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Reviews - Love In Elevator
:: Love In Elevator - Il Giorno Dell\'Assenza - (Go Down – 2011)
Ritornano sulle scene, dal ceppo migliore dello stile alternativo italiano, i Love In Elevator con il loro terzo album \"Il giorno dell\'assenza\" a soli due anni di distanza dal chiacchierato Re-pulsion, album dal sapore noise-rose che vantava illustri collaboratori. Ed è proprio la sapiente e intelligente scelta della schiera di collaborazioni musicali che rende i Love In Elevator una band raffinata, eccentrica ma soprattutto ricercata. In questo album prezioso è il contributo artisctico di Marco Fasolo (Jennifer Gentle) e Luca Ferrari (Verdena).
Piccole e misurate punte acide di psichedelia e vagonate stoner nelle undici tracks dell\'album, coraggiosamente in italiano, scritte ed interpretate dalla voce un pò underground e un pò noise di Anna Carazzai che nella sua delicatezza distorta, ricorda i migliori Sonic Youth degli anni 80. Nella claustrofobica \"Camilla\'s theme\" l\'incedere felpato della batteria e la voce elegante e volutamente insicura, suoni misurati e un pò noise danno subito l\'impressione di trovarsi all\'esecuzione di un esperimento ben riuscito. Se ne ha la certezza con \"Il giorno dell\'assenza\" che non si limita a dare solo il nome all\'album ma anche l\'essenza. I brani sono più o meno tutti eterogenei, l\'unico che un pò si distacca da questo impasto è \"Dune\" la traccia più sperimentale, più lunga e più ibrida di punte hard-rock e curve psichedeliche che tolgono spazio alla voce ma ne danno all\'atmosfera e alla teatralità degli archi...
Particolare attenzione è giusto darla a pezzi come \"Mata Hari\" e \"Il sesso delle ciliegie\" in cui riconosco il meglio di quella che era la scena underground degli anni novanta in Italia (Paolo Benvegnù docet) e la malinconia velata e tutto il tormento dei Love In Elevator che si dimostrano sempre capaci e abili creatori di atmosfere raffinate.
A chiudere il sipario è un pezzo in inglese \"Honey\", un testo semplice e diretto reso tale anche dal delicato arpeggio di chitarra e alla voce sussurrata di Anna, unica e particolare nel suo genere.
Un disco valido e piacevole ma soprattutto carico di affascinante personalità.
Voto 8/10
sara centaro

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:: Love In Elevator - Re Pulsion - (Jestrai Records - 2008)
Farsi trarre in inganno dal nome della band è cosa non ardua. Difficile è non ricollegare Love In Elevetor agli Aerosmith e alle sonorità hard blues di quest’ultimi (mi piace pensare in positivo, se fossi un pessimista mi tornerebbero in mente i più recenti polpettoni pop rock della band di Steve Tayler). Fortunatamente c’è la musica a parlar chiaro e a spazzar via ogni dubbio: i LIE non hanno nulla a che fare con la band originaria di Boston. Se proprio dobbiamo indicare delle influenze, be’ queste non possono non essere individuate nel post rock anni novanta. La band conta nel proprio organico due membri: Anna Carazzai (voce e chitarra) e Michele Modesto (basso e cori). Nelle registrazioni dell’album si sono avvalsi della collaborazione di Franz Valente, Giglio “Ragno” Bavero, Luca Ferrari dei Verdena e Andrea Garbo (Jennifer Gentle). Questo Re Pulsion segue Venoma, Ep del 2004, e Sue Me album del 2005. Re Pulsion è un disco che mi ha entusiasmato sin dal primo ascolto. La tensione che si respira durante tutto l’album mantiene sempre alta l’attenzione: il suono ora acido, ora pesante, ora distorto, ora melodico risulta la giusta colonna sonora delle realtà quotidiane che affliggono ognuno di noi. A mio parare l’apice del disco è rappresentato da “Thank You Mr Gilmour”, una versione psichedelica dei Black Sabbath. Ma anche i restanti pezzi non scherzano, ascoltatevi “Re Pulsion”, “Autodamned” e “2:20” per farvi un’idea. In conclusione, una nota di merito alla voce di Carazzai: acida, cattiva e isterica, come poche.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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