Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Hyena Ridens
:: Hyena Ridens - Cave Canem - (Ghost Record Label - 2014)
Nell’approccio al disco di debutto dei partenopei Hyena Ridens mi sono innanzitutto chiesto cosa potesse far presagire il classico monito posto dinanzi alla celebre casa pompeiana che dà il titolo all’album, poi sono passato a chiedermi il significato del monicker (o almeno il suo inserimento nel contesto musicale della band), poi il perché della scelta di determinati samplers per l’intro… insomma, ci stavo girando intorno! Come sempre, la cosa migliore è passare al sodo, e anche su questo versante gli Hyena Ridens, beffardi proprio come suggerisce il loro nome, fanno sudare sette camicie, perché l’opener “Cane” ci consegna una band collocata a metà tra il tipico riffing spezzato di scuola rock “italiana” (Marlene Kuntz e simili) e le vocals “emozionali” nello stile delle band del giro Dischi Del Mulo. Come è evidente, entrambe le influenze sono collocate saldamente negli anni ‘90, così come l’affinità ricorrente con gente tipo i Rage Against The Machine e un certo stile che combina metallo ed alternative, con la successiva “Cellula” osa un po’ troppo in termini di inserti di melodia nelle vocals, a tratti il punto debole della track. Basta però giungere a “Non basta il mare” e tutto cambia, il quadro si fa chiaro come dopo un’aurora particolarmente limpida: il fatto interessante è che gli Hyena Ridens riescono ad abbracciare assieme al già citato background alcuni fondamentali elementi del sound partenopeo… ovviamente parlo della frangia più vicina all’Art Rock di questa tradizione, come Osanna, Napoli Centrale e (perché no) anche i primissimi dischi di Pino Daniele, influenze che emergono non solo a livello testuale ma anche nelle linee vocali che evocano i meravigliosi paesaggi campani. Non un caso, evidentemente, poiché dalle note biografiche si legge che la band era nata originariamente come Demons Of The Rainbow (proponendo rock psichedelico con testi in inglese), e ha battuto in maniera capillare il circuito alternativo della propria città, potendo dunque acquisire le influenze più disparate direttamente dall’esperienza on the road. Degne di nota le vocals di “Suoni randagi”, con il loro richiamo a certo neofolk su un sostrato di rock tipicamente urbano, la tagliente e giovanilista “Hyena Ridens” (più Afterhours o più genuinamente punk? Devo ancora deciderlo… e non malignate, non sono influenzato dall’assonanza con “Ballate per piccole iene”!) e l’interessante episodio conclusivo “9 punti di fuga”, sorta di compendio tra le influenze della band, sia quelle più “ricercate” che quelle più irruenti. Un buon disco che ci consegna una band che guarda lontano: sicuramente da tenere d’occhio!
Voto: 8/10
Francesco Faniello

Contact
www.facebook.com/hyenaridensband
<<< indietro


   
Buffalo Grillz
"Martin Burger King"
Monnalisa
"In Principio"
Overkhaos
"Beware Of Truth"
Antonio Giorgio
"Golden Metal - The Quest For The Inner Glory"
Avatarium
"Hurricanes And Halos"
Ecnephias
"The Sad Wonder of the Sun"
Antipathic
"Autonomous Mechanical Extermination"
Aurelio Follieri
"Overnight"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild