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Reviews - HolyHell
:: HolyHell - Darkness Visible - The Warning EP - (Magic Circle Music - 2012)
I figliocci di Joey DeMaio si presentano all’appuntamento dell’EP apripista del nuovo album con questo “Darkness Visible - The Warning”, al solito ben prodotto e ancora meglio suonato, frutto com’è dell’egida potente e rassicurante della Magic Circle. Ad aggiungere carne al fuoco contribuiscono i due ospiti di lusso (che tuttavia risultano parte integrante della line-up) Joe Stump e John Macaluso (quest’ultimo a sostituire l’inossidabile Rhino, blasonato componente della Grande Famiglia Manowariana).
Fatte le dovute presentazioni, veniamo ai quattro brani presenti: tre gli inediti, uno l’estratto dal vivo. “Lucifer’s Warning” si apre cadenzata e solenne, e la miscela proposta prevede con una parte di gothic (ben sottolineata dalle tastiere) e una parte di power, rafforzata (neanche a dirlo) dall’apporto solistico di Stump. Si continua con il secondo estratto “Accept the darkness” (curiosamente simile proprio ad un brano degli Accept, “The Abyss”), in cui la voce della singer è multiforme e travalica le semplici barriere di genere per farsi teatrale e maligna ad un tempo, a seconda di quanto richiesto dall’atmosfera. “Haunted” è la track più cadenzata e atmosferica, ma nonostante le ottime intenzioni sembra giocare le sue carte unicamente sulla splendida voce di Maria Breon e sull’accelerazione finale che vede sugli scudi i già citati ospiti di lusso. Insomma, nulla a che vedere con i mostri sacri del doom che la track sembra voler evocare.
Siamo dunque alla versione live di “Armageddon”, tratta dall’album “HolyHell”: le primissime note della linea vocale mi avevano fatto pensare al celebre duetto di Maria con lo zio Eric su “The Phantom of the Opera” di Lloyd Webber, e tuttavia siamo qui dinanzi al brano più di impatto del lotto, che mostra la precisione esecutiva della band nonché la verve di Francisco Palomo alle tastiere.
L’impressione generale è quella di un prodotto impeccabile dal punto di vista tecnico/esecutivo, ma che difetta un po’ di quel quid che lascerebbe emergere gli HolyHell al di sopra delle altre band che propongono un genere simile. Il bello è che non assistiamo qui ad un appiattimento sulle singole coordinate, gothic o power che siano, quanto piuttosto ad una formula autoreferenziale che sembra una lezioncina ben appresa, mandata a memoria e presentata con l’ausilio di tutti i più moderni mezzi di comunicazione e produzione. Forse avrei preferito un sound più sporco e ostico, ma con almeno un elemento di rottura che sia uno, e l’assenza di ciò ha inficiato irrimediabilmente il mio giudizio. D’altronde, per relativizzare, non dimentichiamo di essere dinanzi ad un semplice EP apripista, e come sempre rimandiamo un giudizio definitivo all’uscita dell’album vero e proprio.
Voto: 6,5/10
Francesco Faniello

Contact:
www.holyhell.com
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