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Reviews - Heimdall
:: Heimdall - Aeneid - (Scarlet Records - 2013)
Son passati la bellezza di 9 anni dall’ultima fatica degli Heimdall, bellissima realtà power metal del nostro panorama nazionale.
Con gli anni ho perso di vista questa bravissima e tecnicissima band, e certo la loro vita non è stata molto facile, in quanto un susseguirsi di cantanti li ha condotti ad avere una carriera mai facile (secondo me, non trovandone mai uno all’altezza della qualità tecnica e compositiva del resto della band).
Adesso è arrivata l’era di Gandolfo Ferro per gli Heimdall: a mio parere, relativamente il migliore o forse quello che sembra il più adatto a ciò che la band ha proposto in questi anni, un bellissimo, elegante e tecnico power metal.
Concept chiaramente ispirato all’Eneide di Virgilio, questo “Aeneid” si presenta con un sound compatto, potente e diretto grazie a melodie e riff di stampo teutonico rese originali dalle qualità tecniche di questa band.
Un ottimo Ferro che si adatta fantasticamente alle tessiture di Claps e soci (in grande forma!) ci regala 12 tracce da ascoltare con grande facilità, specie per chi come me ama queste sonorità.
Si parte con l’intro strumentale di rito per dare subito al via a “Forced By Forced” bellissimo brano da partenza bellica che si trasforma subito in inno di battaglia da far impazzire tutti gli amanti del power italiano; per passare subito a “Save You”, brano dal sapore prog quasi (nulla da togliere a Claps e soci) come se per un attimo la band strizzasse gli occhi ai Vision Divine, ma con tanto di Heimdall style; i ritmi si placano per dare spazio al mid-tempo di “Waiting For The Dawn” con un ritornello che ricorda molto gli Edguy.
Chiaramente, chi segue da sempre la band rimarrà contento dell’acquisto di questo bel disco, rendendo sempre più solida la scena metal italiana che mai come quest’anno ha dato alla luce bei dischi, proprio come questo degli Heimdall.
Ora dopo tutte le belle parole e le belle critiche vorrei fare un piccolo appunto: quello che oggi questa bravissima band propone è un ottimo lavoro, ma come al solito la band ha un brutto difetto: la voce! Che dire, Ferro non è come al solito il cantante all’altezza del resto della band; di sicuro tecnicamente non è per nulla male, ma forse nelle note alte la sua ugola non rende come dovrebbe, non dando giustizia ai bellissimi ritornelli composti dalla band: immaginate un Morby dietro al microfono!
Concludo comunque promuovendo con ottimi voti questo ritorno degli Heimdall!
Voto: 8/10
Antonio Abate

Contact:
www.heimdallband.com
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