Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Lilyum
:: Lilyum - Altar Of Fear - (Vacula Productions - 2017)
In realtà lo sanno anche i sassi: sono tutto fuorché un amante del black metal. Eppure devo riconoscere al genere di aver portato avanti un’attenzione costante alla componente atmosferica anche in periodi in cui l’impatto e il groove erano tutto, e si imponevano nel sound di band tutte uguali anche a scapito della fantasia e dell’immaginazione dell’ascoltatore. Ecco, i Lilyum si pongono esattamente sul mio personalissimo versante virtuoso della galassia black, un po’ come avviene per i Coil Commemorate Enslave, altra realtà molto interessante dei giorni nostri. Vecchia conoscenza di Raw & Wild – in passato abbiamo recensito “Nothing Is Mine” e il precedente “October’s Call” – il progetto di Kosmos Reversum torna con sette pezzi nuovi di zecca per quello che è il settimo album dei Lilyum (c’è forse un significato esoterico?) e non tradisce le aspettative: “Altar Of Fear” è un disco maturo e convincente, le cui tracce non hanno bisogno di grandi doti tecniche o di altrettanto sciovinismo per emergere. A spiccare è la crescente capacità della band di creare variazioni ad effetto, come avviene su “To Dream Beneath Plains Of White Ash” e nella conclusiva “Siege The Solar Towers”, con i suoi dieci minuti di massacro iconoclasta che si fa processione plumbea nella seconda parte. Va detto come i titoli dei brani siano già evocativi di per sé, aggiungendo la giusta aura di mistero al lavoro; per il resto, se si eccettua qualche momento di stanca su “Tomorrows Worth Erasing”, le composizioni si attestano su livelli più che buoni, a partire dall’orrore strisciante esalato da “The Watchers’ Departure”, passando per le partiture frostiane di “Voices From The Fire”, senza lesinare i momenti avantgarde, come su “Stain Of Salvation”, memore dei primi Neurosis. Vedete, parlavo di atmosfere e dell’importanza di esse, ed ecco che i Lilyum sono la conferma del mio postulato persino con questo ultimo disco, che stavolta vede il mastermind Kosmos Reversum affiancato da Lord J. H. Psycho alla voce e basso e Frozen alla batteria. E l’apporto dei due nuovi membri è probabilmente uno dei fattori decisivi per la buona riuscita di un lavoro che si presenta ben prodotto ma anche più “caldo” rispetto all’episodio precedente, proprio per via dell’apporto di un batterista umano. Per ora vi ho detto abbastanza... lasciate che parli “Altar Of Fear”!
Voto: 8/10
Francesco Faniello

Contact
www.facebook.com/lilyumofficial1
:: Lilyum - Nothing Is Mine - (Dusktone - 2011)
I Lilyum irrompono nelle scene del metal più oscuro con un altro nuovo capolavoro “Nothing Is Mine”: ovviamente qui la mente del gruppo è sempre Kosmos Reversum. “Nothing is mine” è un concentrato di profondissimo black metal ben adulterato (che esce dai soliti schemi dettati dal tipico black metal) dotato di atmosfere angoscianti, tetre e affascinanti che fanno venire i brividi e si addentrano nell’animo umano dell’ascoltatore. Le chitarre producono suoni molto graffianti e taglienti. I tempi di batteria si combinano adeguatamente al contesto dell’album. La voce, che produce una tonalità growling molto più gutturale e meno tendente alla tonalità screaming, squarcia totalmente l’accompagnamento di “Nothing Is Mine” come un’eco nel totale silenzio. Un ottimo lavoro ben progettato, strutturato e dotato di un solido scheletro compositivo. Anche il concetto profondo di questo lavoro è molto interessante, che parte subito dal titolo del cd “Nothing Is Mine”, “Il Niente è mio”. Un ottimo cd.
Voto: 8/10
Lara Calistri

