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Reviews - Lunarsea
:: Lunarsea - Hundred Light Years - (Punishment 18 Records - 2013)
È la melodicissima “Phostumous” ad aprire questo disco, con le dolci note (?) del pianoforte di Fabiano Romagnoli. Cosa suoneranno questi ragazzacci italiani? Ebbene, già quando inizia “3 Pieces of Mosaic” (la seconda traccia del disco) la musica cambia… la batteria inizia a picchiare duro e anche le chitarre sfoggiano duri riffing! Ragazzi, qui non siamo nella nazione d’origine del melodic death metal, ma la band italiana picchia duro e le influenze swedish non si nascondono e non le nascondono! “Next and Future” è invece un’esplosione sonora, dove si fa apprezzare anche il cantante Filippo Palma (che riesce ad alternare growl e scream), insieme agli interessanti fraseggi dei due chitarristi. Si continua con “Ianus”, un brano più ritmato, con i cori, abbastanza orecchiabile e molto adatto in sede live; ed ancora “Sonic Depth Finder”, il classico brano ‘tirato’ – trito e ritrito da tantissime band – con clean vocals che ‘spezza’ un po’ la ‘tempesta sonora’, tutto sommato ci può stare! “As Seawed” vede la partecipazione di Emanuele Casali (Dgm/Astra) alle tastiere ed è la traccia più vicina alla scuola (ruffiana) del metalcore (per me la meno convincente)… ma non temete, perché “Pro Nebula Nova” ci riporta alle sonorità ‘swedish’ tra tempeste ritmiche e il growl del singer con quel ‘pizzico’ di tastiere che accompagna sullo sfondo: questa canzone è l’ideale per gli amanti del melodic death più tecnico e potente. Si continua ancora con “Aphelion Point” e “Palindrome Orbit”, dove la prima riprende a spaziare e ad osare con le influenze e il sound, grazie alla presenza del violino di Tim Charles (Ne Obliviscaris), mentre la seconda ritorna a galoppare a tutta velocità, con alcune orchestrazioni e i cori ad abbellire questo interessante lavoro made in Italy. Infine, a chiudere “Hundred Light Years” troviamo la decima ed ultima traccia “Epherimeris 1679”: praticamente è la sintesi di quanto proposto nell’intero album e chiude molto bene questo intrigante lavoro… cosa aggiungere? Questo è un altro bel disco da non disprezzare e faccio i miei complimenti per il lavoro della Punishment 18 Records che ci ‘regala’ band molto interessanti come i Lunarsea. Il ‘mio’ voto è 7,5 e… ve lo consiglio!
Voto: 7,5/10
Giovanni Clemente

Contact:
www.lunarsea.it
:: Lunarsea - Route Code Selector - (Punishment18 – 2008)
A due anni di distanza dal debutto discografico, Hydrodynamic Wave su Burning Star Records, tornano i capitolini Lunarsea. Questo secondo album, edito dalla Punishment18 e registrato presso gli ormai affollatissimi Outersoundstudios di Giuseppe Orlando, è una collezione di dieci tracce di death dalle forte tinte melodiche. La perizia tecnica del gruppo è notevole, così la capacità di costruire trame melodiche, però il tutto alla fine non è che brilli molto di originalità. L’influenza dei primi Dark Tranqullity e In Flames traspare in ogni solco di questo lavoro. A poco servono le digressioni in ambito thrash e progressive che il gruppo piazza qua là, l’impressione di già sentito non va via (non mancano neanche le ormai onnipresenti voci pulite...). Il gruppo, a mio avviso, pecca di eccessivo formalismo, troppo attento a seguire le regole del genere, perde in spontaneità e freschezza. Probabilmente gli amanti del melodic death troveranno questo platter entusiasmante, a tutti gli altri apparirà fin troppo algido.
Voto: 5/10
g.f.cassatella

Contact
www.lunarsea.it
www.myspace.com/lunarseaband
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