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Reviews - Instanzia
:: Instanzia - Ghosts - (Metalodic Records – 2010)
“The strongest power is the power of the mind”: una delle frasi più emblematiche presenti nei testi di questa band canadese. Gli Instanzia sono al loro debutto, con un disco pregevole che ha richiesto una lavorazione di circa due anni. Il risultato c’è, e si sente tutto: power-prog con una leggera vena epica negli assoli e nei cori, ma soprattutto di ottima fattura. Le note introduttive di “Omen” fanno pensare ad una band che segue scie tracciate dalla scuola Moore/Rudess, e in effetti il prog è una componente importante nell’economia di “Ghosts”. Tuttavia, per i motivi già in parte espressi sopra i canadesi si accostano più ai Symphony X che ai Dream Theater, senza contare il fondamentale apporto della scena europea, sia power che classic.
A questo proposito, sin dalla quasi title-track “Ghosts of the Past”, la band mostra influenze maideniane nei licks di chitarra, nonché nelle influenze un po’ celtiche che trovano ugualmente riscontro nelle ultime produzioni della Vergine di Ferro. È tuttavia la voce di Woodbury a fare la differenza: movendosi perfettamente a suo agio tra partiture di tastiera all’interno del tessuto armonico di una band dalla tecnica invidiabile, il cantante-chitarrista presenta un timbro molto convincente ed interessante, lontano dagli esercizi ginnici di tanti suoi colleghi. Una band che bada molto alla sostanza senza però tralasciare la forma: pompose orchestrazioni sorreggono “Charming Deceiver” e “A Genius Who Believes”, mentre “Power of the Mind” riesce nell’invidiabile impresa di mettere d’accordo il power di stampo americano con quello di matrice teutonica, creando un muro di suono possente con tanta attenzione alla ricerca melodica, che attingere da influenze mai stantie. Stesso discorso vale per “The Key”, impreziosita da un assolo costruito su armonie non troppo consuete, e per l’epica suite “The Desert Fox”, che lascia spazio a partiture strumentali in cui sembra di riascoltare il Jens Johansson degli anni d’oro. A proposito di incontro tra stili, gli Instanzia citano tra le loro influenze Vision Divine e Secret Sphere: per quanto tempo continueremo a stupirci – me compreso – di quanto la scena italiana sia conosciuta e apprezzata all’estero? Forse è proprio questo il punto ideale di connessione tra le già citate tradizioni americana e tedesca, o forse no: resta il fatto che mi sento di consigliare vivamente “Ghosts” a tutti gli amanti sia del power che del prog, due generi all’interno dei quali gli Instanzia si muovono da veri maestri.
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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www.myspace.com/instanzia
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