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Reviews - Killers
:: Killers - Menace To Society - (Metal Mind - 2013)
Silurato Nick Burr, i Killers di Paul Di’Anno nel 1994 si ripresentarono sul mercato con un album, il secondo della loro discografia, su cui campeggiava una delle peggiori copertine della storia (che non viene salvata neanche dalla confezione in digipack predisposta dalla Metal Mind per questa ristampa). La superband di veterani della NWOBHM si apprestava a dare una svolta alla propria carriera, ma il destino beffardo era pronto a mettere i bastoni tra le ruote a questi ex-giovanotti: al momento del proprio ritorno in patria per le registrazioni, l’ex singer dei Maiden fu arrestato per possesso di stupefacenti in quel di Los Angeles. Con queste premesse Menace To Society non poteva che essere un album incazzato. Incazzato che poi in quegli anni significa essenzialmente Pantera e/o Machine Head, con buona pace di tutte le aspettative di chi si attendeva un album in linea con le sonorità NWOBHM del suo predecessore. Così Di’Anno, finalmente scevro da nostalgie maideniane, si è ritrovato a ricoprire i panni di novello Phil Anselmo con risultati eclatanti, tant’è che MTS fu votato come miglior disco del 1994 da Metal Hammer. Chi sorprende comunque è Cliff Evans, in grado di passare con disinvoltura dal sound motorheadiano dei suoi Tank a uno più robusto e ricco di groove. Con il senno di poi, MTS resta uno dei classici del groove metal oltre che il canto del cigno della band.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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:: Killers - Murder One - (Metal Mind productions – 2013)
Non che se la passassero male, ma andato via lui gli Iron Maiden hanno fatto il botto. Per Paul Di’Anno la cosa non deve essere stata facile da digerire, visto anche il modo in cui fu silurato. Il distacco dalla band non c’è mai stato, il singer ha continuato a vivacchiare all’ombra della Vergine di Ferro; tutt’oggi è ancora cosi, tour su tour a proporre i brani dei primi due capolavori degli Irons. A inizio anni 90 ha provato a ricostruire una carriera, messi da parte i panni del punk prestato al metal, si ripropone con un nuovo progetto (una sorta di all star band con altri eroi della NWOBHM). Però ancora una volta l’ombra della sua vecchia band si è stagliata sula sua vita, anche questa fase della sua carriera è statacondizionata dal suo passato, sin dal nome del gruppo: Killers, che si rifà evidentemente al suo ultimo album con i paladini del metallo britannico. Il sound contenuto in Murder One è un sano e robusto heavy metal di scuola classica, suonato in base ai canoni dettati in quel periodo dai Priest di Painkiller. Almeno dal punto di vista musicale c’è stata una sorta di distacco, più Judas che Iron! Qua e là spuntano tentazioni power di scuola Gamma Ray/Grave Digger. I pezzi non sono eccelsi, anche se dignitosi (due cover: “Children of the Revolution” dei T. Rex e “Remember Tomorrow” degli Iron Maiden). L’ugola del singer ricorda solo in parte quella ruvida e sgraziata che ha reso unici Iron Maiden e Killers. Anche quell’indole punk che ne ha probabilmente scritto la condanna un decennio prima è sparita, a favore di un cantato potente e cristallino. Questa ristampa marchiata Metal Mind ha il merito di riportare sul mercato un disco di un artista che ha dimostrato nella propria carriera di avere scarso tempismo e capacità di adattamento, poco metallaro quando il metal tirava, troppo metallaro quando il genere era in crisi.
Voto: 7/10
g.f.cassatella

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:: Killers - South American Assault Live - (Metal Mind - 2013)
Anche se pubblicato dopo Menace To Society, questo South American Assault Live va cronologicamente inserito prima dell’esordio dei Killers. Anzi in quelle date nel continente sudamericano va rintracciata la scintilla che poi avrebbe portato alla composizione degli album in studio. L’idea di fondo fu quella di creare un metal band formata da nomi pesanti della scena metal proveniente da entrambi i lati dell’Atlantico. Raccolti ex membri di Iron Maiden, Tank, Raven e Battlezone, furono creati i Killers, nome scelto in ossequio al personaggio più importante della compagine, quel Paul Di’Anno che aveva era stato la voce degli Irons nei primi due album. Quale sia stato il peso dell’ex band del singer lo si capisce facilmente andando a dare una sbirciata alla tracklist, qui e lì saltano fuori classici del gruppo di Steve Harris: “Murders In The Rue Morgue”, “Wrathchild”, “Remember Tomorrow”, “Phantom of the Opera”, “Strange World”, “Sanctuary” e “Running Free”, con buona pace degli altri musicisti coinvolti. Questa peculiarità dovrebbe far intuire a chi fosse realmente diretta l’operazione messa in atto da questi signori… Dal punto di vista dei contenuti l’album è comunque di buon livello, i classici son classici, su questo non si discute, però se non siete fan sfegatati dei Killers (ne esistono?), non credo che questo disco, non disponibile sul mercato ormai da diverso tempo, editato dalla Metal Mind con una copertina diversa, possa interessarvi. Poi se siete dei collezionisti pronti ad accaparrarsi tutto ciò che è in odore di Vergine di Ferro, allora oggi potrete colmare questa lacuna.
Voto: 6/10
g.f.cassatella

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