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Reviews - Exawatt
:: Exawatt - 2K2 - (Autoprodotto)
Un prog molto fuori dai canoni, quello presentato dagli Exawatt.
Sette brani, scorrevoli, con buoni arrangiamenti, molto melodici e aiutati da una buona registrazione che riesce a far gustare quasi al meglio il sound della band.
Devo essere sincero, non amo molto il genere proposto dalla band, però devo ammettere che questi cinque ragazzi ci sanno proprio fare.
Per fortuna i brani non sono confezionati nella maniera più classica, spesso la chitarra e le tastiere permettono ai brani di differenziarsi dal solito prog, per esempio la parte di poianoforte della terza traccia e veramente fuori dai classici schemi anche se subito dopo ci si va ad imbattere in un classic solo di synth che nelprog non può mai mancare.
Unica nota negativa, e comune a molta band, la voce, Luca non me ne volere ma si sente troppo che sei italiano, per carità la voce è molto bella ma la pronuncia è stata la prima cosa che mi saltata all\'orecchio.
Tuttosommato un buon lavoro, spero che il prossimo sia più personale.
Nella demo è inclusa una bellissima cover dei Rondò Veneziano, \"Odissea Veneziana\", riarrangiata in stile power-prog.

Contact
Luca Benni
Via dei gerani, 10
06019 Umbertide (PG) - Italy
www.exawatt.it
info@exawatt.it
:: Exawatt - Among Different Sight - (Musea Parallele - 2011)
Ero al quanto curioso di ascoltare questo nuovo lavoro degli Exawatt, storica prog-band nostrana. Il loro esordio discografico risale al 2006, con un bel disco di prog-metal melodico che non mi era per niente dispiaciuto. In questi anni per gli Exawatt sono cambiate un po’ di cose; la più eclatante è l’ingresso in pianta stabile di Cecilia Menghi, eccezionale vocalist, che divide il microfono con Luca Benni. Inizialmente ero spaventato da tutto questo e considerate le mode che girano oggi ho pensato: \"Santo Halford! Anche gli Exawatt hanno ceduto all\'andazzo del gothic!\" Ma spauracchio scampato! Apro il promo e mi accorgo di una cosa molto carina: il cd è un mini vinile… bello! E capisco subito il perché di questa scelta. Rimango immediatamente stupito dal sound! Un suono che le mie orecchie non sentivano da almeno 15 anni, forse anche più, quello caldo del vinile che girava sul piatto, praticamente un tuffo indietro nel tempo nei mitici anni \'80 (chiaramente tutto in chiave moderna)! Già solo per questo promuovo la produzione, che rappresenta almeno il 50% della riuscita del disco, e capisco anche molto chiaramente che agli Exawatt delle mode non gliene può fregare di meno. Loro restano fedeli al loro prog, ma non quello misto all\'estremo che ci offre oggi il mercato (e qui stenderei un velo pietoso… forse sono antico, ma in questo caso me ne vanto!). Ci troviamo di fronte a un bellissimo universo tutto, ma proprio tutto Exawatt!
Non so, è difficile spiegarlo per bene, ma è un giusto connubio tra metal misto a prog anni \'80 (stile Marillion, per intenderci) e un pizzico di Power metal! Un mondo fantastico, praticamente! Arriviamo alla ciliegina sulla torta del disco, le parti vocali; il lavoro vocale che i due cantanti ci regalano è magnifico! Doppie voci, duetti che si intrecciano vorticosamente con i riff, arrangiamenti di tastiera! Bellissima l’apertura con il brano “Red Sin”, biglietto da visita di come oggi sono gli Exawatt. Le due voci iniziano la strofa insieme e la Menghi subito vedere le sue doti polifoniche, grazie anche a un timbro caldo e mai stridulo e fuori le proprie possibilità dando sempre il giusto spazio a Benni che oggi ci regala la sua maturità vocale tessendo cantati a me avviso che ricordano il buon Fish. Eccezionali anche le prove solistiche in brani come “Tomorrow” e “Garden Of The Dark Lord”. Il tutto è accompagnato da una sezione strumentale eccellente grazie a Daniele Palloni, magnifico chitarrista che macina riff che si incastonano agli arrangiamenti di tastiera dal sapore symphonic anni \'70 di Andrea Corsetti. Sezione ritmica perfetta e tecnica da parte di Francesco Strappaveccia (bassista) e Stefano Coletti (batteria). Potrei stare ore ed ore a descrivervi questo nuovo album degli Exawatt, ma le mie parole per quanto di lode possano essere non renderebbero comunque l\'idea. Dev\'essere ascoltato e basta, credetemi. Una chicca è la cover “Breakfast In America” mitico brano dei Supertramp. Promuovo in pieno questo nuovo album degli Exawatt augurandogli un grande e meritato successo e dicendogli che non hanno nulla da invidiare ai colossi del prog, che un po’ hanno dimenticato cosa vuol dire quella qualità, quell’originalità e soprattutto quella facilità d’ascolto che oggi (per il momento) solo gli Exawatt riescono a creare!
Voto: 10/10
Antonio Abate

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www.exawatt.it
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