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Reviews - Luca Turilli’s Rhapsody
:: Luca Turilli’s Rhapsody - Ascending To Infinity - (Nuclear Blast - 2012)
Ecco finalmente è fra le mie mani! Ero come un bambino che non vedeva l’ora di aprire i regali sotto l’albero; ero stanco di chiacchiere e cazzate varie su questa storia della separazione dei mie adorati amati Rhapsody Of Fire… sapete benissimo che sono di parte, amo Turilli e co. a livello spasmodico, difesi e osannati all’ invero simile, ero come dire deluso dalla separazione sembrava che dovesse finire la più bella creatura della scena metal dell’ultimi 15 anni, ma senza raccontare la telenovela che sinceramente mi ha stancato e non ci ho mai capito mai nulla e non ci vorrò mai capire nulla, ecco che il sommo maestro Luca Turilli, compositore e ideatore dell’intera saga e dei superlativi 10 album dei Rhapsody Of Fire, dare il suo colpo di coda con questo spaventoso e straordinario bellissimo “Ascendind To Infinity”; nuova perla dei Rhapsody di Turilli e detto da lui il suo undicesimo album dei Rhapsody.
Dalla separazione si è portato il fido Patrick Guers al basso e Dominique Leurquin chitarra e Alex Holzwarth alla batteria che ha solo fatto le registrazioni ma sostituito subito da Alex Landenburg che siederà dietro le pelli dal vivo. La domanda più grossa che mi posi da subito era: ma chi sarà il cantante dei nuovi Rhapsody di Turilli? Inizialmente pensavo che Turilli volesse continuare il suo progetto solista “Luca Turilli” e quindi si affidasse per l’ennesima volta a Olaf Hayer, appunto, cantante del suo progetto solista ma, chi pensava questo era fuori strada, perché sua maestà ha per davvero messo su dei nuovi myghty Rhapsody affidando lo scettro del microfono ad Alessandro Conti eccezionale vocalist dei Trick Or Treat, band power metal italiana; scelta a dir poco azzeccata e da me accolta con vero piacere, definendo Conti uno dei migliori cantanti che in Europa oggi giorno si trovi sul mercato. Proprio da questo voglio cominciare dalla prestazione a dir poco spaventosa che il giovane vocalist ha effettuato, facendo dimenticare le sue radici, di clone di Kiske mettendole in atto solo all’occorrenza e donando una nuova linfa all’operato del sommo maestro del fantasy metal!
Ma andiamo nel cuore del disco, partendo come di consueto con un intro strumentale, “Quantum X” un intro con delle tastiere sintetiche (Turilli per l’occasione è anche tastierista) facendo ricordare i trailer dei film fantasy tanto cari al chitarrista; ma cosa che ho notato da subito è il fatto che abbia messo in atto tutte le sue esperienze compositive mescolando al solito sound Rhapsody quello anche del suo progetto solista e del suo particolare progetto chiamato Dreamquest; di fatti l’intro ricorda parecchio quel progetto molto gothic oriented dove per la prima volta si cimentava nelle tastiere.
Passiamo al primo brano la title track: “Ascending To Infinity”, un vera cavalcata alla Enchented Lands, con innesti gothici corali degli ultimi Rhapsody, facendo subito strada all’ugula d’ora del magnifico Conti che non fa rimpiangere per nulla si suoi predecessori, dando subito atto delle sue doti canore a dir poco allucinanti.
Dalle prime note qualche cattivo potrebbe dire e quindi cosa è cambiato? Sempre la solita cosa, assoli alla Turilli, cantati sparati, cori, ritmi serrati ecc. e chi ha pensato questo subito si è sbagliato, basta arrivare alla traccia 3: “Dante’s Inferno” stranissima track e quasi atipica per le composizioni che ci aveva abituato Turilli; una specie di mid tempo dove un Conti quasi ad imitare Lione nelle parti delle strofe, che dopo un po’ nel ritornello si trasforma in una marcia corale dalle sonorità belliche.
La track numero 4: “Excalibur”, intro medievale con tanto di flauti e per passare a un brano molto alla Turilli di Nordic, strofa in italiano e ritornello in inglese, sempre in primo piano la voce di Conti camaleontica e molto espressiva e bellissima in quelle note acute a lui care dove fa ricordare ai più nostalgici quel usignolo di Michael Kiske dei Keeper.
Arriviamo al brano a mio avviso più bello di tutto questo intero cd: “Tormento E Passione”… una vera opera in italiano, dove per l’ennesima volta Alessandro mette in mostra la sua straordinaria voce, passando in una interpretazione operistica, con un duetto da pelle d’oca con una bravissima soprano, mettendo in mostra i suoi studi lirici.
Da menzionare da subito Turilli in veste di tastierista, veramente incredibili, senza far rimpiangere il sommo Staropoli, sfornando soli e arrangiamenti veramente assurdi (quasi meglio come tastierista che chitarrista); passiamo al singolo apri pista di questo “Ascending To Infinity”: “Dark Fate Of Atlantis” , il brano è stato presentato un con un video clip molto bello e particolare, ma si presenta subito come brano di facile impatto e appunto adatto a fare da apri pista a un disco che non riesco ad non osannare; la canzone fatta da un riff di chitarra portante che dopo una strofa attira subito un ritornello di un’ epicità straordinaria.
La cosa che mi ha impressionato è la varietà musicale che Turilli ha voluto sfidare passando dal classico metal da lui composto per arrivare a questi brani operistici come Tormento e la traccia successiva, “Luna”, che sarebbe una delle due cover che troveremo nel cd, versione di un brano di successo del tenore Antonio Safina, dove ancora una volta il bravo Conti mette in luce le sue doti vocali.
Ma non tutte le ciambelle escono con il buco, il brano 8: “Clash Of The Titans” la meno preferita da me, un brano con nulla di nuova delle partiture Rhapsody quello che diciamo mi ha meno appassionato, ma non da meno rispetto agli altri.
Arriviamo all’ ultima traccia la numero 9: “Of Michael The Archangel and Lucifer’s Fall”; qui mi soffermerei per l’ennesima volta per sottolineare la grandiosità di Luca Turilli, sfornando un mega suite di 15 min; direte voi che novità mica è la prima volta che lo fa, ma questa volta si supera se stesso, mettendo in atto tutta la sua esperienza musicale e compositiva, regalando un vera opera fatta di emozioni e classe; ricamando il tutto alla voce di Conti quasi a toccare se non superare la qualità di “Kepeer of The Seven Keys”, ascoltate e mi darete ragione!
Arrivati a termine posso tirare le conclusioni, non ho altro da aggiungere, promuovendo a pienissimi voti questo Luca Turilli’s Rhapsody “Ascending To Infinity”, definendolo quasi superiore dei lavori precedenti dei Rhapsody… grazie a una nuova produzione cristallina e calda che da giustizia più che mai, da sottolineare che questa volta, e per la prima volta Turilli non ha usato i Gate’s Studio a lui fedeli in tutti i suoi progetti ma cambiando studio e affidandosi questa volta ai Backyard Studios di Sebastian Roeder e dando un tocco di novità al sound.
p.s. nella versione limitata, troverete l’altra cover che vi ho su menzionato, una versione sinfonica del mitico brano degli Helloween “March Of Time”.
Voto: 10/10
Antonio Abate

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:: Luca Turilli’s Rhapsody - Prometheus (The Dolby Atmos Experience) + Cinematic and Live - (Nuclear Blast - 2016)
L’ultimo album dei Rhapsody di Luca Turilli, “Prometheus, Symphonia Ignis Divinus”, è stato scelto per essere il primo album in studio nella storia della musica ad essere remixato in Dolby Atmos. E il rinomato produttore/mixing engineer Chris Heil (David Bowie, Bryan Adams, Scorpions), ha missato l’intero capolavoro in Dolby, portando questo lavoro alle nomination per i Grammy 2017. Luca Turilli è il responsabile per la composizione e gli arrangiamenti corali, e afferma: “Il nuovo suono Dolby Atmos si sposa perfettamente con la musica dei Luca Turilli’s Rhapsody, perché emotivo, visionario e cinematografico nella sua natura – è perfetto per mostrare le potenzialità di un straordinaria tecnologia destinata a rivoluzionare il campo di esperienza di ascolto avvolgente. Dal punto di vista di un compositore, Dolby Atmos è come l’avvento di una tela con i colori nello spazio tridimensionale. Mi permette di inserire la band, orchestra e il coro intorno a me come in una situazione di vita reale, garantendo all’ascoltatore un viaggio emotivo e mozzafiato in una dimensione parallela. Ogni strumento può finalmente respirare e vivere in tre dimensioni, trasformando la versione Dolby Atmos della musica dei LT’s Rhapsody in una divina, esperienza musicale della trascendenza. Non ci sono più limiti per la creatività. Questa nuova tecnologia Dolby consente di esprimersi, infine, con piena libertà e forza eccitante!” Il disco, in doppio cd, è composta da ben 27 brani (quindi sarà impossibile elencarli tutti) però, sin dai primi estratti si apprezza il punto d’incontro tra gli ultimi lavori di Turilli solista (prima di lasciare i Rhapsody of Fire) e la band madre (appunto!)… spesso ritornano cavalli di battaglia come “Land of Immortals” (un inno per la band), qui riproposta magistralmente senza risentire del confronto con il passato grazie alla voce del dotato Alessandro Conti (anche se la versione con Lione per me è il top!). E tornando a lavori solisti di Turilli, “Aenigma” è davvero eccezionale in questa versione (diciamo) bombastica – rispetto a quella presente sull’album “Prophet of the Last Eclipse” (comunque bella, anche nella versione originale cantata da Olaf Hayer)… i brani dal vivo che compongono questo lavoro e sono registrati con questa tecnologia, sono un po’ freddi a dire la verità, ma sono comunque carichi di atmosfere e orchestrazioni. Belle anche le versioni dei pezzi in italiano, come “Tormento e Passione”, dove il bel duetto tra la voce maschile e femminile dà quel tocco operistico, che ben si palesa all’interno della discografia del nostro Luca, ed è ben interpretata dalla bellissima voce di Alessandro! E ancora, “Demonheart”, da “Prophet of…”, presentata in una nuova versione apocalittica e pomposa, che non perde l’enfasi e l’energia dell’originale. Poi le “pause” con “Drum Solo” e “Bass Solo”, sono solo piccoli spazi “pubblicitari” per questi musicisti con i controcazzi (si può scrivere, vero?)! “Dawn of Victory” e “Emerald Sword” perdono qualcosina rispetto all’originale (sarà l’abitudine dell’ascolto della versione con Lione?), ma tranquilli, perché non perdono né di l’energia, né di efficacia – solo un tantino più fredde, ma questo è l’effetto del Dolby Atmos! Il “Finale” è bombastico, degna conclusione di un’opera eccezionale, nel bene e nel male… un lavoro che entra di diritto nella storia della musica mondiale, grazie a questa nuova tecnologia ma anche alla passione e all’amore che Turilli ha trasmesso in tutti questi anni, regalandoci sempre di dischi di ottima fattura, sia con la band madre, sia nei suoi lavori da solista – e oggi, con la sua nuova band! Magari, se passano dalle vostre parti, nella reunion con Lione (ma senza Staropoli, cosa che non condivido...) non perdeteveli! Che aggiungere? Turilli e soci, hanno sempre amato la denominazione: “cinematic / film score metal”; ebbene, con questa tecnologia e con questo sound, ci siamo al 100%! Ho visto live i Rhapsody of Fire (ancora con Lione e Alex Holzwarth), ed è stato un davvero un bel concerto (anche se con poche orchestrazioni)… adesso però, spero di vedere anche i Luca Turilli’s Rhapsody e valutare dal vivo questo ben di dio! Bravo Luca.
Voto: 8/10
Giovanni Clemente

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:: Luca Turilli’s Rhapsody - Prometheus-Symphonia Ignis Divinus - (Nuclear Blast - 2015)
Ecco, finalmente è nelle mie mani uno dei dischi più attesi dell’anno, il secondo capitolo targato Luca Turilli’s Rhapsody; ero rimasto alquanto entusiasta del primo lavoro, ascoltandolo ripetutamente, senza mai annoiarmi e di sicuro curiosissimo di cosa ancora il nostro non plus ultra dei compositori metal di casa nostra potesse ancora far uscire dalle sue mani. Di questo “Prometheus - Symphonia Ignis Divinus”, titolo del secondo lavoro dei Rhapsody di Luca Turilli, si era parlato citando un lavoro elaborato, al limite del maniacale, con arrangiamenti sontuosi come il chitarrista triestino non si era mai spinto a fare, e con sessioni interminabili di registrazione per donare quella precisione e quella bellezza divina che mai nessuno era riuscito a conferire alle proprie composizioni in questi ultimi anni. Per l’ennesima volta Turilli mi ha lasciato di stucco, lasciandomi incredulo in merito al gigantesco lavoro che è riuscito a creare: la cosa che risalta subito è una produzione fantastica, cristallina, quasi ad emulare alla perfezione le migliori colonne sonore dei più grandi film! Arrangiamenti sontuosi, eseguiti per l’occasione con una vera e propria orchestra – mai una registrazione con una vera orchestra aveva avuto una produzione così perfetta, pulita e definita. Andiamo ad analizzare più da vicino questo “Prometheus…”, che possiamo definire una vera e propria sinfonia in grado di far subito sognare i patiti dei film fantastici, grazie a queste sonorità che ricordano perfettamente una colonna sonora cinematografica. Da menzionare come questa volta Turilli abbia sfruttato in pieno la lingua italiana, non soffermandosi solo ad alcuni pezzi nel brano ma utilizzandola al 50% nel tutto il disco, e addirittura aprendo (dopo il classico intro) l’album con una fantastica “Cigno Nero”, brano che vi lascerà di stucco per il fantastico incipit di pianoforte, ma anche grazie alla sua melodia immediata. Una caratteristica questa che la fa da padrona in tutto l’album, dove i suntuosi arrangiamenti lasciano spesso spazio alla melodia e alla facilità di ascolto: si passa da “Rosenkreuz”, brano che non avrebbe sfigurato nei dischi solisti del chitarrista, a “Anahata”, brano che risalta al massimo l’idea di creare sonorità cinematografiche, ma subito dopo arriva “Il Tempio Degli Dei”… definisco questo brano la più bella canzone che Luca Turilli abbia mai composto, la sua maggiore espressione di sempre! Qui riesce infatti a combinare la melodia della musica italiana al metal…creando un risultato incredibilmente fantastico, ammaliante, ma soprattutto elegante! Si torna alla cavalcate alla Rhapsody di “One Ring To Rule Them All”, resa intrigante grazie a intermezzi corali di grande spessore; “Notturno” è il momento più tranquillo del disco, dove si dà spazio alla lirica; ma subito dopo si passa a “Prometheus” brano in pieno stile Rhapsody. Poi le cose incominciano a intrigarsi, con “King Solomon And The 72 Names Of God”, introdotto da un intermezzo da film kolossal, che subito dà spazio a un momento meno speed, ma più introspettivo rispetto al solito sound Turilli, quasi più gothic ma anche leggermente sintetico. Si giunge a “Yggdrasil”, l’ultimo brano classico che dà spazio subito all’immancabile suite, la seconda parte di “Of Michael The Archangel And Lucifers Fall Part II” (la prima parte era presente nel primo capitolo dei Luca Turilli’s Rhapsody): 18 minuti di pura eleganza, dove Luca Turilli mette a dura prova la sua audacia, ma soprattutto la sua eccelsa arte compositiva… il risultato è davvero ammaliante!
Sarebbe inutile parlare dell’esecuzione perfetta dei singoli, in quanto in un disco del genere si va ad esaltare la struttura perfetta e tutto quello che concerne l’arrangiamento a dir poco maniacale; un Turilli meno solistico ma fatto con cura e un’ottima linea melodica rende vincitore di questo disco; soprattutto, un Alessandro Conti sotto la direzione di Turilli è davvero incantevole e molto più personale. Chiaramente un lavoro del genere o lo si ama o lo si odia: lo sconsiglio a chi non è mai stato fan dei Rhapsody, ma per chi come me li ha da sempre amati e continua a farlo è l’espressione massima che sia mai stata composta sotto il nome di Rhapsody! Non so voi ma io ho già la mia copia!
Voto: 10/10
Antonio Abate

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