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Reviews - Exodus
:: Exodus - Blood In Blood Out - (Nuclear Blast - 2014)
Dal momento del ritorno sulle scene, coinciso con la pubblicazione di Tempo Of The Damned (2004), gli Exodus hanno inanellato una sere di album di tutto rilievo. All’alba del decimo capitolo in studio la domanda più pressante non era “come suonerà il nuovo album?”, visto che un po’ tutti sappiamo quale sia la cifra stilistica di questi thrashers, ma “quanto saprà Gary Holt districarsi nel doppi ruolo di leader degli Exodus e di chitarrista “muletto” negli Slayer?”. L’iniziale “Black 13” non chiarisce subito l’arcano, con un inizio inconsueto che lascia spazio alla voce del figliol prodigo Steve “Zetro” Souza, che si prende gli onori della ribalta senza mollarli sino alla fine. Perché l’aspetto migliore di questo Blood In Blood Out è proprio la voce gracchiante del cantante che aveva abbandonato il gruppo all’indomani dell’uscita del disco del 2004. A me Rob Dukes non dispiaceva affatto, era un orsacchiottone di ciccia che si sbatteva come pochi sul palco, però il vecchio Zetro è tutt’altra cosa! Ok, ma Holt? Holt rompe l’otre strapieno di riff e li lascia scorrere come sangue, riff in, riff out, questa è la sporca verità. Gli Slayer sono un lavoro, gratificante dal punto di vista economico, però vuoi mettere la libertà che ti da una band tutta tua? Fa nulla se ci si ritrova il sabato pomeriggio nel box di casa a macinare note, il thrash è una questione di sudore, e Holt e compagni grondano di gocce di metallo fuso. La title track è stupenda, violenta e accattivante, ma non scherza neanche la successiva “Collateral Damage”! Dopo l’ascolto di “Body Harvest”, vi ritroverete a mangiarvi le mani come gli zombie della cover, punendovi perché sapete che voi non sarete mai in grado di scrivere un pezzo del genere o la successiva “BTK”, che vede la partecipazione di Chuck Billy; e le sorprese non si fermano qui, dato che l’assolo di “Salt The Wound” è suonato proprio dal figliol prodigo Kirk Hammett, che appare così per la prima volta su un album della band che aveva contribuito a fondare prima di traghettare nei Metallica. A questo punto sarà chiaro come l’album mi sia piaciuto, e tanto. Anche la produzione è capace di far mantenere questo nuovo capitolo in bilico tra ruvidezza anni ‘80 e perfezione laccata di questi tempi, riuscendo a mettere in evidenza il gran lavoro fatto dalla band in sede di arrangiamento. La Nuclear Blast, dopo aver piazzato un gran colpo con il ritorno degli Overkill, ci da il colpo di grazia con questo BIBO. Noi ringraziamo, perché in fondo in fondo amiamo essere maltrattati dai vecchietti, sin dai tempi in cui ci rincorrevano con un bastone in mano dopo che avevamo rotto una finestra con un lacero pallone di cuoio.
Voto: 8,5/10
g.f.cassatella

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:: Exodus - Exhibit B: The Human Condition - (Nuclear Blast - 2010)
Dall’uscita di \"Bonded by Blood\" (1985), da molti considerato uno dei migliori album thrash/metal della storia, di tempo ne è passato, ma gli Exodus sembrano non accusare per niente il peso degli anni! Formata nel 1980 dai chitarristi Gary Holt e Kirk Hammett (dal 1983 lead guitarist dei Metallica) e dal batterista Tom Hunting, la band californiana celebra i suoi 30 anni di attività con la pubblicazione di un nuovo album: \"Exhibit B:The Human Condition\" (Nuclear Blast Records - 2010). Dopo le continue modifiche di line-up (sono ben 24 i musicisti che si sono alternati all’interno della band nel corso degli anni!), la formazione rimane la stessa del precedente lavoro \"The Atrocity Exhibition…Exhibit A\" (2007) con Rob Dukes (vocals), Gary Holt e Lee Altus (guitars), Jack Gibson (bass) e Tom Hunting (drums). Ma oltre alla line-up del gruppo, questi ultimi due album condividono anche lo stesso concept: la brutalità e la violenza dell’Uomo. Nei testi infatti, si parla di violenza, di crudeltà, di ignoranza, di omicidio, di genocidio, di guerra, di religione, di politica, di morte, di sangue. Più della metà delle canzoni di \"Exhibit B:The Human Condition\" hanno una durata che va oltre i sei minuti quindi, abbastanza lunghe ma mai noiose. \"The ballad of Leonard and Charles\", dai riff galoppanti e potenti e dalle parti vocali violente e rabbiose, è il primo brano dell’album ed è tutt’altro che una ballata! Il sound thrash anni ’80 è ben riconoscibile in quasi tutte le 12 tracce di cui il disco si compone, in \"Beyond the pale\" e in \"Class dismessed (A hate primer)\" in particolar modo. \"Nanking\" e \"Democide\" rallentano, con soliste e parti più melodiche, la ritmica tendenzialmente veloce che domina l’album. \"Downfall\" e \"Burn, Hollywood, burn\" invece, si distinguono per i riff di chitarra heavy/thrash e un drumming martellante ed energico. Prodotto da Andy Sneap (già Testament, Megadeth, Arch Enemy, Kreator, Machine Head, Soulfly ed altri), \"Exhibit B:The Human Condition\",tra gli album degli Exodus, si presenta come dei più intensi, aggressivi, furiosi. Con i suoi 74 minuti di pura energia, sicuramente i nostalgici del thrash/metal anni ’80 non resteranno insoddisfatti!
Voto:7,5/10
Luigi Filazzola

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:: Exodus - Shovel Headed Tour Machine (Live At Wacken And Other Atrocities) - (Nuclear Blast – 2009)
Uno dei concerti più entusiasmanti a cui ho assisto in questi ultimi due anni è sicuramente quello tenuto dagli Exodus al South Cheyenne Festival, Manduria (TA). Ricordo con piacere il magma sonoro riversato dalla band su noi poveri (e pochetti) malcapitati. Quindi ritrovarmi dopo più di un anno a recensire un album live, il terzo della carriera, mi ha riportato alla mente quella serata, anche perché l’esibizione immortalata in Shovel Headed Tour Machine risale più meno a quei giorni (certo in questo caso si parla del W:O:F:). Chiaramente la tracklist comprende brani quali “Bonded By Blood”, “A Lesson In Violence”, “Piranha” e “War Is My Shepherd”, quindi la crema della produzione della thrash band, ma quello che mi preme sottolineare è come dal vivo queste canzoni diventino ancora più micidiali e devastanti. Rob Dukes è un ottimo singer e soprattutto un animale dal palcoscenico, l’ex Angel Witch Lee Altus è un ottima spalla per Gary Holt. Gli amanti della band e del buon thrash troveranno di che sfamarsi acquistando SHTM! Purtroppo la mia disamina può soffermarsi solo sul supporto audio, il promo a mia disposizione non contiene il DVD dell’evento né tanto meno il DVD documentario che l’accompagna (è in vendita sia un cofanetto con i due DVD più cd che quello senza il supporto audio).
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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:: Exodus - The Atrocity Exhibition - Exhibit A - (Nuclear Blast/Audioglobe - 2007)
Gli Exodus sono tornati per regalarci una massiccia dose di thrash metal come dio comanda!!! Anche se i tempi di “Bonded by Blood” purtroppo sono ormai andati, i nuovi Exodus si confermano all’altezza del loro glorioso passato. Attenzione però, gli influssi modernisti sbucano qua e la, ma non danno troppo fastidio e gli Exodus riescono ancora ad entusiasmarmi parecchio. Da quando sono tornati sulle scene con “Tempo of the damned” ed il successivo “Shovel headed kill machine”, questo nuovo “The Atrocity Exhibition - Exhibit A” si candida come il migliore del lotto. La formula sonora che sta alla base di “Exhibit A” è violenza estrema, riff convulsi e spaccaossa, drumming chirurgico è devastante ad opera di un Tom Hunting assolutamente perfetto. Gary Holt (unico superstite dei bei tempi che furono, insieme al già citato Hunting) autore di assoli al fulmicotone e intrecci chitarristici con l’altra ascia della band Lee Altus (sicuramente qualcuno di voi lo ricorderà in forza agli Heathen) e una voce, quella di Rob Dukes, che sicuramente non brilla per originalità ma che riesce egregiamente a sostenere il violento thrash metal del combo statunitense. I pezzi migliori del disco sono senza dubbio l’opener “Riot Act” ed \"Iconoclasm\"vera mazzata tra i denti, mentre con “Children of a worthless god” la band americana inserisce una breve parte di cantato pulito che a mio modesto parere i nostri potevano pure risparmiarsi/ci. In conclusione che dire, …another lesson in violence!

Giuseppe (UR)
The Krushers

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:: Exodus - “The Atrocity Exhibition” - (Nuclear Blast/Audioglobe)
Eccoci al nuovo album degli Exodus… E’ un album cattivo, ombroso, brutale, scuro e per nulla capace di dare un minimo di conforto morale a noi poveri esseri umani. Il mood dell’album lo si può notare fin dalla copertina. Un angelo contorniato da teschi. Insomma, un bel viatico augurale! Mood che trova conferma nel sound. Un sound chiuso e di un brutale che non vi dico. Si sente la mano esperta di Andy Sneap… Da “Calls to Arms” alla finale “Bedlam 1-2-3” gli Exodus ci innondano con il loro devastante thrash plumbeo e opprimente. Un album buono… Certamente, non c’è da gridare al miracolo. Un album di un gruppo onesto che ha realizzato pagine importanti della storia dell’heavy e che deve fare i conti con la non-presenza di Paul “Ciccio” Balloff…

Emanuele Gentile
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