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Reviews - Lo Fat Orchestra
:: Lo Fat Orchestra - Neon Lights - (Sounds Of Subterrania - 2017)
Nonostante non smetta mai di atteggiarmi a presunto tale, sono tutto fuorché un vero esperto di new rock. Ecco perché sono sempre e costantemente affascinato da qualsiasi fenomeno emerga sotto questa denominazione e, anche se non si autodefinisce tale, dotato di un sound assimilabile a qualsivoglia filone dandy o decadente che sia in grado di mescolare con le giuste dosi il rock, l’elettronica e l’eclettismo del pop più noir. Vale per “No Wow” dei The Kills, vale per i Pulp (seppure a piccole dosi) e vale per questi Lo Fat Orchestra. Qualche dato su di loro? È presto detto: trio svizzero (ma nulla a vedere coi Celtic Frost o i Coroner!), attivi dal 2006 e giunti al loro quarto full length con questo “Neon Lights”. A parte che già la fluorescenza del neon fa pensare a qualcosa di evanescente, il sound dei Lo Fat Orchestra è proprio come l’ho descritto in apertura, parlando di sistemi massimi e minimi: danzereccio, trendy a suo modo, ma tagliente senza alcun dubbio: la title track in apertura e “Digging The Ground” fanno pensare ai Cure, e in realtà su tutto il disco aleggia una vena un po’ noir che lo distingue alla grande dalle produzioni del genere. Così, su “Hands Are Tied” il trio mostra schiettamente il lato Bauhaus/Litfiba (sì, lo so... un po’ di campanilismo non guasta mai!), prima di salpare verso ben altre coordinate con l’ipnotica (e danzereccia a sua volta) “te 230”. Per essere la prima volta che li ascolto, direi che i Lo Fat Orchestra fanno un ottimo lavoro, complici anche le vocals profonde di Chris, discreto punto di contatto con la tradizione kraut rock; a ulteriore testimonianza del loro valore si erge la notevole e scarna “Bankrupt Democracy” (non a caso scelta come singolo apripista, con il suo flavour New Order)... e che dire della cover di “Imagine”, che segue un processo di decostruzione ancora più efficace della versione degli A Perfect Circle? Bella scoperta questi svizzeri, auguro a questo disco la visibilità che merita.
Voto: 8,5/10
Francesco Faniello

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