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Reviews - Finister
:: Finister - Suburbs Of Mind - (Red Cat Records - 2015)
La foto promozionale tradisce immediatamente la giovane età dei componenti dei Finister, quartetto toscano che ha ottime probabilità di fare breccia nei cuori dei lettori più attenti alle sonorità dark e psichedeliche. Con Suburbs Of Mind il gruppo arriva all’esordio grazie all’intraprendenza della Red Cat Records, che si propone come alternativa a etichette, tipo la Go Down Records, che si muovono da anni in questi ambiti (basti pensare anche agli stoner-garage-proto punk Madre De Dios). “The Morning Star” apre il disco mettendo subito in chiaro quelle che saranno le linee stilistiche di tutto il lavoro: canzoni semplici e, comunque, ben strutturate, che rapiscono con il proprio incedere incalzante dal sapore lisergico. Buona la voce che si staglia sul tappeto di note messo su dalle tastiere di Orlando Cialli (per lui anche sax e cori), che donano al disco anche un vago sapore progressivo. Il fascino vintage che sprigiona la musica dei Finister è evidente nella seconda Bite The Snake, che si regge su una base beat\\garage alla Fuzztones, sua quale poi vengono costruite le digressioni elettroniche che caratterizzano il sound di questi ragazzi. “The Way (I Use To Know)”, è il pezzo più vario, con le sue svariate anime, che lo contraddistinguono come uno dei migliori del lotto. Ancora un gioiellino, “A Decadente Story”, che il fa il paio con il prezzo precedente, ricordandoci quando fatto da Buckley (figlio) negli anni 90. E tutto il disco continua con gli stessi livelli qualitativi nella seconda metà, sino alla conclusiva “Everything Goes Black” (titolo che avrebbe fatto invidia all buonanima di Peter Steely). In definitiva un lavoro che può piacere a tutti, grandi e piccini, amanti del rock e ascoltatori meno attenti.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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