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Reviews - Iced Earth
:: Iced Earth - Framing Armageddon/Something Wicked Part I - (Spv/Audioglobe)
In “Something Wicked This Way Comes” del 1998 gli Iced Earth avevano annunciate l’inizio di un duro lavoro per la creazione di una trilogia. Orbene, dopo ben 10 anni ci siamo… E rimaniamo al dir poco attoniti… Il gruppo della Georgia ci regala un album mostre per tutta una serie di motivi. Prima di tutto ci troviamo davanti a un album la cui tracks-list consta di 19 brani! Diciannove brani costruiti con una classe inarrivabile. Invece, di creare il solito concept in fretta come fanno molti gruppi, gli Iced Earth hanno prima di tutto sviluppato un “plot” (cioè un soggetto/trama) plausibile e omogeneo. Da lì sono partiti a stendere la sceneggiatura globale che è poi stata suddivisa in 19 brani. Ogni brano è stato sviluppato con rara sagacia conferendo una precisa identità e personalità. E il risultato è sotto le…orecchie…di tutti: un album capolavoro. Per assaporare “Flaming Armageddon…” vi consiglio un ascolto in totale solitudine avendo sotto gli occhi il libretto dell’opera. Perché si tratta di opera nel senso di Musica Classica… Così sarete in grado di cogliere le sfumature, i cambi di tempo e di umore e tutte le prelibatezze evidenti e nascoste. Ho provato sensazioni inarrivabili come solo “Operation: Mindcrime” dei Queensyrche riuscirono a solleticare. Grazie di cuore Jon, Tim, Brent, Troy e Dennis…

Emanuele Gentile
:: Iced Earth - Glorius Burden - (Autoprodotto)
Ho atteso tanto per poter ascoltare il nuovo nato in casa Schaffer-Iced Earth, ed alla fine eccolo qua. Glorius Burden e\' una forza.Innanzi tutto diciamo che al microfono troviamo il tanto criticato Tim Owens(sapete dove cantava prima no?se no potete anche non legger piu\')che tanto per cambiare va a sostituire uno dei cantanti piu\' potenti del mondo Metal: il grandissimo Mathew Barlow datosi ad altro lavoro. PERCHE\'???? Comunque il buon Owenn si comporta davvero bene dimostrando di avere le palle e soprattutto i polmoni per rimpiazzare un titano come Barlow. Dopo l\'inno americano a mo\' di intro si parte alla grande con Declaration Day,spettacolare canzone cou un coro fantastico moooolto vicino all\'album Dark Saga. Si continua con When the eagles cry, bellissima ballad, caratterizzata da una prestazione al microfono di un grandissimo Owen.C\'e\' da dire che il sound dei nuovi Iced e\' leggermente piu\' sul classico rispetto al passato e questo e\' anche causa del modo di cantare dell ex(per fortuna)Judas Priest, che come impostazione e\' molto meno straight di Barlow. Tutto sommato non dispiace,anche se il cantato di Stand alone o di Disciple of the lie, metteve i brividi.Il cd va avanti ed arriva The Reckoning, il primo singolo. Il brano e\' molto bello anche se ricorda troppo da vicino il vecchio materiale della band.si pone comunque in ottima posizione. Attila e forse il brano piu\' bello dell\'album, ed e\' qui che Owen tira fuori tutta la sua potenza.Da ascoltare e spaccarsi il collo,a forza di Headbanging.Ci troviamo di fronte ad un grandissimo album e canzoni come Waterloo, Red baron-blu Max, Devil to pay, e Hold at all costs, non fanno altro che rafforzare il valore di uno dei dischi dell\'anno.
Volete Heavy Metal?
Qui andate sul sicuro.Grandi Iced Earth.

IN - Fuoco Fatuo
:: Iced Earth - Ouverture of The Wicked - Spv/Audioglobe
In attesa del nuovo album previsto per settembre ed intitolato \\\"Framing Armageddon\", la band di Jon Schaffer ci regala questo corposo four-tracks per scaldarci i muscoli. Questo EP non ci dice nulla di nuovo se non che gli Iced Earth sono un\\\'implacabile macchina da guerra che divora adrenalina a mille. I brani rappresentano il tipico trademark del gruppo americano, ossia un sound fortissimo, teso, elettrico e provvisto di un mood enfatico particolarmente significativo. A ciò aggiungasi una registrazione molto fedele e dinamica... Insomma, un buon appetizer in attesa della tempesta...

Emanuele Gentile
:: Iced Earth - The Crucible Of Man (Something Wicked, Part 2) - (SPV - 2008)
Se state leggendo questa recensione, probabilmente la domanda che vi ha spinto a farlo è questa: rispetto alla prima parte, com’è questa seconda? Il confronto è inevitabile e, considerando il valore assoluto di Something Wicked, il rischio che questo secondo capitolo resti schiacciato dal peso del primo è reale. Probabilmente sarà il tempo a stabilire le giuste “distanze” tra le due parti della sega, quello che si può dire a caldo è che questo disco è meglio di quanto si possa credere. Inutile nascondersi dietro un dito: il ritorno di Barlow e la contemporanea decisone di immettere sul mercato, dopo dieci anni, la seconda parte di quello che resta uno dei best seller del gruppo americano, puzzava di mossa commerciale. Se in fin dei conti di questo si tratta, poco importa. Il gruppo sa fare il proprio dovere e sforna il miglior disco dai tempi di… Something Wicked. Ogni riappacificazione “sentimentale” ha come effetto primario la voglia di fare (non fate i maliziosi…) e questo sembra che sia accaduto in casa IE. Il ritorno del figliol prodigo (o prodigio) Matt Barlow (che voce, ragazzi!) ha risvegliato dal torpore artistico in cui versava il buon Jon Schaffer. In The Cruciale Of Man c’è tutto quello che vi aspettate dagli IC, ma a differenza delle fatiche più recenti della band, questo tutto è fatto meglio: atmosfere cupe ed epiche, cavalcate e parti cadenzate. La teatralità interpretativa di Matt Barlow non ha confronti (si metta l’anima in pace Ripper, non è colpa sua se fa ogni volta la fine dell’amante ripudiato. Ha solo avuto la sfortuna di dover sostituire “mogli” del calibro di Matt Barlow e sua maestà Rob Halford). Se questa nuova unione porterà altri risultati soddisfacenti o si rivelerà un fuoco di paglia della durata di un solo disco, non è dato sapersi. Prendiamoci ciò che di buono abbiamo ricevuto e chi vivrà… vedrà.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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