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Reviews - Hellvate
:: Hellvate - Dehumanized - (Autoprodotto - 2012)
È la volta dei violentissimi Hellvate, band campana con alle spalle una discreta carriera costellata di demo e di live, alcuni dei quali anche con grossi nomi della scena estrema internazionale. “Dehumanized” è il loro primo full length (si fa per dire, dato che le sei tracce presenti sono compresse in circa ventidue minuti), la cui esecuzione chirurgica che ricorda il meglio del tecno-death senza per questo scadere in suggestioni fusion o eccessivamente pendenti sul versante dei tempi spezzati. In sostanza, l’ennesima dimostrazione che si possa suonare con ottima tecnica senza per questo sconfinare su territori di crossover eccessivo. L’intro “Beyond The Cataclysm” apre le danze con le sue atmosfere cinematografiche sottolineate da un pianoforte percussivo che lascia spazio ad inquietanti orchestrazioni di violino, e sin dalla title-track è messa in evidenza la sagacia esecutiva dell’axeman Davide, la cui carica shredding in “Innocent Martirium” mi ha ricordato da vicino i baresi Necromion, autori negli anni ‘90 di un demo che aggiungeva la giusta dose di barocchismo italiano alla lezione dei Morbid Angel. È la volta di “Claustrophobic time under the pubbles”, in cui c’è spazio per colte citazioni ai Voivod e ai nostrani (e mai troppo incensati) Glacial Fear. Tutta la furia esplode su “Alive in the wood” (tratto dal demo del 1996 precedentemente recensito su queste pagine), che inizia in mid tempo per poi cambiare passo e acquisire qualcosa dei Testament più cattivi (quelli di “Demonic” e “The Gathering”), sorretta com’è dalle vocals abrasive di Tommaso. Un episodio di tutto rispetto, che ben miscela la tecnica con le suggestioni di atmosfera, e lasciando ben sperare in positive evoluzioni nel futuro degli Hellvate.
Voto: 7/10
Francesco Faniello

Contact
www.facebook.com/Hellvate
:: Hellvate - Hellvate - (Demo - 2006)
Gli Hellvate nascono nel 2002 a Benevento ma arrivano al primo demo solo nel 2006, a causa dei consueti problemi di line-up. Il demo d’esordio, dal titolo omonimo, racchiude cinque tracce di death\\black metal, che lascia buon spazio alle melodie (l’iniziale “Legend” contiene un quid di Maiden, per esempio) soprattutto per l’utilizzo di parti arpeggiate. La seconda canzone “ Under The Sign Of Full Moon”, così come “Alive In The Wood”, privilegia l’anima black della band. In “Sacred My Name” ritornano le influenze death\\thrash, mentre nella parte centrale di “Return Of Winter Night” il gruppo opta per soluzioni più lente e atmosferiche. In definitiva il gruppo mostra una buona capacità di variare di song in song, che non lascia spazio alla monotonia, come spesso accade per al altre band. Un buon demo, attendiamo i prossimi sviluppi.
Voto: 6,5/10
g.f.cassatella

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www.myspace.com/hellvate
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