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Reviews - Haemophagus
:: Haemophagus - Atrocious - (Iconoclast Records - 2014)
Devo dire che questo disco degli Haemophagus capita come il cacio sui maccheroni. Sarà perché è un periodo che sto in fissa con i primordi del death tecnico ed articolato, quelli in cui il genere manteneva inalterato il suo marciume, e sarà perché ho volentieri rispolverato “Thresholds” dei Nocturnus, in repeat per lungo tempo in macchina, ma la presenza del vinile di “Atrocious” sul mio piatto è la classica dimostrazione che nulla avviene per caso. Certo, al combo di origine siciliana manca la stessa sacralità degli americani il cui leader, Mike Browning, era stato il cuore pulsante dei primi Morbid Angel, ma gli Haemophagus hanno dalla loro una miscela esplosiva che pesca a piene mani dal crossover thrash, inesauribile fonte di quei breaks che hanno la duplice funzione di rendere vari e fruibili i loro pezzi e di aggiungere azzeccati tecnicismi dal sapore più stagionato rispetto alla classica seriosità del death metal senza compromessi. Che gli Haemophagus fossero una band fuori dal comune l’avevo già notato in occasione di una loro esibizione live all’Into The Void Fest, in cui la band ha marchiato a fuoco il palco con il proprio thrash/death e soprattutto con l’ottima tecnica chitarristica dimostrata dai due axemen. Ora, il quartetto torna sulle scene in grande stile con quello che è il secondo full-length, tredici pezzi di argomento truculento nel pieno stile del genere, senza trascurare una buona dose di ironia… che non fa mai male, soprattutto di questi tempi! Ne sono esempio titoli come “Chocked On A Cadaver’s Dick”, o “The Honourable Society Of Black Sperm”, ma anche l’opener “Partying At The Grave”, la cui violenza brutale memore dei primi Celtic Frost è subito doppiata da un break tipicamente thrashcore abbellito da uno degli ottimi assoli di cui è disseminato “Atrocious”. Notevole anche la title-track, con i suoi riff circolari e la sua sagace intro settantiana, cui fanno seguito il grande incedere thrashy di “Dismal Apparition”, che non sfigura affatto su un impianto propriamente death ‘80/’90. Come dicevamo, sono gli assoli uno dei perni degli Haemophagus, ed ecco Giorgio e Gioele giganteggiare su “Ice Cold Prey” e soprattutto su “Naked In The Snow”, caratterizzata da uno di quegli incipit doom/death di cui non è esente il disco… ne sono esempio anche l’oscura “From The Sunken Citadel…”, di ambientazione simil-lovecraftiana, e “Surgeon Of Immortality”, in cui i momenti lisergici sono subito ravvivati dall’intensa vena melodica dei solos, in un connubio molto originale. Cosa dirvi di più? Se volete ascoltare un po’ di musica “vera”, fatevi sotto senza indugi!
Voto: 8,5/10
Francesco Faniello

Contact
www.facebook.com/Haemophagus
haemophagus.bandcamp.com
www.iconoclastrecords.org
:: Haemophagus - Into The Mortuary - (Autoprodotto)
Un death dalle tinte oscure e conturbanti, a tratti grind. Dopo l’intro sereno si scatena la tempesta con “Waiting For Your Funeral” e la granitica “Spinal Deviation”. Quest’ultima presenta un bridge ossessivo verso la fine del brano, dove risulta impossibile non lasciarsi trasportare. La cadenzata titletrack presenta una melodia oscura a tratti misteriosa, frammista a riff precisi e diretti. Le tinte più…vivaci, si possono ascoltare nella quinta “Psychotic Stranglation”, con partiture veloci e accordi taglienti. L’ultima “Osculum Obscenum” è una cover degli Hypocrisy, che non aggiunge elementi essenziali al disco, che scivola via piacevolmente, data una serie di spunti interessanti nei brani descritti. Gli arrangiamenti sono buoni e la band è affiatata: continuate così!

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