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Reviews - Hellraisers
:: Hellraisers - Between Life And Hell - (Autoprodotto - 2015)
La band italiana Hellraisers introduce nell’ambito metal il nuovo promo “Between Life And Hell”, una buona fusione tra thrash metal e black metal. Il lavoro è composto da quattro brani dotati di atmosfere cupe, gelide ed oscure. L’intro del lavoro e i seguenti due pezzi, “Lost In A Black Cold Forest” e “Between Life And Hell” sono ben strutturati dal punto di vista tecnico e stilistico-musicale ma “The Dark Lord” è dotata di scarsa imponenza vocale, l’accompagnamento sovrasta molto la parte vocale. Il chitarrista riesce a creare riff molto fluidi, graffianti e laceranti mentre il bassista è fautore di ritmiche molto profonde, inquietanti e molto adeguate al contesto del promo. Il batterista forma tempi molto diretti e introduce scambi dotati di una velocità incredibile. Il cantante gestisce bene le sue capacità canore aggiungendo sfumature vocali cupe, aggressive e lugubri. Un inizio niente male.
Lara Calistri
6,5/10

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www.hellraiser.altervista.org
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:: Hellraisers - The Macabre Dance of the Keeper - (Vacula Productions - 2019)
Sembra che la Vacula Productions, label ucraina, abbia un occhio di riguardo per quanto riguarda il black metal italiano. Non è raro, infatti, imbattersi in tante black metal band del nostro Paese che negli ultimi anni hanno scelto questa attivissima label per far uscire i propri prodotti. I torinesi Hellraisers sono una fra queste band. La storia della band deduciamo sia stata un po’ travagliata dagli inizi ad oggi, perché in più di venti anni gli Hellraisers hanno collezionato solo due full e un EP, partendo dal 2004, e questo nonostante la loro data di formazione sia ufficialmente (almeno a quanto riporta il sito Metal Archives) il 1995.
Ma ora passiamo all’analisi di questo “The Macabre Dance of the Keeper”, disco che si apre con le note di synth di “Your Hypocrisy”, pezzo che poi esplode in un marasma sonoro che rasenta il caos, ma che trova delle buone aperture melodiche durante il proseguimento. Il suono, in generale, è quanto di più vicino ad un demo tape degli anni passati, anzi, di molti anni passati, e quindi l’album in generale è sempre ammantato di questo senso di “antico” che ben si sposa con la proposta vecchia scuola di questa band. Si passa a “Black Future / Immortal Hate”, pezzo veloce e intransigente, ma che anch’esso si apre a vaghi spiragli più melodici verso la metà, per poi ritornare ad un black metal davvero folle e sparato a mille. Arriviamo dunque a “Another Chance to Die”, aperta da chitarre quasi thrash metal old school, successivamente entra la batteria con delle rullate semplici ma efficaci, mentre il proseguimento della canzone è all’insegna della onnipresente velocità, ma che non arriva immediatamente, ma dopo qualche minuto. Inutile descrivere quindi le restanti tre canzoni, ovvero “Death Again”, “Beast Hunter”, “The Macabre Dance of the Keeper”, in quanto tutte e tre seguono gli stessi schemi delle tre precedenti, ovvero molta velocità, stacchi repentini, ripartenze e qualche inserto più atmosferico.
Per tirare le somme di questo album occorre farsi un po’ un esame di coscienza. Se si è abituati a belle produzioni e dischi super curati (perché ne esistono anche nel black metal, sapete?), allora state alla larga da questo album. Se invece amate le produzioni underground, una batteria programmata con suoni discutibili e canzoni che sono la quintessenza del menefreghismo “verso ciò che la gente vuole”, allora questo disco potrebbe fare al caso vostro. Non ho detto ancora se il disco mi è piaciuto o no e lo faccio ora. A me il disco è piaciuto, ma è circa trent’anni che ascolto black metal e arrivo dalle prime, scalcinate, produzioni dei primi anni Novanta, quindi non mi impressiono se c’è un po’ più di ronzio del solito nel sound di un album. Disco che valuto quindi con una larga sufficienza, ma dal futuro mi aspetto qualcosa di più.
Voto: 6,5/10
Joker

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