Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Feed The Wolf
:: Feed The Wolf - EP May 2019 - (Autoprodotto - 2019)
Oggi voglio parlarvi di un’attivissima realtà londinese, i Feed The Wolf, fuori da maggio con questo demo di tre tracce, in probabile attesa di nuovo materiale per la realizzazione di un prodotto più consistente. Una recensione che in realtà è uno “speciale”, dato che per descrivere l’operato del quartetto non si può prescindere da quanto registrato poco prima sotto un monicker diverso – Gunshot Daisy – seguendo un discorso diacronico ed evolutivo. Sì, lo so... la prima cosa che salta agli occhi è che un nome come Gunshot Daisy ricordava da vicino i Guns N’ Roses (con le margherite al posto delle rose), ma immagino sia un caso (approfondiremo?); in ogni caso, la band è nata l’anno scorso per volontà di Marina (voce) e James (chitarra e cori), di volta in volta affiancati da diversi musicisti. Beh, se non lo sapete ci siamo occupati di Marina più volte tra le pagine virtuali di Raw & Wild: abbiamo recensito i suoi Cassilda nel 2015 e gli Oh, My Beautiful Trouble una decina d’anni orsono, e i più attenti ricorderanno come sia stata la prima cantante dei “miei” Wormhole, quindi meglio giocare a carte scoperte! Ovvio che una presenza così catalizzatrice tenda a far ruotare il sound attorno a sé, ma va osservato come i musicisti che di volta in volta si sono succeduti nel progetto abbiano creato un amalgama degno di nota, il tutto sotto l’egida del guitar work di James, muovendosi tra varie influenze. Ma andiamo con ordine: il quartetto ha rilasciato sin dal 2018 i cosiddetti “Initial Demos”, in cui era evidente come tra le crepe dell’hard blues di matrice classica (e ripreso di recente da realtà di peso come i Blues Pills) facessero capolino spesso e volentieri le sonorità a stelle e strisce di chiara fattura grunge che ricordavano l’operato dei Soundgarden; il tutto ben sintetizzato in una track come “Cracking Up”, con le doppie voci ipnotiche e con le ritmiche di basso e batteria dinamiche e articolate. I Gunshot Daisy avevano poi pubblicato un successivo lotto di tracce un po’ più avanti nello stesso anno, in cui oltre al piglio PJ Harvey / Patti Smith che domina le declamanti linee vocali di “Black Cherries” notiamo robusti innesti stoner, un elemento inusuale per la scena inglese. Giungendo ai Feed The Wolf propriamente detti, l’impressione è che la band si sia avvicinata alla quadra del proprio connubio tra elementi hard blues e qualcosa di più “oscuro”, sia esso un certo mood darkeggiante o il lo-fi di chiara matrice 60s; in questo senso, va detto come siano le chitarre a reggere il gioco, lanciandosi via via in quei torrenziali assoli che ci riportano ai gloriosi Big Brother and the Holding Company, o in arpeggi che non sfigurerebbero né in ambito dark/wave né in quello psych/garage. Chitarre pulite e “acide” in evidenza sulla sessantiana “Skin”, dunque, con drumming volutamente scarno e un evidente contrasto tra i polverosi riff propri degli anni ’70 e le suggestioni goth di “Play Dead” – anche per via di un malatissimo sintetizzatore; il terzetto è completato da “Intrusion”, scheggia di due minuti e mezzo in cui è il minimalismo garage a fare la parte del leone. Fa un po’ strano recensire una manciata di pezzi da Soundcloud, ma il tutto ha due vantaggi: togliervi immediatamente la curiosità sul sound di Feed The Wolf (e Gunshot Daisy) e sperare in un tempestivo “assemblaggio” di queste tracce in una pubblicazione ufficiale, magari in attesa di un succulento full length. Accomodatevi, dunque!
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

Contact
www.facebook.com/feedthewolfmusic
<<< indietro


   
Depraver
"Suffering in the Coffin / A Crippling Crush"
En Declin
"A Possible Human Drift Scenario"
Thy Art Is Murder
"Human Target"
Doom Rot
"Great Old Ones"
Darkenhold / Griffon
"Atra Musica"
Death Angel
"Humanicide"
Global Scum
"Odium"
Twelve Back Stones
"Becoming"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   


Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2019
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info


admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Privacy | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild