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Reviews - ICS
:: ICS - National Blasphemy - (Autoproduzione - 2014)
Gli ICS (Incineration Caustic Sleep) sono una band bergamasca formatasi nel 2008, partita come cover band per poi passare alla definitiva scelta di suonare brani propri di stampo power/speed/thrash metal sulla falsa riga di bands come Sodom, Judas Priest, Motorhead, passando anche per altre bands note come Slayer, Iron Maiden e chi più ne sa più ce ne metta.
Discograficamente gli ICS debuttano con un EP autoprodotto nel 2011 dal titolo “Season in the ass” (dal chiaro richiamo slayeriano) e solo dopo tre anni giungono alla realizzazione del cd di undici brani che andremo a recensire e che prende il titolo di “National Blasphemy”.
Facendo una prima panoramica generale, possiamo dire che l’album presenta per il 90% delle songs un’unica influenza denominata Slayer, con punte vicine al crossover thrash di DRI e soci (sia dal punto di vista musicale che da quello testuale, complice un approccio goliardico alle lyrics); dunque, già l’assenza di un minimo di originalità rappresenta personalmente uno svantaggio da un punto di vista qualitativo per “National Blasphemy”. La band comunque si difende bene, complice la buona dose di tecnica e potenza impresse in questo secondo lavoro.
“National Blasphemy” si apre con lo strumentale di cinquantasette secondi “Overrotten Anal Supremacy”, a metà tra un’intro e un brano vero e proprio, mentre già dalla seconda traccia si entra nel vivo del genere infatti la potente e ben marcata “Erection And Resurrection” è un bel concentrato di velocità e precisione con una voce che per la timbrica usata richiama molto alla mente il primo Tom Araya e Kurt Brecht, influenze ancora più marcate quando arriviamo nella parte centrale del brano, dove si possono peraltro ascoltare dei buoni spunti negli assoli di chitarra.
Risulta difficile giudicare un lavoro che suona sempre uguale, anche se fortunatamente la traccia numero nove (“Vicious fog II”) ci regala qualcosa di nuovo rispetto alle altre, con buoni spunti a partire dall’intro mentre dalla parte centrale in poi si perde un po’ nei cambi di tempo. Con le ultime due tracce, “Foolish Party” e “War, Fire, Destruction” il lavoro ritorna sulle orme degli Slayer facendo arrivare l’ascoltare un po’ “stanco” a fine disco.
Il fatto che gli ICS abbiano lasciato la scia della cover band per passare a brani proprio è un gesto da apprezzare, ma a parere di chi scrive risultano ancora un po’ acerbi perché peccano di originalità: diciamo che promuovo la band al 50% grazie anche ad una vena tecnica buona, ma consiglio di dedicarsi ad una maggiore ricerca dell’originalità per essere efficienti al 100%.
Voto: 5,5/10
Leandro Partenza


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