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Reviews - Hammerfall
:: Hammerfall - (r)Evolution - (Nuclear Blast - 2014)
Storia strana quella degli HammerFall, passati nel giro di tre album da eroi della rinascita dell’heavy metal a barzelletta. Se i primi due dischi hanno riportato in auge certe sonorità ormai date per morte nel decennio precedente, dal terzo in poi gli svedesi si sono incartati, non riuscendo più a trovare il bandolo della matassa. Ingiustamente inseriti nel filone power, pian piano si sono incamminati proprio verso queste sonorità che all’inizio non facevano parte del background di Oscar Dronjak. Il risultato è stato un generale impoverimento di idee, un raffinamento del sound, che ha spiazzato chi s’era entusiasmato con le sonorità truzze e gagliarde dei primi due capitoli. Perché il bello degli HammerFall stava nella loro capacità di creare pezzi semplici e orecchiabili, tanto pane e salame (di renna), che non riuscivano a farti star fermo. Se il declino è stato evidente, comunque resta immeritata l’etichetta di joke band, una sorta di Spinal Tap in salsa scandinava, per questo mi sono approcciato a questo lavoro con una sana dose di curiosità. Non nego di aver letto qui e là dai pareri positivi, qualcuno parlava addirittura di ritorno ai vecchi splendori. Nulla di più falso! (r)Evolution ha poco da spartire con i capolavori della band, è un disco che si mantiene leggermente al di sopra della mediocrità delle ultime uscite, ma che ha veramente pochi picchi positivi. Gli HammerFall di oggi sono più power che heavy metal, sono più Grave Digger che Warlord, sono più tedeschi che americani. A queste condizioni è chiaro che parlare di ritorno alle origini è da escludere. La stessa iniziale “Hector’s Hymn” riesce per solo pochi secondi a nascondere questa pecca, il trucco è subito svelato. Bisogna attendere la quarta, “Live Life Loud”, per iniziare a sperare in un cambiamento di marcia, ma anche qui il gioco dura poco, “Ex Inferis” riporta tutto su coordinate più banali. Qui e là qualche boccata d’aria l’abbiamo anche presa, con “Origins” e “Tainted Metal”, ma veramente poca cosa. Scordatevi il passato, ancora una volta sembra un capitolo chiuso, il che è anche legittimo, ognuno percorre le strade che vuole. Però è anche legittimo che un fan possa non approvare certe scelte, e dirottare su Enforcer e Cauldron, entità ancora grezze, bifolche e genuine!
Voto: 5/10
g.f.cassatella

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:: Hammerfall - Flight of the Warrior - (Cd single - Nuclear Blast – 2008)
Nuovo singolo per gli Hammerfall che dovrebbero uscire con il loro nuovo album ‘’No sacrifice, No Victory’’ per febbraio 2009, e lo anticipa questo nuovo singolo ‘’ Flight of the Warrior’’. Il ritmo classico martellante degli Hammerfall c’è, con l’ottimo Cans che dimostra di avere ancora la voce al suo massimo splendore, il problema è che forse è troppo ‘’classica’’ per loro. Ben orecchiabile, per carità, anche se a farla piacere a mio avviso ci vogliono almeno 3 o 4 ascolti, ma sinceramente siamo abituati a molto meglio da parte loro. Curiosità per l’album, e per il tour che toccherà l’Italia a marzo, ma giudicando questo singolo sinceramente mi voglio aspettare di più.
Sempre grandi, sempre forti, ma un tocco di originalità ci vuole….pronto ad essere smentito!!!
Voto:6/10
Christian

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www.hammerfall.net
:: Hammerfall - No Sacrifice, No Victory - (Nuclear Blast – 2009)
Finalmente sta per tornare un album targato Hammerfall. Dopo l’uscità dell’album interamente di cover heavy-metal ,“The Masterpieces”, tornano in studio per registrare un album molto bello. Un misto di ritmi heavy-metal classici degli Hammerfall, ma per nulla scontati. Infatti le canzoni sono molto più catchy, con un facile ascolto già dalla prima volta e ritornelli potenti e sentiti.
Inizio potente con “Any Means Necessary”, la chitarra che da il massimo di se scandendo il ritmo all’incalzante musicalità di questo pezzo. Già alla seconda traccia si sale di livello: “Life is Now”. Inizia con molta tranquillità, con la chitarra che suona senza distorsione il riff che caratterizza la traccia, con un esplosione improvvisa marcando lo stesso con più ritmo e rabbia. Il pezzo poi continua con giri molto piacevoli ed orecchiabili per poi concludere di nuovo in tranquillità gli ultimi secondi per poi ripartire con la carica di “ Punish and Enslave”. “Legion “ invece è un pezzo che tira fuori il vecchio animo rabbioso degli Hammerfall, un inizio molto cupo e psichedelico per poi sfogare in un ritmo vertiginoso e coinvolgente. Poi tutto si rabbuia, l’atmosfera eclesiastica a causa del suono della tastiera con effetto organo rendono tutto molto tenebroso per quella che secondo me è una tra le tracce più belle in assoluto degli Hammerfall, la splendida ballata “Between two Worlds” cantata e suonata con un tale sentimento e passione mai riscontrata in questo gruppo. Dopo questa traccia arriva “Hellowed by Night” un pezzo quasi stile “nuovi-Edguy”, una sottospecie di heavy metal/hard-rock molto bello da ascoltare. Ancora più bello da ascoltare invece è il pezzo totalmente strumentale “Something for the Ages” caratterizzato da un riff avvolgente ed un ritmo serrato ed incalzante, una gemma all’interno dell’album. Arriviamo poi alla title-track, “No Sacrifice, No Victory”, probabilmente il meno bello, tenendo conto che comunque non è affatto brutta, ma visto l’ottimo livello delle canzoni questa a mio avviso deficita un po’ di carisma. “Bring the Hammer Down” a differenza delle altre tracce inizia con un bel assolo di batteria che introduce questo bel pezzo, anche questo di buon livello. Con la decima traccia, la penultima, sentiamo la vena power degli Hammerfall far capolino, e con l’ultima invece la vena rock con la cover della celebre “My Sharona”. In generale un bel ritorno per quello che è uno dei gruppi cardine dell’heavy metal mondiale.
Voto:7/10
Christian

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