Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Graal
:: Graal - Legends Never Die - (BloodRocck Records\\Black Widow – 2011)
Ho avuto la fortuna di seguire la carriera discografica dei romani Graal sin dai primissimi passi. Oggi, alla luce di quanto ascoltato nel terzo album del combo, Legends Never Die, posso affermare che c’è stato un netto incremento della qualità globale. Parlo di qualità globale perché gli evidenti miglioramenti non si limitano ai semplici contenuti compositivi, ma ricoprono altri aspetti come la produzione e il packing (digipagk curatissimo con booklet di 10 pagine). L’influenza maggiore restano i Deep Purple (“Maybe Tomorrow, Maybe One Day” fa il verso a “Perfect Stranger”), ma come sempre i capitolini ci inseriscono sane dosi di folk, funky e prog. Includerei tra le influenze anche Warhorse, Quatermass, Uriah Heep e tutte quelle band di hard rock in cui le tastiere ricoprono un ruolo predominante. Il lato folk è rappresentato da gruppi quali Thin Lizzy o Traffic. I Graal di oggi mi ricordano due tra la band hard rock degli anni 90 che mi hanno entusiasmato: Ten (soprattutto quelli di Spellbound) e gli Hard Rain del duo Catley-Clarkin (già nei Magnum). Il riproporre un genere datato di per sé comporta un’inevitabile sensazione di già sentito, è però vero che c’è modo e modo di farlo. I Graal lo fanno coniugando classe ed entusiasmo. Il risultato è un disco che è una delle migliori uscite di questo 2011, capace di restituirci delle sonorità da molti stoltamente date per morte, perché si sa la leggende non muoiono mai!
Voto: 8/10
g.f.cassatella

Contact
www.myspace.com/graalmusic
www.bloodrockrecords.com
www.myspace/bloodrockrecords.com
:: Graal - Realm Of Fantasy - (Autoprodotto - 2004)
I Graal sono una band attiva dal 2003, e con Realm Of Fantasy arrivano al debutto autoprodotto. I pezzi contenuti nell’album sono brani di puro hard rock anni 70. L’influenza maggiore sono i Deep Purple più epici, o, se vogliamo, i Rainbow meno commerciali. Altra influenza di spessore è rappresentata dai Rush, non mancano spruzzatine di dark rock alla Black Sabbath e di folk rock. Il gruppo appare preparato tecnicamente e su tutti svetta la voce di Andrea Ciccomartino, potente e versatile, come poche nel panorama italiano. I brani che mi hanno colpito maggiormente sono: “The Crown”, che sa essere epica ed oscura nel breve lasso di cinque minuti, la delicata “Born To Go” e la sabbatthiana “Spiders”. Il mio pezzo preferito, però, rimane “Still Of The Night” con i suoi repentini cambi d’umore e stati d’animo. Un disco d’altri tempi, che dimostra che la buona musica sopravvive alle mode. Per i collezionisti è disponibile la versione limitata in vinile (solo 200 copie) contente anche due adesivi.

Voto: 7/10

g.f.cassatella

Contact
http://www.myspace.com/graalmusic
www.bloodrockrecords.com
www.myspace/bloodrockrecords.com
:: Graal - Tales Untold - (BloodRock Records - 2007)
Tornano dopo due anni di silenzio i romani Graal e lo fanno con Tales Untold, che rappresenta non solo l’esordio del quintetto nel rooster BloodRock Records, ma addirittura la prima uscita per questa etichetta. Se l’esordio autoprodotto \"Realm Of Fantasy\" mi aveva particolarmente colpito, questo secondo album non fa che confermare quanto di buono pensassi di questa band. La ricetta non è cambiata: sano hard rock di scuola Deep Purple, con venature prog. L’influenza del gruppo che fu di Blackmore si sente soprattutto per il gran lavoro alle tastiere di Danilo Petrelli. Ma non basta questa semplice definizione per liquidare la pratica Graal, infatti non possono non essere citati i Jethro Tull e i Traffic. Soprattutto la band di Steve Winwood fa capolino, qua e là, in quei casi in cui il gruppo si lascia andare a momenti di folk rock, come in “Fairyland” e “Tales Untold”, ma soprattutto “Knife Edge”. Meno marcata appare l’influenza dei Black Sabbath, rispetto all’album d’esordio. Il rock progressivo non manca, “Misty Morning”e “Two In A World” possono ricordare i Rush o i gruppi della scuola americana, Kansas su tutti. “After” è un brano di sano e robusto hard rock alla Uriah Heep, “Silver Wings” è una vera e propria cavalcata. “Last Day”, nei suoi otto minuti e passa, è il pezzo che racchiude meglio i diversi aspetti dell’album. Probabilmente, il pezzo migliore del lotto. Un grande ritorno quello dei Graal, da avere assolutamente!
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

www.myspace.com/graalmusic
www.bloodrockrecords.com
www.myspace/bloodrockrecords.com
<<< indietro


   
Gravesite
"Neverending Trail Of Skulls"
Accept
"The Rise Of Chaos"
Thunder Godzilla
"Thunder Godzilla"
Circus Nebula
"Circus Nebula"
Buffalo Grillz
"Martin Burger King"
Monnalisa
"In Principio"
Overkhaos
"Beware Of Truth"
Antonio Giorgio
"Golden Metal - The Quest For The Inner Glory"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild