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Reviews - Frode Hovd’s Aldaria
:: Frode Hovd’s Aldaria - Land Of Light - (Pride & Joy - 2017)
A partire dall’esplosione planetaria di Avantasia, di progetti in stile metal opera con la presenza di tanti cantanti ne sono usciti a bizzeffe, alcuni interessanti, altri inutili e senza senso; chiaramente la qualità di Sammet e soci non è mai stata mai eguagliata neanche lontanamente, ma probabilmente è vero che lo stesso Sammet non è mai più riuscito ad eguagliare i primi due capitoli del suo Avantasia.
Volevo ricordare che questo tipo di progetti erano già in piedi negli anni ’70 e sono stati ripresi di recente dal signor Arjen Lucassen, chitarrista olandese, che negli anni ha fatto la sua fortuna sfornando Ayreon, un progetto che ha di sicuro lanciato al successo questo tipo di opere.
Allora arriviamo al dunque: Frode Hovd, chitarrista norvegese proveniente da una band power metal (Memorized Dreams), ha messo su questo Aldaria, un’altra opera con la presenza di tante voci, alla Avantasia per intenderci.
Un giusto nesso appunto tra l’Avantasia sound e gli Helloween dei Keepers per intendersi (da ricordare che lo stesso progetto Avantasia ricalcava il sound dei Keepers, specie nei primi album); tornando ad Aldaria, “Land Of Light” è un concept incentrato su un posto fantastico, appunto, Aldaria, una specie di paradiso alternativo, dove si rinasce angeli e i peccati in vita vengono cancellati senza passare per l’inferno; questo è raccontato in alcuni rotoli, ritrovati nel 1247 d.C., in una tomba sotto quella che una volta era l’antica Babilonia, e ancora oggi custoditi a Roma. Ad un certo punto avviene una specie di apocalisse, in quanto l’oscurità è riuscita ad entrare ad Aldaria, rompendo come al solito le uova nel paniere, ma ci sono gli antichi guardiani Lightbringers a proteggere il tutto… adesso non sto ad raccontare tutto, la storia sembra interessante specie chi ama il fantasy onirico e incentrato sulle storie di angeli, ecc.
Andiamo piuttosto a parlare dell’aspetto musicale di Aldaria: come già su detto, Hovd non si discosta dal classico power melodico, fatto di arrangiamenti sontuosi e cantati molto melodici, che in progetti come questi sono molto importanti. I brani si lasciano ascoltare senza difficoltà e questo è molto importante, perché in questi album spesso si rischia di eccedere a volte nelle parti strumentali, ma non è caso di Aldaria dove c’è quasi un accentramento sulla parte vocale, eseguita da volti noti e meno noti del power moderno, con alcune star come il nostro grande Fabio Lione, il magnifico Todd Michael Hall, Rick Altzi e Mathias Blad; un set di cantanti davvero di alto livello che fanno alzare l’asticella del prodotto. Non da meno i meno famosi, che riescono a dare alta qualità.
Un susseguirsi di buon metal melodico, che si lascia ascoltare; ottima la scelta dei cori nei refrain dove spesso i cantanti ospiti si cimentano, quasi a ricordare spesso un coro di angeli, senza lasciare spesso spazio ai singoli, usati quanto basta.
Ottimi anche gli ospiti nel settore strumentale, come Uli Kusch, Roland Grapow – che oltre a comparire come chitarrista ha avuto l’arduo compito di mixare l’album – fino al nostro masterpiece delle tastiere Mistheria.
Aldaria, composto e prodotto interamente da Frode Hovd è un bel disco, chiaramente dedicato esclusivamente ai fan di Avantasia e simili. Si lascia ascoltare con piacere senza difficoltà grazie anche una buona produzione, col mastering ad opera di Jacob Hansen che ha già lavorato per gente come Primal Fear e Doro. Concludo ribadendo: nulla di nuovo, ma vale la pena ascoltarlo, per la buona qualità espressa.
Voto: 8/10
Antonio Abate

Contact:
www.aldariaband.com
www.facebook.com/AldariaBand
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