o i cori siderali della title track ed
ancora la verginità primitiva di \"Breathin Down Your Neck\". Il cantante assurge a nuovo sacerdote del rito metallico, per tutti i dannati della setta d\'acciaio, un altro capitolo fondamentale.

B.F.
:: Malice - New breed of godz - (SPV/Steamhammer - 2012)
Eccone un’altra. Non ho il tempo di finire di parlare del comeback degli Holy Moses, ed ecco che la SPV tira di nuovo fuori il panno antipolvere e fa uscire l’ennesima raccolta di “nuove versioni” da parte di un’altra band del passato. Ma allora è un vizio, direte voi. Attenzione però a non mischiare le due cose: un conto sono gli Holy Moses, che giungono al re-recording come passaggio più o meno naturale della loro carriera, un conto sono i Malice, band di US metal scomparsa dalle scene per un’intera era geologica, per cui il tutto ha il sapore dell’operazione di revival da piazza di paese in occasione del Santo Patrono. L’album si chiama “New breed of godz”, ma di nuovo c’è ben poco, eccettuata la partecipazione del singer James Rivera (di fama Helstar) al poco succulento banchetto e la presenza di quattro tracce inedite su un totale di dodici. I Malice erano una delle tante band che hanno attraversato gli anni ’80 senza lasciare tracce memorabili nonostante un inizio col botto, che li ha visti entrare nelle grazie di Brian Slagel tanto da ricevere ben due slots nella mitica compilation “Metal Massacre”. Poi, un paio di dischi, un ep e il nulla cosmico, senza dimenticare la loro partecipazione all’americanissima pellicola “Vice Versa”, uno di quei Q-movies in stile mattinata di Italia 1 sicuramente arcinoti al mio ex coinquilino drogato di Mediaset, in cui il metal è trattato nello stile caciarone e pacchiano di “Trick or Treat”. In sostanza, si trattava di una sorta di Agent Steel meno ipnotici e visionari, il cui sound era pesantemente influenzato dal Prete di Giuda, come ogni band speed metal che si rispetti. Nel 2011, la coppia di axemen Reynolds e Zane decidono che è ora di sfruttare il trend del riciclaggio e rimettono su i Malice, sostituendo dietro il microfono quel fedele discepolo di Rob Halford che risponde al nome di James Neal con il magnetico Rivera, che tuttavia si discosta dallo stile tagliente del predecessore, con l’effetto di appesantire la già non allettante proposta del quintetto. Per quanto riguarda i brani inediti, l’unico episodio degno di nota è la title track, con incipit priestiano in stile “Rapid Fire” (neanche a dirlo…) e un apprezzabile lavoro chitarristico. Dell’oscena “Slipping through the cracks” meglio non parlare: basti pensare che l’editing, con fade out finali degni di un ragazzino alle prese con i suoi primi missaggi, contribuisce a conferire il senso di precarietà all’intera operazione. Del resto, i “classici” del passato la fanno da padrone: valgano per tutti la scolastica “Hell Rider”, la rockeggiante “Chain Gang Woman”, con il suo intro in stile ZZ Top che fa tanto americano, e il gradevole speed di “Air attack” con tanto di sirena addizionale, uno degli episodi a cui il nuovo innesto al microfono riesce purtroppo a togliere valore.
In sostanza, il tutto suona un po’ falso, e toglie valore ad una carta che una band dovrebbe giocarsi in un momento diverso della propria carriera, e non certo dopo uno iato così lungo. Non per ripetermi, ma i Suicidal Tendencies sono stati maestri in questo: il loro album omonimo è stato risuonato in occasione del decennale per sottolineare la virata della band dall’hardcore con influenze metal che ne caratterizzava gli esordi ad un crossover che vedeva in parti uguali punk e thrash, con un deciso innesto di funk, proprio come si usava nel 1993. Restando in ambito più propriamente metal, i Candlemass hanno sicuramente dimostrato maggiore buon gusto dei Malice: in alcune delle loro più recenti produzioni ci sono uno/due brani con restyling, che conferiscono valore aggiunto alla produzione contemporanea e non rappresentano uno specchietto delle allodole per nascondere l’inconsistenza della stessa. Insomma, se i Malice vogliono davvero tornare sulle scene, quello di cui hanno bisogno è un vero album di inediti, non questa roba. Per le uscite “di assaggio”, c’è pur sempre il buon vecchio e vituperato formato ep: 4 brani nuovi, una nuova versione, due live. Ed ecco pronto il maxi singolo, nello stile di “Lucifer Rising” dei già citati svedesini. Ah già, i live. Peccato non aver avuto la possibilità di vedere i contenuti speciali, da cui sembra sia assente la comunque trascurabile “Crazy in the night”, cameo della band in “Vice Versa”. Infine, menzione speciale per la SPV, che sembra farsi conservatrice e ritirarsi nella rassicurante galassia delle riesumazioni. Non scommettere sulle nuove bands, o quantomeno sui lavori veramente nuovi, renderà questo genere molto più obsoleto di quanto già non rischi di essere. In ultimo, una domanda: perché nei film incentrati sugli scambi di personalità sono sempre i figli a suonare? Tra poco non sarà più credibile, badate bene: un’altra decina d’anni, e sarà un blackster incallito a scambiare la sua personalità con quella del figlio commercialista. “A Ruggé, come facevi co’ ‘sta batteria?” diceva il buon Mario Brega…
Voto: 5/10
Francesco Faniello

Contact:
www.malicemusic.com
<<< indietro


   
Ancient Empire
"The Tower"
Destruction
"Thrash Anthems II"
Niamh
"Corax"
Death2Pigs
"eMpTyV"
The German Panzer
"Fatal Command"
Appice
"Sinister"
AA.VV.
"Live At Wacken 2015: 26 Years Louder Than Hell"
Salmagündi
"Life O Braen"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild