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Reviews - Griffen
:: Griffen - Griffen - (Autoprodotto – 2007)
Qualcuno di voi ricorda i Torch, band svedese che negli anni ottanta sfornò quattro ottimi album ispirati dalle NWOBHM e da artisti del calibro di Ozzy Osbourne, Alice Cooper e Accept? Due membri su quattro di quella storica formazione, Tomi Peltonen (chitarra) e Kristian Huotari (batteria), si sono ritrovati per dar vita a questo nuovo progetto denominato Griffen. L’album contiene solo quattro canzoni, quindi esprimere un giudizio definitivo è cosa rischiosa, essendo il materiale a nostra disposizione pochino. Il sound della band, come era facile da aspettarsi, si rifà agli anni ottanta, soprattutto quello di scuola americana. Le chitarre, ruvide e stradaiole, vengono accompagnate dai tipici cori che più d’un ventennio fa spopolavano oltreoceano. Nell’iniziale “Mystery” non mancano richiami all’hard rock di scuola Deep Purple. Un gradito ritorno con un lavoro di transizione. Aspettiamo le prossime mosse della band.
Voto: 6/10
g.f.cassatella

Contact
www.myspace.com/griffentheband
:: Griffen - Linked In Eternity - (Autoprodotto – 2008)
Tornano a distanza di pochissimo tempo , il loro demo precedente è datato 2007, gli ex Torch Tomi Peltonen (chitarra) e Kristian Huotari (batteria). Se nel promo precedente le canzoni erano quattro, con questo secondo capitolo si è giunti a cinque brani. La domanda che nasce spontanea è questa: ma non era meglio aspettare un annetto e produrre un cd solo con nove pezzi? Siamo di fronte ad artisti scafati e non a giovani metaller con l’assillo di dover produrre qualcosa. Comunque questo LIE è sicuramente un passo avanti rispetto all’omonimo predecessore. Esempio lampante di questo miglioramento è la title track posta in apertura, che pur confermando quella predilezione per i suoni americani che caratterizzava il primo lavoro della band, dimostra una maggiore varietà e soprattutto un songwriting più maturo. La seguente “Sacred Fire” ha un vago sapore maideniano, mentre con la successiva “Falling Inside” si torna sull’altra sponda dell’oceano. Particolare è “Hydra”, pezzo che si distacca dai canoni della band e che ricorda i Queensyche. Chiude “Life Is On The Way”, tipico brano in stile Griffen. Nota di merito va al cantante Söderberg, la sua voce è chiara, potente e pulita. Alla band va l’encomio per la propria caparbietà di cercare un sound che sia in bilico tra quello anni 80 dei Torch e quello dei giorni nostri. Ora aspettiamo un album un po’ più sostanzioso…
Voto: 7/10
g.f.cassatella

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www.myspace.com/griffentheband
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