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Reviews - Madball
:: Madball - Empire - (Nuclear Blast - 2010)
Le icone di NY hardcore Madball approdano alla Nuclear Blast per il loro nuovo album “Empire”, prodotto con la supervisione di Mr. Erik Rutan, con un passato nei Morbid Angel di “Domination” e un presente come leader degli Hate Eternal, e con un blasone di tutto rispetto come produttore – vi dice nulla “Kill” dei Cannibal Corpse? Il suono dell’album dei cuginetti terribili degli Agnostic Front ne beneficia, eccome, ma le buone notizie per quanto mi riguarda si fermano qui.
“Empire” è un coacervo di tronfio metal-core (notare il trattino, per distinguere la band – ma soprattutto la scena che rappresenta – dall’attuale abuso dell’etichetta), che ha come effetto quello di un pastone informe, senza una vera e propria traccia degna di nota tra le 16 proposte, e soprattutto con la voce di Freddy Cricien monocorde e stagliata sull’intera durata dell’album come minaccia tutt’altro che benigna per gli ascoltatori. Ok, i Madball non mi sono mai stati simpatici, e li ho sempre considerati inadeguati a prendere lo scettro dell’originaria band madre (erano nati come costola degli Agnostic Front, con Miret al basso e Stigma alla chitarra): per quanto il genere proposto sia sostanzialmente lo stesso, quello che è sempre mancato alla band è la freschezza compositiva senza la quale è facile essere fagocitati da un genere di per sé monolitico e immobile, che però, interpretato a dovere, può far emergere il cuore e anche l’anima. Non mancano, in “Empire”, tentativi di originalità come l’uso dello spagnolo in “Con Fuerza” e “Spider’s Web”, e l’anthem conclusivo “Rebel4Life18”, che con il suo incedere cadenzato disegna lo spazio sonoro in cui la band riesce meglio. Questo perché l’ostinato 4/4 tra timpano e rullante poteva andare bene per “Pride”, loro hit negli anni ’90 con relativo video in heavy rotation su Headbangers Ball, ma ora ha anche rotto un po’ le palle. Premere sull’acceleratore una volta di più non farebbe male, anche perché la tecnica strumentale non manca al combo. Alla fine, l’unico raggio di sole è la partecipazione di Roger Miret ai cori di “Shatterproof”, ed è tutto dire. Solo per integralisti.
Voto: 5/10
Francesco Faniello

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www.myspace.com/madball
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