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Reviews - Gramlines
:: Gramlines - Coyote - (Go Down Records - 2014)
Gramlina è una diciassettenne che per quasi tutta la sua vita è stata seduta alla scrivania a studiare, in casa ad aiutare la famiglia o al massimo nella ferramenta del padre nel retrobottega. Ma finalmente a maggio ha compiuto diciotto anni e ha deciso di mollare tutto e tutti, di farsi vedere in giro, trovarsi un ragazzo, fare l’amore, incontrare delle amiche e mettersi in gioco, ma soprattutto potrà ardentemente parlare con qualcuno.
La incontri una sera al bar. È tutta agghindata, armata e decisa a fare di sé finalmente una donna. La noti subito da lontano perché in un eccesso di maniacalità ha così tanti dettagli su di sé che sembra un manichino in un centro commerciale. Fermagli, bracciali, nastri colorati sono le sue armi.
Ma vinto il timore del primo sguardo, ti avvicini e cominci a parlare e lei, che non aspettava altro da anni e anni, non la smette più. Dice quattro cose di numero, quattro, ma sono lunghe, confuse, e piene di dettagli poco funzionali alla conversazione. Sono così tanti gli argomenti di cui vuole parlarti che non riesci a ricordare niente in particolare. E non puoi nemmeno guardarle le forme perché dopotutto non si espone mai veramente. Vorrebbe ma non ce la fa. La voglia di portarla via ti passa e alla fine si alza se ne va. E tu, che non farai niente per fermarla, sei lì senza parole e con la birra semi vuota, cerchi di ricordare qualcosa di quello che ha detto o fatto, ma non ricordi nulla, proprio nulla. E così ancora una volta torni a casa arreso e triste perché non hai trovato quella che cercavi.
Ecco come mi sento.
Coyote, titolo del nuovo lavoro dei Gramlines è esattamente così: tante cose e niente di preciso. Il primo ascolto ti lascia pensieroso e confuso, esci a fare la spesa e l’unica cosa che riesci a tenere in mente lungo la strada è il ritornello della prima traccia “The Thrill of a Breakdown”, oltretutto pezzo migliore del disco. Ma quando torni a casa e rimetti play ti rendi inequivocabilmente conto dei grossi limiti di questa band.
Il troppo pieno sembra essere il difettoso mantra del lavoro, troppi suoni, troppe parti, troppi generi a cui ispirarsi, troppo charleston e troppe imprecisioni fra basso e batteria che sono il punto debole della formazione.
La commistione fra i vari generi crea una pasta discutibile, e non giudico le scelte stilistiche, ma funzionali al brano. E benché si mostrino in grado di esplorare l’ambient rock da vari punti di vista non sono in grado di metterli insieme per farne una canzone. Io personalmente ho preferito le parti lente, gli ambienti psichedelici che suonano discreti, ma timidamente bene.
I continui cambi, le parti e le sovrastrutture di ogni singola canzone rendono l’ascolto faticoso e assimilazione lenta. Pur essendo un disco facile con delle melodie carine, purtroppo si perde nell’evanescenza della memoria che non riesce a tenere tutto a mente.
Voto: 5/10
Flb

Contact
www.gramlines.com
www.godownrecords.com
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