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Reviews - Il Segno Del Comando
:: Il Segno Del Comando - Il Volto Verde - (Black Widow Records - 2013)
Jennifer Egan ne “Il Tempo È Un Bastardo” scrive che 5 anni trascorsi nel mondo della musica equivalgono a 5000 passati nel mondo normale (cito a memoria). Questa verità, che sottintende quanto sia veloce e volubile il mercato musicale, ha come ogni regola le proprie eccezioni. Una di queste risponde al nome de Il Segno del Comando, una band così fuori dalle logiche del business, da essere completamente atemporale. Sono passati ben 11-12 anni dalla realizzazione di Der Golem, secondo capitolo che a sua volta è stato pubblicato dopo un lustro rispetto all’esordio omonimo, ed ecco tornare in modo silenzioso e minaccioso sugli scaffali (ormai sempre più virtuali) dei negozi la nuova creatura di Diego Banchero, padre e padrone del progetto dopo la fuoriuscita del suo ex compare nei Malombra Mercy, Il Volto Verde. Qualche sentore dell’imminente come back si era avuto quando un brano, “Lady Ligeia”, era stato incluso nell’album TRE dei Pierrot Lunaire realizzato dalla MP Records (recensito suo tempo su queste pagine), però finché non ci siamo ritrovati col cd tra le mani non ci abbiamo creduto! Ancora una volta l’autore prescelto per dar vita al concept su cui si regge l’album è Gustav Meyrink, già autore del Golem. La componente musicale dell’opera riprende da dove avevamo lasciato il gruppo, cioè da un progressive rock di stampo classico con influenze jazz e dark. Quello che appare nuovo all’ascolto è la presenza di una certa vena folk, che fa credere che l’esperienza di Diego maturata con gli Egida Aurea abbia influenzato la composizione di alcuni brani contenuti nel concept (su tutti l’opener). Se l’oscurità la fa da padrona, il vero trademark della band resta la teatralità, e non sarebbe balzana l’idea mettere in scena prima o poi il concept. Ancora una volta le liriche firmate da Banchero denotano una cura e un vocabolario che non ha pari nel nostro Paese e riescono a fondersi perfettamente con la musica, creando decadenti atmosfere di stampo mitteleuropeo. Il numero dei musicisti, tra membri effettivi e comparse è impressionante. I primi sono Maethelyiah (voce), Roberto Lucanato (chitarra), Maurizio Pustanaz (tastiere), Davide Bruzzi (chitarre), David Krieg (voce) e Fernando Cherchi (percussioni). Il ricco parterre degli ospiti è composto da Claudio Simonetti (Goblin), Gianni Leone (Balletto di Bronzo), Martin Grice (Delirium), Freddy Delirio (Death SS), Paul Nash (The Danse Society), Sophya Baccini (Sophya Baccini’s Arcadia e Presence), Vinz Acquarian (Ballo delle Castagne). Notevole è anche la copertina è firmata Danilo Capua, capace di sintetizzare al meglio i contenuti dell’opera. Un disco perfetto in ogni sua componente, che ci riconcilia con la musica nella sua forma più pura e compiuta.
Voto: 9/10
g.f.cassatella

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