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Reviews - Kaledon
:: Kaledon - Antillius: The King of the Light - (Scarlet Records - 2014)
Power metal, power metal sinfonico, Italia, Rhapsody of Fire & Co... Già, i romani Kaledon, a distanza di undici anni dal loro esordio (e dopo alcuni cambi di line-up), ritornano a raccontare la Saga della Leggenda del Regno Dimenticato; naturalmente in salsa power metal sinfonico (e sempre nel pieno stile italiano)! “Antillius…” è l’ottavo studio album composto da ben dodici brani, di cui tre bonus tracks saranno pubblicate nella versione digipack; mentre, per il mercato nipponico, nel disco ci saranno altre due bonus tracks (“The Loneliness of the Long Distance Runner” degli Iron Maiden e “Swords in the Wind” dei Manowar). Bene, dopo le classiche introduzioni, andiamo all’ascolto: dopo l’intro “In Aeternum” – classica introduzione power sinfonica – spetta a “The Calm Before the Storm” aprire le danze di “Antillius…”, che subito si dimostra essere un classico brano power metal, nei suoi classici (ormai) cliché. E se le spade introducono l’altro classico brano in pieno power, “Friends Will Be Enemies”, si passa subito alla successiva “Elisabeth”, la dolce ballad che fa da ponte per la successiva traccia, più ‘battagliera’: “New Glory for the Kingdom” si snoda tra cavalcate e velocità in puro stile power, ove le tastiere duellano con chitarre e batteria. Scorrendo verso il finale (i brani si alternano tra parti interessanti ed alcune ripetitività), cito volentieri “The Will” (il decimo brano), brano abbastanza diverso da quanto proposto in precedenza in “Antillius…”, e credo, tra i migliori brani dell’intero disco! E anche le ultime due tracce sono più ‘heavy’ rispetto a quanto ascoltato in precedenza… ebbene sì, sono le bonus tracks! Quindi sarà un peccato per chi non comprerà la versione digipack. In conclusione, ”Antillius…” non sarà un disco che riascolteremo spesso e volentieri, ma resterà pur sempre un buon album di power metal sinfonico – Made in Italy, aggiungo. Credo che toccherebbe osare un tantino di più, un po’ come l’ultimo disco dei Rhapsody of Fire, evitando di autocitarsi all’infinito… non è una critica, è solo la mia umile opinione!
Voto: 6,5/10
Giovanni Clemente

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:: Kaledon - Chapter 3: The way of the ligh - (Stillborn - 2005)
Il Chapter 3: The way of the light dei Kaledon prevede una sorpresa in studio: il batterista Jorg Michael (Running wild, Stratovarius, Saxon) che registra insieme alla band le parti di batteria nei brani pubblicati in questo ultimo lavoro. La linea power intrapresa dai Kaledon si distingue in vari brani come “The Glory Starts” dal ritornello avvincente, nella strumentale “The Angel” dall’assolo penetrante di Alex Mele, in “Mighty Son of the Great Lord” dai riff rapidi e incisivi. Molteplici spunti interessanti questi, che rendono il lavoro particolare in alcune canzoni, favorite anche dalla buona produzione. Maestosa “Voltures in the Air”, ad appannaggio di una cadenzata ritmica che trascina l’ascoltatore nelle note. “Lord of the Sand” crea un diversivo grazie al classico portamento thrash inserito all’inizio, per poi piombare un un’atmosfera misteriosa e nuovamente, in accordi tipicamente power. “The Sword on the Shoulder” si distingue per le atmosfere variegate che, sempre attinenti al genere proposto, si fondono con semplicità nelle note veloci e in quelle più martellanti. Classicheggiante e struggente “The Way of the Light” porta alla chiusura del cd con “Great Night in the Land”. Un lavoro sicuramente positivo questo, con poche sbavature (“In the Eyes of the Queen” risulta essere un po’monotona).

