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Reviews - Furor Gallico
:: Furor Gallico - 390 b.c. - The Glorious Dawn - (Autoprodotto – 2009)
Anche l’Italia poco a poco sta diventando terra fertile per il folk metal (ondata che ha particolarmente colpito il nord Europa). La nuova band che si fa conoscere in questo caso proviene dal nord Italia (come anche i Folkstone), si tratta dei Furor Gallico con il loro primo demo dal titolo “390 b.c. – The Glorious Dawn”. La musicalità della band non segue la scia degli In Estremo (il termine di paragone in questo caso sono i già citati Folkstone) né invece si accosta alle musicalità semi power degli Elvenking ma piuttosto si riferisce alla musicalità derivante dall’Europa del nord (o qualsivoglia dalle influenze black metal). I brani contenuti in questo cd presentano delle liriche in bilico tra l’italiano (si sa che la nostra lingua non si sposa bene con il metal ma in questo caso non si direbbe proprio, ascoltate e capirete…) e l’inglese. I brani risultano essere scorrevoli e dalle melodie mai banali, tra cui spicca “La Caccia Morta”, ottima composizione, assolutamente la migliore delle quattro che compongono il lavoro, che con le sue melodie da effetto ipnotico si lascia ascoltare anche a ripetizione (come è capitato anche al sottoscritto) senza mai stancare. I restanti non sono da gettare, anzi anche loro colpiscono nel segno, come negare l’affascinante bellezza di “The Gods Have Returned” (che si accosta al sound dei Folkearth), l’energica “Cathubodva” e la più calma ed epica “Madhelan”. Certo che dopo aver ascoltato quattro brani si ha in mente solo un’idea senza poter stillare un giudizio completo e quindi il mio sarà solo orientativo. Devo dire che in questo caso sarà più che buono, questi ragazzi hanno del buon potenziale e soprattutto delle belle idee per il genere e spero che riescano a metterle in pratica per bene nel loro futuro perché in Italia c’è bisogno (con tutte le tradizioni che abbiamo…) di una scena folk metal florida. Avanti così ragazzi!
Voto: 7.5/10
Pax (Antonluigi Pecchia)

Contact:
www.myspace.com/furorgallico
:: Furor Gallico - Song From The Earth - (Scarlet Records - 2015)
Bentornati Furor Gallco! è stato il mio primo pensiero alla notizia dell’uscita del loro nuovo disco, che attendevo ormai da circa 4 anni, e che, anche se non ne avevo dubbi, non mi ha deluso per niente. Posso dire infatti che i nostri cari Galli da Monza son tornati in grande stile, sfornando un eccellente lavoro di composizione, armonia, melodia e cattiveria al tempo stesso. Il sound proposto in Song From The Earth è complesso e molto vario, essendo un agglomerato di influenze che partono dal folk metal (nota caratteristica della band), passano dal death e black metal, e arrivano a sfiorare quasi il celtic punk in Squass (sesta traccia dell’album). I Furor Gallico hanno potuto contare su preziose collaborazione in quest’ultimo lavoro, targato Scarlet Records, come Simon Papa dai Master Dea che ha prestato la sua voce in To The End, Federico Paulovich dai Destrage alla batteria, Luca Veroli dai Diabula Rasa alla cornamusa in La Notte Dei Cento Fuochi e Nemain’s Breath.
Le nove tracce di Song From The Earth si susseguono l’una dopo l’altra non annoiando, ma, al contrario, avvolgendo e coinvolgendo l’ascoltatore con quell’aria di leggenda nordica tipica dei brani dei Furor Gallico. Ottimi lavori di quest’album sono Song From The Earth, La Notte Dei Cento Fuoch”, la ballad Diluvio, e To The End. Ho sempre ammirato la scelta della band di utilizzare la lingua italiana in alcune delle loro canzoni, lingua che a mio parere non ha un’ottima resa nel growling e nello screaming a meno che non si faccia uno studio meticoloso nella composizione delle metriche delle lyrics, come appunto sembra fare Davide (cantante dei F.G.) con i propri lavori.
Volendo cercare il pelo nell’uovo, l’unica pecca di Song From The Earth è la mancanza di loudness nella registrazione, che mi risulta lievemente fiacca. Vengono molto risaltati gli strumenti folcloristici, cosa buona e giusta dato il genere proposto dai Furor Gallico, ma troppo a dispetto della potenza e dell’aggressività di suono che dovrebbe avere il background death metal. Questo però, in fin dei conti, è solo un particolare che non incide in maniera grave sull’effettiva qualità di questo lavoro della band lombarda, la quale conferma di essere tra le migliori realtà del panorama italiano.
Sono grandi questi Galli!
Voto 7,5/10
Antonio Paolillo

Contact
www.facebook.com/FurorGallicoOfficial/info
www.scarletrecords.it/
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