Contact
www.myspace.com/lilyum
:: Lilyum - October’s Call - (Naked Lunch Records - 2015)
Bene, veniamo ora alla quasi one-man band torinese Lilyum… dico “quasi” perché nel loro caso è il mastermind Kosmos Reversum a suonare tutti gli strumenti, lasciando però il buon Xes (singer dei blacksters lucani Infernal Angels) ad occuparsi delle vocals. La band vanta una carriera più che decennale, costellata di releases di vario genere, tutte ascrivibili in un modo o nell’altro al variegato panorama black metal: ecco, nonostante la definizione “black” (che normalmente mi porterebbe a gettare il tutto tra le amabili grinfie del buon Simone), qui c’è qualcosa che ha solleticato la mia fantasia. Sarà l’età (mia) che avanza, sarà l’epicità che permane (nel genere), ma sembra proprio che i Lilyum siano una di quelle realtà da tener d’occhio e soprattutto da segnalare, in una scena quanto mai inflazionata ma che evidentemente mostra ancora qualcosa da dire. “October’s Call” è il loro sesto lavoro sulla lunga distanza, un disco in cui gli aggettivi “atmospheric” e “post” mostrano una valenza reale e non fumosa: niente sperimentazioni fini a se stesse, né tanto meno improbabili innesti e rimescolamenti tra i generi, ma cinque tracks (più intro) dritte al punto, che poi sarebbe la ricerca di atmosfere (appunto…) malinconiche e plumbee, sulle orme sì dei maestri del Rumore Nero ma con un innato senso della melodia oscura. “Mother of Flies” e “Justice Palace” sono costruite secondo una formula nota ma ben rodata, che consiste nel disegnare efficaci architetture dall’epicità malefica seguendo un uso scarno delle chitarre, mai indulgente ai barocchismi neanche nei momenti in cui parrebbe facile forzare la mano in tal senso. Uno spirito avanguardista che ricorda da vicino le produzioni della label francese Ladlo, ma senza mai perdere di vista l’originario impianto metal, con un occhio di riguardo nei confronti del doom che emerge nei tanti passaggi lisergici di cui è disseminato il disco. Il rifferama di attacco di “In Too Blue” ricorda l’operato del maestro Paul Chain con i Violet Theatre, prima di cedere il passo a variazioni dal sapore classico, sempre dominate dal timbro profondo di Xes (che poi è il motivo per cui riesco ad apprezzare appieno questa proposta musicale, lontana com’è dal tipico stile scream di matrice black!); tocca a “Nothing” conferire l’ultima pennellata al “richiamo di ottobre”, con i suoi riferimenti a mostri sacri del genere come Septic Flesh e Darkthrone, il tutto calato in una veste prettamente underground e minimalista. Probabilmente avrei apprezzato una maggiore varietà di pattern ritmici, oltre alla presenza di tracks più corte, ma il valore dei Lilyum qui emerge anche al di là dei miei gusti personali, consegnandoci una band i cui punti di forza sono proprio quelli in cui si distacca dai canoni (da me mai troppo amati) del black anni ‘90 per stabilire connessioni con altri filoni, tra cui il death (qui ben rappresentato dalle vocals di Xes) ma anche il prezioso lascito di nomi del calibro dei Bathory e dei Celtic Frost di “To Mega Therion”, la cui influenza aleggia su molti dei passaggi del disco conferendo alla voluta fattura monolitica del sound una sua spiritualità particolarmente evocativa. Probabilmente il paragone è azzardato, ma rende almeno in parte l’idea della visione stilistica di Kosmos Reversum: ora non vi resta che ascoltarli!
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

Contact
www.facebook.com/lilyumofficial1
www.reverbnation.com/lilyum
<<< indietro


   
Ancient Empire
"The Tower"
Destruction
"Thrash Anthems II"
Niamh
"Corax"
Death2Pigs
"eMpTyV"
The German Panzer
"Fatal Command"
Appice
"Sinister"
AA.VV.
"Live At Wacken 2015: 26 Years Louder Than Hell"
Salmagündi
"Life O Braen"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild