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Reviews - Ingraved
:: Ingraved - Complete domination - (Autoprodotto)
Ecco il ritorno degli Ingraved, band pugliese al suo secondo lavoro.
Death Metal ai limiti con il Brutal, questa è la proposta della band coerente sullo stile musicale scelto e sicuramente più matura rispetto allo scorso \"From the Eyes of Pain\", sicuramente più ripetitivo e meno personale, anche se con una fortissima vogli di spaccare il culo.
Oggi le nuove quattro tracks più intro sono decisamente più affilate e tagliente, infliggono più lacerazioni sin dal primo ascolto senza mai cadere nel monotono, ricordanda in certi passaggi band come Morbid Angel, Soffocation, Deicide e Mayhem.
Il lavoro si apre con l\'intro intitolato \"Necro sad instinct\", loop eletronico, frustate, donne urlanti e in lacrime non lascate a soffrire da sole grazie la compagnia di una vocina maligna, subito questo minuto e mezzo ecco a voi l\'ossessionante sound della prima traccia, a mio avviso una delle migliori dopo \"Erotikrist\" il brano con influenze più thrash / death.
La registrazione non è malvagia, anzi di buon livello anche se la batteria suona da drum machine, personalmente non ho apprezzato la scelta dei suoni fatta per questo strumento, si poteva fare meglio, la grafica è tutto un programma e di ottima qualità.
Ho avuto il piacere di ascoltare la band dal vivo, cazzo che botta, bravi, continuate così.

Contatti:
Vitale Mario
Via Petrarca, 13
72018 san Michele Salentino (BR)
ITALY
ingraved@hotmail.com
:: Ingraved - From Sour Cries to Loving Eyes - (Power Pain Records - 2013)
Accade da sempre, in tutte le forme d’arte: la zona geografica di provenienza può essere importante come stimolo alla creatività. Senza giri di parole, il discorso vale anche per gli Ingraved, longeva realtà sull’asse Brindisi/Lecce con più di dieci anni di attività e vari dischi all’attivo: basta leggere la lista delle releases della band per capire che da quelle parti – musicalmente parlando almeno – non si sta di certo con le mani in mano. È sempre stato così, e gran parte della tradizione musicale “alternativa” del Salento (alternativa alle posse, in questo frangente) si basa sulla commistione tra il metal più estremo e l’hardcore più viscerale. Detto confronto ricorda da vicino la bio dei due nuovi innesti “di lusso” nella line-up, Tez e Andrea. Il primo, bassista proveniente dagli swedish metallers Absolute Terror Field, ben recensiti su queste pagine qualche tempo fa; il secondo, chitarrista (ma non solo) con un passato in varie realtà seminali di estrazione hardcore della scena salentina, e recentemente intercettato nelle fila dei Cast Thy Eyes. Ok, fatte le dovute presentazioni ed esauriti i preamboli, dico subito che “From Sour Cries to Loving Eyes” è un disco dai toni neri, cattivi ed ossessivi, riuscendo a condensare in poco più di tre minuti per traccia l’essenza di un sound che abbraccia a piene mani l’hardcore moderno pur partendo da premesse tipicamente death/black. La solita solfa, direte voi. Non proprio, aggiungo io, arrogandomi il sacrosanto diritto di distinguere, qui come altrove, chi queste cose le sa fare e chi le fa tanto per farle. E gli Ingraved, è evidente, sanno quello che fanno, in grado come sono di miscelare gli ingredienti senza che venga a mancare del tutto il fattore “catchy”, né che lo stesso prenda il sopravvento in maniera fastidiosamente mielosa. Che poi, farebbe davvero strano dover accostare l’aggettivo “mieloso” alle sette tracce presenti, che partono dall’angosciante “Fall and Rebirth”, poco più che un’introduzione di assaggio, per lasciare immediatamente spazio a “Treading the Maze”, mazzate di morte cadenzate quanto basta per dipingere atmosfere a cupe tinte, con sferzate nel più puro stile East Coast. È proprio nel finale della track e nelle complesse architetture del suo riffing che emerge il passato propriamente death metal della band, cui fanno da degno contraltare la bella apertura melodica delle chitarre su “From Ashes”, la disperazione pura e le atmosfere rarefatte di “Concrete And Nails”, e i richiami ai Sepultura di “Roots” che affiorano dalle maglie moderniste della conclusiva “World On My Shoulders”. Sicuramente non si tratta della mia abituale tazza di tè, ma la formula degli Ingraved risulta sostanzialmente convincente, fatti salvi alcuni momenti di stanca tipici della miscela sonora portata avanti. Una miscela che trova il suo compimento definitivo nella dimensione live, una prospettiva che emerge sin dalla struttura delle tracce. Certo, non posso che fare un’ultima riflessione: forse le menti più illuminate della scena salentina avrebbero bisogno di focalizzarsi su un unico progetto e convogliare le loro forze su di esso… ci riusciranno mai? Ne dubito, e forse è un bene: più realtà, più ascolti, più sfaccettature di un unico monolite.
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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www.facebook.com/Ingravedband
:: Ingraved - From the Eyes of Pain - (Autoprodotto)
\"La nostra aspirazione è spaccare di brutto, e specialmente dal vivo non facciamo prigionieri...\", testualmente dalla loro bio, questi Ingraved, thrash/death metal band brindisina, al loro primo demo, propongono una poco personale, ma efficacissima, miscela di energia che si non fa gridare al capolavoro, ma i cinque sono fautori di un sound più che dignitoso.
\"From the Eyes of Pain\" nasce nel 2001 e comprende tre brani registrati non in maniera malvagia (anche se avrei curato più la voce), dove la band mette in risalto un certo stile che si rifà a quello degli anni \'80, senza ritornare però troppo indietro con la memoria ma al mio ascolto molto efficace e gradevole. Un ottimo lavoro da parte dei due chitarristi che hanno sviluppato le linee di chitarra in maniera eccellente, senza esagerazioni o inutili ghirigori.
Personalmente penso che questo lavoro non sia, male solo che non mi sarebbe dispiaciuto ascoltare qualcosa di più personale.

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Vitale Mario
Via Petrarca, 13
72018 san Michele Salentino (BR)
ITALY
:: Ingraved - Onryou - (Power-Pain-Records – 2010)
Gli Ingraved sono una band pugliese attiva sin dal 2001 e, a dieci anni dalla loro fondazione sfornano la loro terza uscita discografica(secondo full lenght) dal titolo Onryou(simbolo nipponico che richiama il ritorno sulla terra di uno spirito per vendetta).
Rispetto al disco precedente di cui era chiara la componente death/thrash metal come linea guida, col passare del tempo i nostri si sono avvicinati più ad un deathcore di notevole impatto sonoro, confermato ancor di più in sede live visto che hanno condiviso il palco con bands di notevole spessore quali Hate Eternal e Brujeria solo per citarne alcune.
Seguo la band da diverso tempo e devo dire che ormai è rodata alla perfezione con il vocalist Tony che in questo album da una prova eccellente delle sue qualità dietro al microfono(Cold Black Fingers), non si trova nessun difetto in questo album così come la produzione, che rispecchia appieno i suoni che tutti vorrebbero avere in questo genere.
Brani come Showtime For My Apocalypse oppure A Promise Broken sono una ventata di freschezza sonora che lasciano il segno e pur rimanendo cattivi ci regalano forti emozioni che difficilmente bands moderne sanno dare.
Un lavoro che sicuramente sarà apprezzato anche fuori confine e che sicuramente con una promozione ben accurata può dare molto di più e di questo sono assolutamente convinto in quanto finalmente in Italia abbiamo gruppi che possono competere alla grande e non nascondersi solo nell’underground nostrano.
Lo spirito finalmente degusta la sua vendetta…
Voto: 9/10
Antonio De Rosa

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www.myspace.com/ingravedband
www.power-pain-records.de
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