Ignis fatuus

Contatti:
www.kaledon.com
contact@kaledon.com
:: Kaledon - Chapter IV: Twilight Of The Gods - (Hellion Records/Universal Metal – 2006)
I Kaledon sono una band di Roma giunta oramai con questo ”Twilight Of The Gods” al loro quarto album.
Tutte e 11 le canzoni che formano questo album sono più che valide e di solito, in ogni band power i componenti devono avere una buona tecnica nel suonare e questa band non è un’eccezione in questo campo.
La loro musica non è nulla di originale, è il solito symphonic power metal suonato da tantissime band solo che loro, diversamente dalle altre band hanno qualcosa in più e questo album ne è la prova. Ciò che hanno in più questi Kaledon è che non stancano!
Insomma questi Kaledon sembrano essere diventati la band più rappresentativa della scena power metal italiana.
Questa band è un esempio di come una band italiana può riuscire ad ottenere successo, cerchiamo di sostenere queste nostre band italiane e non di sostenere solo le band straniere!!!
Album molto consigliato a tutti gli amanti del power metal!

Curiosità: Questo “Chapter IV: Twilight Of The Gods” è stato distribuito in molti paesi Europei e non, tra cui anche in Giappone.

Voto: 8

Pax (Antonluigi Pecchia)

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www.kaledon.com
:: Kaledon - Legend Of The Forgotten Reign - Chapter 5: A New Era Begins - (Hellion Records - 2008)
Tornano i romani Kaledon con il quinto capitolo della loro \"saga\" intitolato \"A New Era Begins\".
E pare che sia giunto davvero per i ragazzi \"l\'inizio di una nuova era\" con il cambio di line-up che ha visto sostituire il vecchio cantante Claudio Conti con Marco Palazzi.
Il nuovo vocalist, dal timbro più caldo, pare abbia dato una svolta stilistica alla band che in passato si cimentava in un power metal sinfonico, mentre oggi si intravede più melodicità, direzionandosi verso il più classico hard rock.
Niente di tecnicamente pauroso, questo voglio che sia chiaro, ma la band punta le proprie forze sui sentimenti (come ad esempio nella ballad \"A Wounded Friend\" . D\'altronde è risaputo che noi metallari sotto le borchie nascondiamo degli animi romantici.
I brani più rappresentativi dell\'opera sono: la già citata ballad \"A Wounded Friend\" e \"The God Beyond The Man\" con il suo bel assolo di piano iniziale.
Sicuramente non sarà un prodotto indispensabile per il metal tricolore, né nulla di innovativo ma comunque il cd, con i suoi ritornelli e le melodie riesce a risultare godibile e a sostenere più di un ascolto.
I fan della band non rimarranno delusi!
Voto: 7/10
Pax (Antonluigi Pecchia)

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www.kaledon.com
:: Kaledon - Legend of the forgotten reign chapter 1 : the destruction - (SteelBorn rec. - 2002)
Primo segno di vita ufficiale per i Romani Kaledon!
Questo primo lavoro dei 6 ragazzi capitolini, lascia intravedere una notevole capacità tecnico/compositiva assolutamente non inferiore ai nomi più blasonati d\'oltralpe!
Il titolo del disco (legend of the forgotten reign chapter 1 : the destruction), lascia intravedere che si tratti di una saga, ed infatti CON un\' analisi più approfondita scopriamo che i capitoli saranno ben 6!
Il disco edito dalla steelborn records, (etichetta che attualmente la band ha lasciato a causa della sua
grande inefficenza), presenta il classico difetto di un debut album, ovvero la produzione non delle migliori!
Realizzato ai temple of noise, questo platter ha come pecca maggiore la quasi totale assenza delle tastiere del bravissimo Daniele Fuligni... Il volume è quasi sempre bassissimo...
Le chitarre sono un pò impastate e la voce del bravissimo Claudio Conti è troppo alta!
Tutto questo comunque non impedirà di rendere noto a voi tutti che ci troviamo di fronte ad un grande album, un bellissimo debutto che ora analizzeremo nella sua interezza!

