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Reviews - Hollow Haze
:: Hollow Haze - Countdown To Revenge - (Scarlet Records - 2013)
Sono sempre stato dell’opinione che avere un cantante di un certo livello ti permette di fare un salto di qualità; teoria che da anni sostengo e che da anni non posso negare.
L’ennesima conferma è questo nuovo e straordinario capolavoro made in Italy, e questa volta a regalarci l’emozione di essere italiani e metallari arriva da uno dei più bravi e dotati chitarristi del nostro panorama metal: Nick Savio! Per chi lo avesse dimenticato è stato per anni con gli White Skull, autore di due belle perle del metal di casa nostra come “Tales From The North” e “Public Glory”, dove il guitar hero dava prova di un gusto e una grinta eccezionale (anche in sede live).
Ora, sono trascorsi vari anni da quando il bravo chitarrista vicentino era tornato sul mercato con questa sua creatura Hollow Haze, e con bei dischi dediti a un sound hard’n’heavy, ben suonati e compositivamente validi, ma… nulla da togliere a chi aveva il posto di cantante, nessuno di loro era Fabio Lione…
Sì, oggi il cantante degli Hollow Haze è Fabio Lione, ora chi leggerà storcerà il naso in quanto chi mi conosce sa benissimo la mia devozione che ho nei suoi confronti, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare! Lione è bravo, punto.
Ora non soffermiamoci sui convenevoli, sulla bravura dei singoli, ecc, ma entriamo piuttosto nei dettagli musicali
“Countdown To Revenge” è il 5° album degli HH e segna l’inizio di una nuova era, grazie non solo alla presenza di Lione al microfono, ma anche a una nuova proposta musicale, che non si discosta di troppo dai precedenti lavori della band, ma si presenta in una chiave produttiva e compositiva più pretenziosa e dagli arrangiamenti altisonanti; è proprio sugli arrangiamenti che mi vorrei soffermare, che sono la mossa vincente per dare vita a un prodotto di questo livello, infatti, per l’occasione la band sfrutta la partecipazione di Antarktica and Wintermoon Orchestra, che dona un sound gothic.
Il disco ricalca perfettamente quello che oggi l’ascoltatore di metal melodico vorrebbe ascoltare: sound potente, compatto e linee melodiche immediate; ma con questa non voglio sminuire il tutto, che è tutt’altro che banale, grazie a composizioni articolate e mai semplici ma intricate, intrecciate, perfettamente disegnate e rese eccezionali da un lavoro ritmico potente e preciso, e soprattutto da un Savio in grande spolvero sia solistico che ritmico, che sforna soli di grande classe ricamando e sfruttando in pieno le doti canore di Lione in grande forma, tanto a suo agio nelle sonorità più gothic (l’esperienza con Kamelot avrà dato i suoi frutti). Un concept futuristico di vita quotidiana (no alieni e altre cavolate) ben narrato dal vocalist ispirato e mai banale.
A strutturare questa nuova fatica della band ci sono 10 tracce più un breve intro: sarebbe offensivo e scontato soffermarsi sulla singola traccia, in quanto sono tutte magnifiche allo stesso livello, ognuna diversa come impatto e approccio.
Da menzionare la bellissima “Still Alive”, la mia preferita, potente e distruttiva (per l’occasione è ospite Rick Altzi, singer dei Masterplan, a duettare con il nostro super Lione) e l’apri pista dell’album “No Rest For The Angels”, che dà subito idea di quello che la band ha intenzione di creare; bellissima “Life Has No Meating”, introspettiva e ipnotica, che non avrebbe sfigurato in “Promised Land” dei Queensryche… qui mi fermo perché contraddirei cosa ho detto poco fa, perché ripeto che ogni singolo brano meriterebbe di essere lodato e menzionato.
Concludo promuovendo a pieni voti questo nuovo disco degli Hollow Haze, che vanno ad abbellire la bellissima collezione che il metal di casa nostra ci ha regalato!
