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Reviews - Magnum
:: Magnum - Into The Valley Of Moonking - (SPV – 2009)
Quindicesimo studio album in trenta anni di carriera per i Magnum (poi ci sono tutta una serie di live, raccolte e cofanetti). C’è poco da scoprire relativamente alla band inglese, e poco sorprende l’alta qualità del songwriting del duo Clarkin\\Catley. Into The Valle Of Moonking farà sicuramente la gioia dei fan del gruppo poiché è ricco di hard rock di alta classe dalle melodie sopraffini che ti rimangono in mente dopo il primo ascolto, ma che non cadono mai nella banalità L’ugola di Catley è poi sui consueti (alti) livelli e sforna una prestazione perfetta. Come detto, novità ce ne sono poco e nel caso dei Magnum “nessuna nuova, buona nuova”. Probabilmente agli ascoltatori più giovani questo album farà poco effetto, ma alla band fa onore la propria coerenza e il saper resistere alla tentazione di suonare musica che oggi va di moda, come accaduto agli ultimi patetici Saxon. Il mio consiglio è, come sempre in questi casi, quello di riscoprire i vecchi classici della band, ma anche iniziare a scoprire l’universo Magnum con ITVOM non si rivelerà un scelta errata.
Voto: 7/10
g.f.cassatella

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www.spv.de
:: Magnum - On The 13th Day - (SPV/Steamhammer - 2012)
Nelle recensioni non sempre si parla delle copertine! Beh, questa bella cover dal perfetto gusto fantasy rock è stata disegnata da Rodney Matthews (autore dell’artwork di band come Praying Mantis, Eloy, Asia...). Però, mai giudicare un libro dalla copertina (il detto dice così, no?)!!! Infatti, osservando la copertina di “On the 13th Day”, sedicesimo album in studio della celebre carriera dei Magnum pubblicato lo scorso 24 settembre dalla label tedesca SPV/Steamhammer, mi aspettavo qualcosa più... rock n’roll? Per dire, l’album inizia appunto con “All the Dreamers”, un brano non molto accattivante, dove è invece la ricerca melodica a far da padrona, e in questo senso voglio piuttosto segnalare la carina e successiva “Didn’t Like You Anyway” per il suo fortissimo richiamo ai Queen.
“Broken Promises” e “See how they fall” (dal sapore epico) sono due bei brani, dove (finalmente) sono le chitarre a farsi sentire. Ok, i Magnum hanno scritto senza dubbio pagine importanti di questo genere, infatti questo sedicesimo album né toglie e né aggiunge alla loro discografia; per molti questo sarà il “classico” disco di mestieranti del Rock, mentre per i fan sarà sicuramente un altro tassello importante della band. L’orecchiabilità delle canzoni può essere un’arma a doppio taglio, perché piacerà a chi apprezza la band e il genere, ma sicuramente non avvicinerà tanti altri ad apprezzare la band. La mia non è una bocciatura, perché (onestamente) non è da poco che questi “vecchietti” riescano a realizzare con “facilità” melodie accattivanti e avere un cantante del calibro di Bob Catley, perfetto in ogni canzone! È certo che la band garantisce lavori di un certo livello, ma spetta a voi decidere se sarà un capolavoro o un discreto album... per me è un disco gradevole!
Voto: 6/10
Giovanni Clemente

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www.magnumonline.co.uk
:: Magnum - The Visitation - (SPV – 2011)
E sono sedici! Messi da parte gli screzi di qualche anno fa (seconda metà anni 90), che avevano portato Clarkin a creare gli Hard Rain e Catley a iniziare una discreta carriera solista, la premiata ditta Magnum sforna album con regolarità spaventosa. La qualità non è in forse quando su un copertina si legge il logo Magnum, così anche questo The Visitation farà la gioia dei fan sparsi qua e là sul globo. La formula è la stessa: pomp rock con spruzzate progressive. Melodia a quintali, arrangiamenti sofisticati, e la voce senza tempo di Bob Catley. Come di consueto brani più tirati si alternano a ballate. I Magnum se ne fregano delle mode (e fanno bene, visto e considerato che quando hanno cercato di andare incontro al mercato americano, il risultato è stato il momentaneo scioglimento), e ci riportano indietro agli anni 80, ma senza risultare anacronistici. Questo è il segreto di questa seconda fase della carriera degli inglesi, ed il pubblico evidentemente apprezza stando a guardare il lungo elenco di date incluse nel prossimo tour in partenza a marzo (l’Italia al momento manca). The Visitation, se vogliamo, è anche superiore al suo predecessore Into The Valley Of Moonking, e segna ancora un punto a favore dei Magnum. Anche la SPV pare puntare parecchio sui vecchi leoni, a giudicare dalle molteplici edizioni in cui sarà pubblicato questo lavoro (doppio vinile colorato, cd cartonato e cd edizione limitata con dvd contente tanto materiale più l’esibizione della scorsa estate all’High Voltasge Festival).
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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:: Magnum - Wings Of Heaven Live - (Spv\\Audioglobe – 2008)
I Magnum sono senza ombra di dubbio la più grande band di pomp rock sorta sul suolo britannico. Dopo i primi dischi di assestamento sfornarono verso la metà degli anni ottanta tre album diventati dei classici del metal: On A Storyteller’s Night (1985), Vigilante (1986) e Wings Of Heaven (1988). In particolare quest’ultimo ha rappresentato per la band il maggior successo commerciale (secondo posto nelle charts inglesi). Dopo questo trittico i Magnum hanno optato per sonorità maggiormente “americane”, con un notevole calo qualitativo che ha costretto la band allo scioglimento. Da qualche anno a questa parte il gruppo è di nuovo tra noi e sforna album più che discreti e in occasione del ventennale della pubblicazione di Wings ha deciso di immettere sul mercato un doppio live che comprende nel primo cd tutti i classici della band, più alcuni pezzi recenti, e nel secondo tutto WOH dal vivo (con l’aggiunta di “Sacred Hour”, da Chase The Dragon, in chiusura). Se il primo album è ricco di pezzi pazzeschi, in primis “How Far Jerusalem”, è il secondo la vera chicca per gli amanti del gruppo. Infatti al di là della reale caratura dei pezzi bisogna tenere conto che la band ha incluso con tanta parsimonia i pezzi di WOH nei suoi precedenti album live. Chissà perché, dato che sin dall’iniziale “Day Of No Trust” sino alla conclusiva “Don’t Wake The Lion”. quel disco conteneva alcune tra le gemme più belle del gruppo. Ma il tempo è galantuomo e così ora Catley e Clarkyn in un live vero (scordatevi la perfezione, questo è un disco cotto e mangiato) hanno rimediato. Ora tocca a voi non commettere lo stesso errore snobbando questo pezzo della storia del rock!
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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