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Reviews - Lab Eleven
:: Lab Eleven - Exceed the Veil of Maya - (SG Records – 2010)
Cattivissimo ensemble da Pisa, questi Lab Eleven. Nati nel 2004, dopo un EP di assaggio giungono alla pubblicazione sulla lunga distanza con “Exceed the Veil of Maya”. Sette tracce condensate in poco più di 30 minuti di musica, su cui si erge la voce gutturale del singer Fabrizio Morgante, vero emulo della tradizione death metal made in Florida. La band non ha fretta di premere sull’acceleratore, e il risultato sono i tanti slow tempo che contribuiscono a rendere varia una proposta musicale compatta ma a rischio di appiattimento. Gli spunti compositivi non sembrano mancare, seppure costretti nella pedissequa aderenza ad un genere che ha già detto molto negli anni d’oro in cui è fiorito e in cui ha avuto la sua parabola ascendente e discendente. “Six Pieces” è l’esempio di come la band provi a giocare le proprie carte nel modo migliore, mischiando suggestioni britanniche nei riff serrati e in una ritmica che è il marchio di fabbrica del genere, impreziosendo il tutto con una serie di assoli disseminati qua e là. Apprezzabili alcune scelte, come l’inserimento di un refrain finale in lingua madre (o in latino?) in “Aedes Albopictus”, che pone il gruppo in linea con la frangia sudamericana del death metal, e le vocals in screaming che fanno capolino nella seconda parte del disco, a conferire varietà ad uno stile che altrimenti rischierebbe di risultare ridondante nel suo integralismo. “Life under Checkmate” è molto più vicina a band come i primi Hypocrisy o i Malevolent Creation, mentre “Wake Up to Kill” è un gradevole midtempo che sfocia nell’hardcore e si pone in linea con lo stile europeo di interpretazione del death. Sulla stessa linea “The Novice Butcher”, la traccia conclusiva, in cui sembra di ascoltare gli Undertakers in salsa barocca… in definitiva, siamo ancora una volta di fronte ad un lavoro retrò nelle sonorità, benché suonato ottimamente e prodotto ancora meglio. A voi la scelta…
Voto: 7/10
Francesco Faniello

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