Voto: 10/10
Antonio Abate

Contact:
www.hollowhaze.com
:: Hollow Haze - Memories Of An Ancient Time - (Scarlet Records - 2015)
Ci eravamo lasciati due estati fa con questa magnifica band e il suo stupendo “Countdown To Revenge”, mio tormentone dell’anno, in cui la band veneta si era per l’occasione accaparrata dietro al microfono il magnifico Fabio Lione, che grazie alle sue doti canore aveva dato giustizia alle magnifiche composizione del grande Nick Savio, sempre grande autore di prove maiuscole; purtroppo gli impegni del nostro Lione nazionale non hanno reso possibile la continuazione di questo matrimonio che aveva dato risultati eccezionali, con un sound unico del suo genere che diventava vincente e irresistibile proprio grazie alla presenza vocale del rosso cantante. Ora siamo arrivati al successore dell’osannato “Countdown…”, “Memories Of An Ancient Time”! Partiamo dal presupposto che questa nuova fatica è un passo avanti di sicuro rispetto al suo predecessore, con Savio e soci che hanno qui espresso la maggiore prova compositiva della loro carriera, in quanto le tracce si dimostrano da subito fantastiche e immediate, con una produzione sensazionale che va a migliorare il tutto e soprattutto una prova maiuscola della band, con in particolare un Camillo Colleluori in grande spolvero, che spinge l’acceleratore e regala tecnica e classe dove serve (sentitelo dal vivo e forse capirete di quello che sto parlando), un Savio in grande forma, che mette sempre i suoi arrangiamenti chitarristici al servizio della bellezza del brano con il suo personale stile solistico, un giusto incrocio fra il neoclassico e l’old style. Sempre un ottimo lavoro tastieristico, dal sapore quasi nordico, che va arricchire il tutto, anche se devo dire questa volta va notato il fatto che ci sia un lavoro più chitarristico rispetto all’album precedente. Belle le melodie, che da subito si fanno apprezzare, come l’opener “Rain Of Fire Lights” una vera power track che va a strizzare un po’ l’occhio ai Rhapsody Of Fire; a quanto pare questa volta gli Hollow Haze non vogliono passare per mezze misure e si continua con la roboante “Created To Live” per passare con “An Ancient Forest” a tempi più fedeli allo standard della band, che qui dà sfogo della propria classe con l’ospite di onore Amanda Sommerville… ecco, qui vorrei arrivare al punto cruciale di questo disco: purtroppo come su detto il matrimonio tra la band e Lione è dovuto arrivare al termine per questioni di tempo da parte del cantante e per l’occasione la band, oltre alla summenzionata Amanda Sommerville e Rick Atzi già presente nel disco precedente, ha avuto come cantante principale in questa ultima fatica niente di meno che Mats Leven, ex singer di Malmsteen.
Ora vorrei trarre delle conclusioni, questo “Memories Of… è davvero un bel disco, costruito benissimo, elegante, pimpante e soprattutto bombastic, ma (chiaramente è una mia opinione) Mats Leven è purtroppo la nota stonata del disco; con questo non voglio sminuire il bravo cantante svedese, grande e preparato, ma purtroppo a mio avviso poco a suo agio su delle sonorità più adatte ai cantanti italiani, in quanto secondo me noi italiani abbiamo una marcia in più rispetto all’estero, proprio perché abbiamo il melodico nel sangue che ci rende unici! Immaginate quindi se questo piccolo gioiello avesse avuto l’opportunità di essere cantato da un italiano… ripeto e voglio sottolineare che è una mia modesta opinione! Tutto sommato, “Memories Of An Ancient Time” è un bel disco che si lascia ascoltare con piacere e senza deludere le aspettative di chi ha apprezzato il suo predecessore.
Voto: 8/10
Antonio Abate

Contact
www.hollowhaze.com
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