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Reviews - Human Improvement Process
:: Human Improvement Process - Deafening Dissonant Millennium - (Memorial Records - 2013)
Primo full length, giunto dopo un paio di ep, per questa band modenese. Gli Human Improvement Process sono tra quei gruppi che interpretano il verbo dell’extreme metal con un taglio modernista all’ennesima potenza, affrontando con precisione chirurgica sia le sfuriate più vicine all’industrial metal di stampo statunitense, sia le aperture scandinave nel pieno stile del più moderno Gothenburg sound. Poco più di quaranta minuti in undici brani che esprimono ancora una volta il difficile rapporto tra uomo e macchina (che ci sia un concept dietro la tracklist di “Deafening Dissonant Millennium”? Tutto è possibile…), suonati con una perizia tecnica davvero invidiabile, un fattore comunque imprescindibile in ambiti come il math. Ottimi anche gli inserti di lead guitar, presenti sin dalla title-track e sciorinati nel corso del disco in maniera versatile e sempre funzionale ai brani. “Deafening Dissonant Millennium” passa senza soluzione di continuità dal riff stoppato di “Erase”, con interessanti aperture melodiche guidate dalle armonizzazioni di chitarra e da un cantato che abbraccia la disperazione post-core, alle azzeccate scelte melodiche nell’alternanza tra voci pulite e growl di “Empty Eyes”. Se giungiamo ad “Artificial Savior” e la formula rischia di apparire stancante, è il rischio di una proposta musicale che, nonostante le svariate aperture, risulta comunque non compromissoria. Si tratta comunque dell’anello debole del disco, poiché già con le fredde geometrie di “Architecture Of A Dying Sun”, introdotta dall’intermezzo arpeggiato di “Materioscura”, è chiaro come la band riesca meglio nei suoi intenti lì dove si fa chirurgica, glaciale, con la giusta miscela tra voci pulite, growl, arpeggi e ritmiche all’orologio. Un discorso che vale per l’ottima “The Process”, e per il resto dei brani posti in coda, che riescono a sintetizzare al meglio la direzione musicale della band, mettendone a frutto le potenzialità anche grazie ad un apporto testuale che si intinge di pessimismo; come spesso accade i brani più interessanti non sono per forza ad inizio tracklist, ma bisogna aspettare affinché affiorino. Cos’altro dire? Nel caso degli Human Improvement Process c’è sicuramente da attendersi scintille dal vivo, anche grazie ad una rodata attività in questo senso, e all’ottimo livello tecnico che emerge in questo disco (due fattori assolutamente in stretta correlazione); ultima menzione va alla copertina in stile Marvel, che nei particolari rivela elementi di pessimismo “meccanizzante” (e ti pareva!) in stile Matrix, packaging curato al millimetro, come è negli standard della Memorial Records. “Abandon all hope, for we are, we are the victims”…
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

Contact:
www.facebook.com/HumanImprovementProcess
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