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Reviews - Hackneyed
:: Hackneyed - Burn After Reaping - (Nuclear Blast – 2009)
Lo scorso anno avevo accolto con entusiasmo l’esordio dei giovanissimi (età media intorno ai 16 anni) tedeschi Hackneyed. Il loro death metal classico di stampo Morbid Angel mi aveva convinto non poco. Certo, la giovane età mi aveva fatto concludere la recensione con il dubbio che potesse essere stato solo un colpo fortunato, e che qundi necessitava di una conferma. A quasi 365 giorni di distanza l’interrogativo sembra avere un esito negativo. Fermo restando le grandi doti tecniche, i ragazzini hanno puntato su scelte stilistiche che non approvo in toto: se da un lato c’è un approccio maggiormente brutal oriented, dall’altro è aumentata la componete melodica di matrice swedish. In buona sostanza l’album suona più vicino agli stilemi stilistici dei nostri giorni e meno orientato alla gloriosa tradizione death anni 90. Il rischio grosso è quello di vedere relegati gli Hackneyed al ruolo di comprimari della scena europea e, considerando le ottime premesse dello scorso anno, sarebbe un peccato. Anche perché pezzi che fanno capire come il gruppo possa essere fenomenale quando non cede alle lusinghe delle mode ce ne sono anche in Burn After Reaping, uno su tutti è “March Of The Worms”. Il prossimo album, il terzo, come dicono quelli che ne capiscono sarà quello della definitiva consacrazione o dell’approdo ai lidi della mediocrità. Non ci resta che aspettare, magari mettendo sul piatto dello stereo il precedente Death Prevails.
Voto: 6/10
g.f.cassatella

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Hackneyed - Burn After Reaping (Metal Mind - 2015)

Con la ristampa dell’esordio Death Prevails, la Metal Mind ripropone anche il ritorno sulle scende dei ragazzini terribili datato 2009. Chi come me era rimasto sorpreso dal primo, aspettava al varco il ritorno degli Hackneyed, per vedere cosa sarebbero stati capaci di fare. Inutile perdersi in giri di parole, Burn After Reaping fu una delusione! Non so se il risultato deludente sia stato figlio della fretta o delle pressioni dell’etichetta, ma fatto sta che quella magia creata in DP, che mescolava alla grande death classico e moderno, dopo un anno era sparita. I giovanotti puntarono sul moderno, pigiando il bottoni del death metal melodico di stampo swedisch. Così come è capitato per la ristampa del primo disco, anche per questo il mio giudizio non è cambiato negli anni: BAR rimane un disco scialbo, con pochi momenti felici, come “March Of The Worms”, capace di spezzare le gambe a una carriera promettente. Di lì in poi sono usciti Carnival Cadavre (2011) e Inhabitants of Carcosa (2015), che non hanno suscitato particolari clamori tra gli addetti ai lavori e i fan. Al momento gli Hackneyed restano una promessa non mantenuta, ed il tempo a loro disposizione per cambiare questo giudizio diventa sempre meno.
Voto: 6/10
g.f.cassatella

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:: Hackneyed - Death Prevails - (Nuclear Blast – 2008)
La storia della musica è piena zeppa di bambini prodigio, basti pensare a Mozart o a Pupo (almeno a giudicare dal nome…). Quindi perché meravigliarsi se anche nel metal di tanto in tanto ne spunta fuori qualcuno? Il primo nome che mi viene in mente sono i Death Angel (all’epoca del esordio probabilmente non sapevano neanche cosa fosse un rasoio…) Gli Hackneyed sono tedeschi d’origine e hanno un’età media molto bassa (16 anni, il batterista è addirittura un quattordicenne). Hanno delle abilità tecniche fuori dal comune e suonano un death metal vecchia scuola. Quindi non sono una sorta di Gazzosa (il gruppo, non la bibita in salsa metal). Se vi aspettate la solita solfa death melodico o metal core diluita in barili di acqua e zucchero (questa volta sì che mi riferisco alla gazzosa come bibita) vi sbagliate. Gli otto pezzi presenti in questo debutto sono quanto meglio mi sia capitato d’ascoltare in questo primo scorcio di 2008: tecnica e violenza si sposano a pennello nelle composizioni, che pur rimandando ai mostri sacri del genere, in primis Morbid Angel e Suffocation, contengono al proprio interno alcuni germi d’innovazione. Le novità stilistiche sono quasi impercettibili, ma rendono il sound della band fresco senza che i più tradizionalisti tra gli ascoltatori possano storcere il naso. Che questo debutto sia figlio del caso o siamo di fronte alla nascita dei prossimi padroni della scena death metal del futuro è presto da stabilire (a quell’età gli ormoni combinano tanti scherzi, magari spuntano un po’ di peli qua e là e cambiano pure voce). Quindi godiamoci il presente. Godiamoci Death Prevails.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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Hackneyed - Death Prevails (Metal Mind - 2015)

Quando ti ritrovi a recensire nuovamente un album perché questo è stato ristampato, capisci che qualche anno sul groppone ce l’hai. E se il mio orologio biologico ha continuato a ticchettare in questo lasso di tempo, non da meno è stato quello degli Hackneyed, ex bambini prodigio del metal. All’epoca della prima stampa di questo disco, il sottoscritto prese una mezza cotta per i giovinetti. Forse per un recondito desiderio di paternità, recensii incensando l’opera prima di quegli imberbi metallari. Credo di essere stato tra i primi anche ad averli intervistati nel nostro Paese. A quasi otto anni di distanza dal mio precedente articolo, devo ammettere che il giudizio non è cambiato molto: Death Prevails era ed è un grande disco, capace di bilanciare death classico e deathcore. Gli autori forse hanno dato il meglio di sé in questo esordio, forse proprio per la mancanza di aspettative e per l’assenza del fardello delle responsabilità derivante dal dover a tutti i costi fare un lavoro da adulti. Ma sfido chiunque ad ascoltare DP ed indovinare di trovarsi innanzi a una band senza esperienza! Vi consiglio di acquistare questa ristampa della Metal ùMind, sicuramente una delle migliori uscite per la casa polacca in questi ultimi mesi!
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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