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Reviews - Hideweaver
:: Hideweaver - Silver Bullet - (EBM Records - 2013)
Nati dalle ceneri dei Themselves e in attività da svariati anni tra demo e varie partecipazioni a compilation del settore, gli italianissimi Hideweaver giungono oggi a ristampare il loro “Silver Bullet” del 2012 per l’etichetta EBM. Non è tanto la differenza di nazionalità tra band e label a suscitare il mio stupore – sono tante le bands nostrane che incidono per l’etichetta messicana – quanto per il genere proposto, una sorta di miscela tra le melodie aperte dell’AOR e la durezza del prog metal: dati gli standard della label latina, mi aspettavo l’ennesimo combo thrash e invece ecco qui un quintetto fortemente influenzato da mostri sacri del calibro dei Pretty Maids, che ha il suo punto di forza nella coppia di asce, ben calibrate e soprattutto autrici di una serie di assoli memorabili. A questo si aggiungano le linee vocali catchy di Nando Dessena, che qua e là riescono anche a suscitare discreta attenzione da parte dell’ascoltatore, e l’idea della proposta musicale dei romagnoli sarà chiara. L’opener “Silver bullet” si pone idealmente a metà tra un certo pomp rock di matrice ottantiana e di certo metallo robusto influenzato dal prog, con lievi richiami ai Dream Theater, mentre la seconda “Opus die” apre i confini al power teutonico, complici le scelte ritmiche della coppia di chitarre e l’assolo malmsteeniano. La scelta amplia di sicuro gli orizzonti degli Hideweaver, pur spiazzando l’ascoltatore per lo stacco così netto, che riporta materialmente l’orologio indietro di 5 anni rispetto allo stile della song precedente. I cinque risultano di sicuro meno convincenti quando pendono troppo dal lato dell’AOR, come in “The same old song” e nell’attacco un po’ ruffiano di “Wait until dark”, mostrandosi a proprio agio sulle partiture più muscolari, rappresentate da “The Scarlet Whore” (reminiscente degli Helloween anni ‘90), dall’intricato riffing di “Salvation” e dall’epicità quasi hollywoodiana di “Of Beauty And Vanity”, in cui le chitarre assumono colorazioni simili a quelle di Petrucci. Il disco scorre senza particolari intoppi, sempre sostenuto da un apporto tecnico sopra la media, e forse presenta una sovrabbondanza di parti vocali, nel senso che qualche parte strumentale in più non avrebbe guastato, tanto per mettere maggiormente in risalto l’ottima sezione chitarristica. Ascolto sicuramente consigliato agli amanti del genere…
Voto: 7/10
Francesco Faniello

Contact:
www.hideweaver.com
www.facebook.com/hideweaver
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