Il disco si apre con un bellissimo brano strumentale che risponde al nome di \"the calling\", un brano che trasmette tensione e suspance! Sembra la musica che di solito si trova sui titoli iniziali di un film cavalleresco medievale!
Subito dopo veniamo travolti dal muro di chitarre di Alex Mele (leader della band), e di Tommy Nemesio (secondo chitarrista della band), che introducono la monumentale \"in search of kaledon\", brano veloce, ricco di melodie fantastiche, assoli al fulmicotone e una sezione ritmica veramente sopra le righe, affidata al grande David Folchitto alla batteria e aL MONUMENTALE Paolo Lezziroli (DETTO ANIMAL) al basso.
Il disco rimane tutto su livelli molto alti, e canzoni come \"Army of the undead king\", \"Thunder in the sky\", o la gloriosa \"god says yes\" si dimenticheranno veramente con grande difficoltà! Scorrendo il dischetto digitale arriviamo fino alla corta e delicata \"deep forest\", canzone molto diversa per il genere proposto dalla band ma, comunque accettabile e ben fatta!
Chiudono il disco la granitica desert land of warriors, che sarà un must nei concerti della band, e l\'epica \"the jakal\'s fall\"!
Che altro dire... un\'altra band italiana esporterà all\'estero il verbo del puro e grandioso metallo italiaNo!
Promossi a pieni voti!

Morgana
:: Kaledon - Legend of the Forgotten Reign- Chapter 2- The King’s Rescue - (SteelBorn - 2003)
Riamo così giunti al secondo capitolo della saga “Legend of The Forgotten Reign” dei capitolini Kaledon, che per il loro secondo full-lenght,che pur mantenendo un song-writing accettabile ,hanno deciso di abbracciare delle sonorità leggermente più aggressive e cupe. La trak-list, come per il precedente lavoro( Ch. 1- The Destruction), è composta da 14 brani tutti collegati tra loro da vicende narrate e maggiormente sviluppate nalla storyboard contenuta sul sito ufficiale della band
www.kaledon.com.
I 6 horsemen di Kaledon si sono avvalsi dei Temple of Noise Studios di Roma, dove pur trovando competenza e consapevoli del proprio potenziale tecnico, non sono riusciti ad avere quel tanto sognato salto di qualità per via della produzione ancora una volta non ai livelli europei ai quali siamo stati abituati (vedi i vari Helloween, Gamma Ray, Stratovarius etc. etc,)
Analizzando il full-lenght track by track troviamo il classico e maestoso intro interpretato da Claudio Conti(singer della band) e dal bravo Daniele Fuligni (keyboard) che subito lascia lo spazio alla violenta e massiccia The Shadow of Azrael che a mio avviso per riffing serrati e solos taglienti e mid tempo centrali rimanda la memoria a canzoni trash fine anni 80. Le tracce seguenti si susseguono tra ritmi serrati e cadenzati all’inverosimile , alternandosi tra mid-tempos e sfuriate
prettamente power di stampo nord europeo arrivando fino a quelle che mio avviso rendono questo disco un “must” del genere come la sontuosa “ The New Kingdom( della quale è stato girato anche un video scaricabile sul sito della band), la micidiale “New Soldiers for a New Army, che ricorda per struttura e violenza la track 10 di Charter 1 The Destruction “Desert Land of Warriors. Il cd si conclude con una mini suite di circa 13 minuti intitolata The Second Fall che rievoca la traccia finale del precedente album The Jakall’s Fall. L’ultima traccia è molto ben strutturata con un ritornello veramente vincente che rimarrà impresso sicuramente.
Altre tracce da menzionare sono la bellissima e quanto mai potente “Home” che nel guitar-solo del geniale Alex Mele trova la sua arma vincente e poi la solenne “Revelation” dove la stupefacente tecnica di Daniele Fuligni (keyboard) è la padrona. Il giudizio finale sul disco è buono considerando la penalizzante e scadente produzione che ha penalizzato ancora una volta le tastiere e i vari problemi in fase di registrazione; per quanto riguarda la band invece posso dire che il potenziale è
altissimo e che avvalendosi di ottimi musicisti a partire dalla sezione ritmica composta dal drummer David Folchitto e il bassista Paolo “The Animal” Lezziroli(due veri schiacciasassi!!!!) e alle chitarre soliste e ritmiche Tommy Nemesio e Alex Mele (velocissimi e precisi come sempre) questi capitolini Kaledon, possono raggiungere dei livelli eccellenti e finalmente trovare un posto nell’Olimpo degli dei del Metal mondiale. Arrivederci alla prossima recenzione di “Legend of the Forgotten Reign- Charter 3- The Way of The Ligth”.

Morgana
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