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Reviews - Gotthard
:: Gotthard - Firebirth - (Nuclear Blast - 2012)
Quando muore uno dei tuoi idoli musicali è una catastrofe, e di miei idoli ultimamente ne sono morti tanti: Dio, Gary Moore, Jon Lord… per finire con uno dei miei ispiratori, Steve Lee! Morte molto accidentale e catastrofica e grande perdita per il mondo musicale mondiale, sicuramente una delle migliori voci dell’ultimo ventennio.
Da subito la band ha deciso di continuare in suo onore, la posta in gioco era troppo alta e sicuramente non piaceva a nessuno che i Gotthard, la migliore band hard rock post anni ‘80 che ci sia sul pianeta, finisse la sua carriera; certo, sostituire Lee non sarebbe stato facile, prima di tutto grande uomo ma soprattutto grande frontman e voce da brivido.
Subito bandi per audizioni, ecc… ( non nascondo che anche io stesso ho sognato quel posto), e alla fine dopo due anni si è reso noto il nome del sostituto: Nic Maeder; sicuramente scelta molto poco rischiosa, in quanto il vocalist svizzero ha praticamente la stessa “voce” e la stesso approccio del mitico Lee. Scelta giusta o sbagliata? Boh! Io non saprei giudicare, perché sostituire il cantante svizzero è un po’ come sostituire Jon Bon Jovi. Chiaramente Maeder da disco è all’altezza vedremo in sede live come terrà la scena.
Ma entriamo nel cuore di “Firebirth”, il nuovo disco della band svizzera, il primo senza Steve Lee; ultimante Leoni e soci avevano sperimentato dimenticando un po’ le origini che li avevano portati al successo mondiale, ma in questo nuovo album come la fenice rinasce dalle proprie ceneri eccoli rinascere e quasi ritornare alle composizioni a me tanto care dei primissimi album, risposando per la mia felicità sonorità che li avevano resi famosi e che li avevano caratterizzati, suoni tanto cari a band mitologiche come i Whitesnake.
Un ottimo set di 13 bellissime canzoni di puro sano hard’n’heavy che fanno felici i fan più nostalgici come me, suonate sempre con grande classe e con grande finezza e accompagnate da una produzione da sballo che rende l’ascolto a dir poco fantastico, e da un ottimo Maeder, eccezionale vocalist da una marcia in più che cerca di non far rimpiangere il suo mitico predecessore. Bellissima la prima traccia “Starlight”, un brano che ricorda il buon caro “G”; si passa poi alla stupenda ballad “Remember It’s Me”, tra l’altro primo singolo di questo nuovo album: ancora una volta i vecchi leoni svizzeri ci regalano un’elegante ballata dove Maeder fa vedere le sue doti; arriviamo a “Yippie Aye Yay” bellissimo e scanzonato brano che ricorda la mitica “Mighty Quinn”.
Che dire.. in conclusione “Firebirth” è un ottimo disco, il migliore dai tempi di “Lipservice” e sono contento, anche se si tratta sicuramente di una mossa per non rischiare, del ritorno a queste sonorità più classiche che li avevano portati al successo. Concludo dicendo: bentornati Gotthard!
Voto: 8/10
Antonio Abate

Contact:
www.gotthard.com
:: Gotthard - Lipservice - (Nuclear Blast/Audioglobe - 2005)
Forse è il sempre più imminente avvicinarsi dell’estate, ma in questo periodo quando ricevo un cd di hard rock sono sempre propenso a recensirlo bene. Lipservice è ormai l’ottavo cd ufficiale, esclusi best of, della band Svizzera che anche se non ha classe da vendere il suo mestiere lo sa fare molto, ma molto bene. Si parte subito con un trittico di canzoni da paura, “All we are” è semplice e diretta, la successiva “Dream on” ha un coro che ti si stampa nella cervice e che a stento riesci a scordare, ed infine “Lift U up” ha un tempo di batteria a dir poco geniale nella sua semplicità e che trasforma un brano senza molte pretese nel migliore in assoluto dell’intero cd. Si prosegue con la splendida ballad “Every thing I want”, potrei citarvi i nomi di tutti i brani, ma sarebbe superfluo perchè il livello è talmente alto che non ha senso citarli tutti, forse l’altro brano che si erge sui restanti è l’altra ballad “I’ve seen angel cry” dove le tastiere fanno un lavoro grandioso rendendo il brano più arioso. In definitiva io ve lo consiglio vivamente, sopratutto se già conoscete i Gotthard. Se poi amate l’hard rock non potete di sicuro perdere questo Lipservice, adesso se mi permettete prendo il mio spider apro la capotte sparo a tutto volume Lipservice e vado via vero l’infinito ed oltre!

Fabio Calandrino
:: Gotthard - Need To Believe - (Nuclear Blast – 2009)
Un autentico capolavoro quello che ci presentano i Gotthard. Questo nuovo album, Need To Believe, sarà certamente protagonista in questi ultimi mesi di 2009 con un successo che sarà assicurato. Ormai acclamati e stimati in molte parti del mondo, tirano fuori un album assolutamente fantastico,puro hard/rock. I ritmi sono quelli dei bei tempi dei vari Bon Jovi, Scorpions e compagnia bella, pezzi incisivi con quel tocco melodico che fa si che la canzone rimanga nella nostra testa a lungo. Pezzi come “Shangri-La” e “Need to Believe” sono l’esempio lampante delle mie parole. Meno d’impatto per la mente ,ma molto di più per le orecchie invece è “Unspokens Words”, una cavalcata disarmante da ascoltare di continuo in qualsiasi frangente della giornata, preferibilmente in macchina, sia di giorno che di notte. Attenzione a non sentirla troppe volte di fila altrimenti rischiereste di finire un intero pieno di benzina senza accorgersene! Sempre la macchina o anche la camera da letto è l’ideale per ascoltare la splendida “Don’t Let Me Down”, possibilmente tra le braccia della persona amata o, meglio ancora, in mezzo alle sue gambe. Pezzo romantico e strappalacrime con alta percentuale di lacrime in caso di brutti ricordi, ma capace di unire molte coppie per la prima volta, con gli occhi chiusi stretti l’uno all’altra (vero….so troppo sdolcinato). Non da meno è “Tears To Cry” meno coinvolgente, ma certamente un buon pezzo lento. E’ invece “Right From Now” a riportarci sulla Terra con un pezzo tremendamente rock, incalzante e cattivo. Insomma, un insieme di pezzi forti e dolci per quello che secondo me può classificarsi tra i primi dieci album dell’anno.
Voto:9/10
Christian

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www.gotthard.com
www.myspace.com/gotthard
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